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Alessandro D…
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- Cose che nessuno sa (2426)
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By Alessandro D'Avenia -
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- Bianca come il latte, rossa come il sangue (9484)
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By Alessandro D'Avenia -
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Bianca come il latte, rossa come il sangue
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Le sfumature delle emozioni -
Alessandro d’Avenio, palermitano, ora residente a Milano, si laurea in Lettere Classiche e, dopo la Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Superiore, diventa professore di liceo. Tutte le ore di lezioni teoriche e nozionistiche impartitegli durante il conseguimento dell’abilitazione all’inseg ... (
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Sep 24, 2011 |
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Cose che nessuno sa
Dopo il grande successo di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, esce nel 2011 il nuovo romanzo di Alessandro D’Avenia, anch’esso un romanzo di formazione: “ Cose che nessuno sa”. E’ la storia della quattordicenne Margherita, graziosa ragazzina con i capelli neri e gli occhi verdissimi. Marg ... (continue)
Dopo il grande successo di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, esce nel 2011 il nuovo romanzo di Alessandro D’Avenia, anch’esso un romanzo di formazione: “ Cose che nessuno sa”. E’ la storia della quattordicenne Margherita, graziosa ragazzina con i capelli neri e gli occhi verdissimi. Margherita sta per iniziare il primo anno della scuola superiore ed è piena di aspettative, di dubbi, di paure e speranze come tutti gli adolescenti. Un giorno, però, il padre lascia improvvisamente la famiglia senza nessuna apparente motivazione. Margherita è sconvolta e dovrà fare i conti con qualcosa che nella sua vita ancora non è entrata e che quindi non ha la capacità di gestire: quel qualcosa è il dolore. Ancora non sa che è proprio il dolore, quello che si insinua nella profondità dell’anima, ciò che la trasformerà in una donna così come avviene in un’ostrica che, in seguito all’attacco di un predatore, produce una meravigliosa perla al suo interno. Ancora non sa che la sofferenza è quella che permette di crescere e di affrontare la vita, trasformandoci nella persona che saremo.
Circondata dall’affetto dei suoi ( una madre che si trova in posizione di fragilità e confusione, un fratellino artista che nei suoi disegni riesce a rappresentare con efficacia il suo mondo interiore, una nonna siciliana, dolce e amabile che sforna cassate e cannoli conditi con una profusione di proverbi dialettali, antiche storie della sua vita e soprattutto ricordi del marito scomparso) che non sembra bastare a lenire l’angoscia e la desolata solitudine che sente dentro, Margherita cerca la sua strada e trova aiuto nell’amicizia e nell’amore. Fondamentali per la sua crescita, Marta, sua nuova compagna di banco appartenente ad un’allegra e squinternata famiglia e Giulio, il ragazzo dagli occhi di ghiaccio, così misterioso, così solo, pieno di rabbia per essere stato abbandonato da piccolo e che ha come unico amico l’educatore della Casa Famiglia in cui vive. E poi, c’è il suo nuovo professore di letteratura, uno di quelli che nella vita di tutti i giorni è molto difficile incontrare: amante dei libri , di citazioni e metafore, egli non riesce a vivere realmente i suoi sentimenti perché intrappolati nelle parole di ciò che legge.
Sarà proprio lui, nel corso di una coinvolgente spiegazione dell’episodio dell’Odissea in cui Telemaco parte alla ricerca del padre, a dare l’idea a Margherita di un viaggio per cercare il suo, per riportarlo a casa, per comprenderlo, per riappropriarsi di quella parte così importante della sua vita. Un viaggio che si rivelerà temerario, pericoloso ma anche illuminante per la scoperta del sé, del coraggio misto alla fragilità, dell’amore e del dolore, attraversando le strade del passato verso quelle del futuro che incominciano a delinearsi sempre più nitide, meno nebbiose. Tante domande, tanti interrogativi. Ci sono però tante cose che nessuno sa, nessuno è in grado di definire, di generalizzare, se non sono vissute sulla propria pelle, sulle proprie esperienze, sulla propria vita. Ed è quello che dovrà fare Margherita: vivere imparando a farlo nel modo migliore.
Il libro scorre velocemente, lasciando indelebili impronte biografiche del suo autore che tanta familiarità ha con gli argomenti affrontati. Ci sono delle belle e poetiche pagine e delle riuscitissime descrizioni paesaggistiche, vivide pennellate che colorano la narrazione.
Le metafore, che io personalmente adoro, e le citazioni sono sovrabbondanti e talmente numerose che risultano irritanti e certi concetti ( tipo la metafora dell’ostrica che attraverso il dolore genera la perla) sono disturbanti per la loro ossessiva ripetitività lungo il decorso delle pagine, come se il lettore fosse incapace di cogliere il messaggio che l’autore vuole trasmettere e dovesse essere sottoposto ad un vero e proprio lavaggio del cervello per fare propri concetti peraltro facilmente comprensibili. I personaggi poi, così filosofeggianti dal primo all’ultimo, sono totalmente avulsi dalla realtà della vera vita quotidiana. Filosofeggia la nonna, il fratellino Andrea di 5 anni, la mamma e il papà, l’amica, il bel Giulio ed il suo educatore, il professore e la sua fidanzata Stella, e ogni personaggio, anche se incontrato per caso, filosofeggia alacremente ( vedi il vecchio accanto al falò sotto le stelle). Tutti parlano per metafore, citano, teorizzano, sciorinano dogmi, elucubrano fino al parossismo, mitizzano, concepiscono e deducono fino a cospargersi di una polvere irreale, che poco ha a che fare con la vita vera, quella per cui ci sono cose che nessuno sa. Di piacevole lettura, nonostante i numerosi difetti e le sviste, “mocceggia” abilmente portando ad un gradino più elevato un certo tipo di letteratura in voga e invogliando alla lettura le categorie dei più giovani che se “ rideranno, piangeranno e si innamoreranno della vita dalle mie pagine” avranno soddisfatto sia le asserzioni di Tolstoj che i numerosi “ richiami” dell’autore.