Il libro si presenta come un'ottima lettura, priva di ripetizioni e di futili divagazioni romanzesche. Il profilo psicologico del serial killer e' straordinariamente ritratto dalle digressioni e i monologhi in cui egli stesso si cimenta, da cui emergono la sua erudizione e le cause che lo spingono a
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Il libro si presenta come un'ottima lettura, priva di ripetizioni e di futili divagazioni romanzesche. Il profilo psicologico del serial killer e' straordinariamente ritratto dalle digressioni e i monologhi in cui egli stesso si cimenta, da cui emergono la sua erudizione e le cause che lo spingono ad uccidere. Ho di gran lunga preferito il profilo psicologico del killer, piuttosto che della detective assegnata al caso, Rizzoli. Anche lo stile di scrittura e' esemplare, cosa che non e' necessariamente posta in primo piano nei thriller. L'unica nota "negativa" e' stata, a mio avviso, la rivelazione dell'assassino: una persona qualsiasi che non agisce nel corso della storia, ma che compare soltanto alla conclusione del libro.
Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al be
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Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al beneficio loro individuale? Dorian Gray con la sua etica, che punta esclusivamente alla rigogliosita' e alla gratificazione interiore, si accinge proprio a mostrarsi come una persona che non puo' essere toccata da nulla, neppure dal proprio deterioramento fisico. Ma ogni calamita' e nefandezza provocata viene sempre punita con la giustizia. Questo sara' l'insegnamento che si trovera' a trarre dalla sua vita di godimento, privilegi e crimini, quando i fantasmi del passato affioreranno e torneranno a tormentarlo. Wilde con la sua opera credo sia stato lungimirante nell'affrontare un argomento che ormai attualmente e' di trattazione quotidiana.
"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione
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"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione, attraverso cui King fornisce un alternarsi continuo di prospettive: abbiamo da un lato i buoni, capeggiati dal Colonnello Dale "Barbie" Barbara, incaricato di prendere in mano le redini della situazione e dissipare il panico generale con l'aiuto dell'onesta giornalista Julia, il leale paramedico Rusty e i tre ragazzi Joe, Benny e Norrie . Dall'altro abbiamo lo spietato "Big Jim" Rennie e i suoi scagnozzi, tra cui il perverso figlio Junior. Il profilo dell'antagonista e' incredibilmente ben delineato; Rennie e' uomo che non indugia a coprirsi di crimini a discapito di altri, che non si fa muovere dalla crudelta' che sprigiona in quanto ritiene che il suo male e' giustificato e necessario, e deve essere perpetrato per il bene del popolo. Egli ha la profonda convinzione che Dio gli ha affidato un incarico, governare, e per questo deve detenere il potere, incurante dei diritti, la costituzione, delle lamentele del pubblico, della Casa Bianca stessa. Il principio di tirannia che King ci fornisce e' il ritratto di una societa' assolutamente realistica. Rennie dalla sua ha arguzia, ingegno, devozione alla sua causa e alla sua fede e, ultimo ma non ultimo, il corpo di polizia da lui stesso creato, che gli permette di agire come vuole. Da non dimenticare tuttavia un terzo punto di vista: quello degli osservatori esterni. Primo di tutti e' il Colonnello Cox, a capo del progetto di dissolvimento della barriera. La costante determinazione e intelligenza di Rennie, che gli consentono di stare sempre un passo avanti ai nostri eroi, e la continua lotta tra bene e male, rendono la lettura del romanzo assolutamente avvincente e imprevedibile. Che altro dire quindi? Questo romanzo e' un capolavoro.
Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ulti
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Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ultima in quanto si presenta come una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo, tra la morte di un umano e la nascita di un uomo-elfo dotato di capacita' sovrannaturali. La ricchezza dei colpi di scena e l'approfondimento delle connotazioni psicologiche dei personaggi sono tutti fattori che hanno contribuito alla mia scelta di attribuire a questo libro il massimo dei voti. Non sono d'accordo con chi ha paragonato la saga creata da Paolini a quella de "Il signore degli anelli" plasmata da Tolkien, in quanto prima di tutto sono entrambi autori di fantasy, e i libri che appartengono a questo genere letterario hanno tutti elementi analoghi che li accomunano senza i quali non potrebbero essere definiti propriamente "fantasy". In secondo luogo le due saghe non hanno ne' in comune le storie, che sono totalmente diverse, ne' la similarita' dei personaggi o delle razze. Anzi, credo che Paolini sia stato persino piu' innovativo da quest'ultimo punto di vista, nella creazione di stirpi come quelle dei varden o dei ra'zac, che differiscono dalle solite banali popolazioni,come quelle degli elfi o dei nani, che sono presenti in entrambe le saghe. Ultimo fattore da valutare: se questi due eccellenti autori si devono relazionare, allora questo paragone deve essere ampliato ad altri autori come Robert Jordan, il quale anch'egli ha creato una saga che racchiude in se' tutti i requisiti di un racconto fantasy con ampie descrizioni di scene di carattere epico. Se e' cosi' allora si dovrebbe dire che tutti gli autori fantasy odierni hanno, per renderli aderenti a questo genere, copiato dal capostipite del fantasy Tolkien. Questo a mio avviso e' solo un futile e scorretto tentativo di screditare uno dei piu' grandi scrittori fantasy contemporanei. Recensione pubblicata anche su ibs.it
Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, a
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Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, adattandosi alla difficolta' di cercare di immaginare un'epoca molto lontana dalla nostra, priva di tecnologia, con leggi diverse e talvolta peggiori. La TRAMA: e' orchestrata magistralmente, con la messa a punto specifica di ogni pesonaggio, anche di quelli secondari e poco funzionali alla storia di per se' (come quella di Old Toot-Toot), da cui si puo' facilmente trarre all'istante il ritratto psicologico. Ben apprezzata e' stata anche la narrazione in prima persona da parte del protagonista Edgecomb; questo per me e' rilevante perche' King in questo modo da' l'occasione al lettore di addentrarsi profondamente nella psiche del personaggio, immedesimandosi nella stessa, rilevando e provando sulla propria pelle le sensazioni, i sentimenti e lo stesso corso degli eventi che inducono Edgecomb a fare delle scelte a cui e' irrevocabilmente sottoposto. Questo particolare fattore ha suscitato una notevole commozione in me nel corso della lettura e mi ha dato l'opportunita' di chiedermi come mi sarei comportato in determinate circostanze, come avrei agito davanti al miracolo che e' John Coffee. John Coffee (che tra l'altro devo dire e' interpretato perfettamente dall'attore Michael Duncan e' un personaggio talmente ben ritratto, con uno spessore psicologico cosi' ben definito che davvero mi ha lasciato attonito. E' una figura che oserei definire angelica, l'involucro umano della purezza, che anche se non in possesso di grandi capacita' intellettive, si presenta come un perfetto esempio di una persona che sa riconoscere il bene dal male e che a causa di quest'ultimo e' costretto a patire il dolore del ricordo perpetuo dei peccati umani. Il libro e' assolutamente singolare, magnifico e ineguagliabile.Recensione pubblicata anche su ibs.it
The Surgeon
***This comment contains spoilers! ***
Il libro si presenta come un'ottima lettura, priva di ripetizioni e di futili divagazioni romanzesche. Il profilo psicologico del serial killer e' straordinariamente ritratto dalle digressioni e i monologhi in cui egli stesso si cimenta, da cui emergono la sua erudizione e le cause che lo spingono a ... (continue)
Il libro si presenta come un'ottima lettura, priva di ripetizioni e di futili divagazioni romanzesche. Il profilo psicologico del serial killer e' straordinariamente ritratto dalle digressioni e i monologhi in cui egli stesso si cimenta, da cui emergono la sua erudizione e le cause che lo spingono ad uccidere. Ho di gran lunga preferito il profilo psicologico del killer, piuttosto che della detective assegnata al caso, Rizzoli. Anche lo stile di scrittura e' esemplare, cosa che non e' necessariamente posta in primo piano nei thriller. L'unica nota "negativa" e' stata, a mio avviso, la rivelazione dell'assassino: una persona qualsiasi che non agisce nel corso della storia, ma che compare soltanto alla conclusione del libro.
Il ritratto di Dorian Gray
***This comment contains spoilers! ***
Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al be ... (continue)
Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al beneficio loro individuale? Dorian Gray con la sua etica, che punta esclusivamente alla rigogliosita' e alla gratificazione interiore, si accinge proprio a mostrarsi come una persona che non puo' essere toccata da nulla, neppure dal proprio deterioramento fisico. Ma ogni calamita' e nefandezza provocata viene sempre punita con la giustizia. Questo sara' l'insegnamento che si trovera' a trarre dalla sua vita di godimento, privilegi e crimini, quando i fantasmi del passato affioreranno e torneranno a tormentarlo. Wilde con la sua opera credo sia stato lungimirante nell'affrontare un argomento che ormai attualmente e' di trattazione quotidiana.
Under the Dome
"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione ... (continue)
"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione, attraverso cui King fornisce un alternarsi continuo di prospettive: abbiamo da un lato i buoni, capeggiati dal Colonnello Dale "Barbie" Barbara, incaricato di prendere in mano le redini della situazione e dissipare il panico generale con l'aiuto dell'onesta giornalista Julia, il leale paramedico Rusty e i tre ragazzi Joe, Benny e Norrie . Dall'altro abbiamo lo spietato "Big Jim" Rennie e i suoi scagnozzi, tra cui il perverso figlio Junior. Il profilo dell'antagonista e' incredibilmente ben delineato; Rennie e' uomo che non indugia a coprirsi di crimini a discapito di altri, che non si fa muovere dalla crudelta' che sprigiona in quanto ritiene che il suo male e' giustificato e necessario, e deve essere perpetrato per il bene del popolo. Egli ha la profonda convinzione che Dio gli ha affidato un incarico, governare, e per questo deve detenere il potere, incurante dei diritti, la costituzione, delle lamentele del pubblico, della Casa Bianca stessa. Il principio di tirannia che King ci fornisce e' il ritratto di una societa' assolutamente realistica. Rennie dalla sua ha arguzia, ingegno, devozione alla sua causa e alla sua fede e, ultimo ma non ultimo, il corpo di polizia da lui stesso creato, che gli permette di agire come vuole. Da non dimenticare tuttavia un terzo punto di vista: quello degli osservatori esterni. Primo di tutti e' il Colonnello Cox, a capo del progetto di dissolvimento della barriera. La costante determinazione e intelligenza di Rennie, che gli consentono di stare sempre un passo avanti ai nostri eroi, e la continua lotta tra bene e male, rendono la lettura del romanzo assolutamente avvincente e imprevedibile. Che altro dire quindi? Questo romanzo e' un capolavoro.
Eldest
Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ulti ... (continue)
Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ultima in quanto si presenta come una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo, tra la morte di un umano e la nascita di un uomo-elfo dotato di capacita' sovrannaturali. La ricchezza dei colpi di scena e l'approfondimento delle connotazioni psicologiche dei personaggi sono tutti fattori che hanno contribuito alla mia scelta di attribuire a questo libro il massimo dei voti. Non sono d'accordo con chi ha paragonato la saga creata da Paolini a quella de "Il signore degli anelli" plasmata da Tolkien, in quanto prima di tutto sono entrambi autori di fantasy, e i libri che appartengono a questo genere letterario hanno tutti elementi analoghi che li accomunano senza i quali non potrebbero essere definiti propriamente "fantasy". In secondo luogo le due saghe non hanno ne' in comune le storie, che sono totalmente diverse, ne' la similarita' dei personaggi o delle razze. Anzi, credo che Paolini sia stato persino piu' innovativo da quest'ultimo punto di vista, nella creazione di stirpi come quelle dei varden o dei ra'zac, che differiscono dalle solite banali popolazioni,come quelle degli elfi o dei nani, che sono presenti in entrambe le saghe. Ultimo fattore da valutare: se questi due eccellenti autori si devono relazionare, allora questo paragone deve essere ampliato ad altri autori come Robert Jordan, il quale anch'egli ha creato una saga che racchiude in se' tutti i requisiti di un racconto fantasy con ampie descrizioni di scene di carattere epico. Se e' cosi' allora si dovrebbe dire che tutti gli autori fantasy odierni hanno, per renderli aderenti a questo genere, copiato dal capostipite del fantasy Tolkien. Questo a mio avviso e' solo un futile e scorretto tentativo di screditare uno dei piu' grandi scrittori fantasy contemporanei. Recensione pubblicata anche su ibs.it
Il Miglio Verde
***This comment contains spoilers! ***
Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, a ... (continue)
Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, adattandosi alla difficolta' di cercare di immaginare un'epoca molto lontana dalla nostra, priva di tecnologia, con leggi diverse e talvolta peggiori. La TRAMA: e' orchestrata magistralmente, con la messa a punto specifica di ogni pesonaggio, anche di quelli secondari e poco funzionali alla storia di per se' (come quella di Old Toot-Toot), da cui si puo' facilmente trarre all'istante il ritratto psicologico. Ben apprezzata e' stata anche la narrazione in prima persona da parte del protagonista Edgecomb; questo per me e' rilevante perche' King in questo modo da' l'occasione al lettore di addentrarsi profondamente nella psiche del personaggio, immedesimandosi nella stessa, rilevando e provando sulla propria pelle le sensazioni, i sentimenti e lo stesso corso degli eventi che inducono Edgecomb a fare delle scelte a cui e' irrevocabilmente sottoposto. Questo particolare fattore ha suscitato una notevole commozione in me nel corso della lettura e mi ha dato l'opportunita' di chiedermi come mi sarei comportato in determinate circostanze, come avrei agito davanti al miracolo che e' John Coffee. John Coffee (che tra l'altro devo dire e' interpretato perfettamente dall'attore Michael Duncan e' un personaggio talmente ben ritratto, con uno spessore psicologico cosi' ben definito che davvero mi ha lasciato attonito. E' una figura che oserei definire angelica, l'involucro umano della purezza, che anche se non in possesso di grandi capacita' intellettive, si presenta come un perfetto esempio di una persona che sa riconoscere il bene dal male e che a causa di quest'ultimo e' costretto a patire il dolore del ricordo perpetuo dei peccati umani. Il libro e' assolutamente singolare, magnifico e ineguagliabile.Recensione pubblicata anche su ibs.it