E' d'obbligo un confronto con la saga "The hunger games", della Suzanne Collins. Penso sia abbastanza scontato che l'autrice della rinomatissima saga abbia tratto piu' di qualche spunto da "Battle royale" per la creazione della sua trilogia. Ma veniamo al libro in questione: ritengo che l'autore sia
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E' d'obbligo un confronto con la saga "The hunger games", della Suzanne Collins. Penso sia abbastanza scontato che l'autrice della rinomatissima saga abbia tratto piu' di qualche spunto da "Battle royale" per la creazione della sua trilogia. Ma veniamo al libro in questione: ritengo che l'autore sia stato alquanto innovativo in qualita' di idee e filo conduttore della storia. La trama e' avvincente, un susseguirsi di colpi di scena, triangoli amorosi, e tanto tanto sangue. Quest'ultimo fattore e' probabilmente cio' che colpisce di piu': membra tagliate, budella che fuoriescono, cervella che imbrattano le pareti. Ma la violenza di per se' nn e' stato il motivo per cui non ho assegnato pieni voti a questo libro (essendo un fan di tarantino sono abituato a molto peggio). Lo e' stato invece lo stile di scrittura: "Shuya spalanco' gli occhi, ho una cotta per te..." ecc. Tutte frasi ripetute all'inverosimile (penso che probabilmente un quarto del libro sia adornato da tali espressioni), che ammorbano in una maniera incredibile. Non e' escluso che la traduzione abbia contribuito a rendere la scrittura cosi' pesante e infantile, ma sono certo che buona parte del merito se lo debba prendere l'autore. Arriviamo dunque ai personaggi, che piu' che essere persone che sia avvicinano alla realta', sono invece stereotipi che rispecchiano attiduni caratteriali unilaterali: il protagonista orfano fighetto della scuola amato da tutte le ragazze, la ragazza abusata in tenera eta' che nutre un profondo odio nei confronti di tutti, il combattente, il genio del pc, il gracilino, il rimandato, la timida, la combriccola di teppistelli e, ultimo ma non ultimo, il ragazzo privo di sentimenti e emozioni vittima di un disturbo mentale, insomma chi piu' ne ha piu' ne metta. Tutta questa comitiva di persone e' presente in una sola classe, incredibili le probabilita' (vabbe' che e' finzione pero' un minimo di dati che rientrano nei parametri del vero ci devono essere). Pertanto passiamo in rassegna tutti gli elementi di rilevanza: buona idea di fondo, imprevedibilita' (non tanto per chi muore, quanto per le modalita' e l'esecuzione degli omicidi, alcune davvero molto creative e brutali), eccessi pazzeschi e ridicoli a non finire, stile e traduzione scadenti e un finale per nulla scontato (anch'esso copiato in parte dalla Collins), tutti elementi che assicurano tuttavia un intrattenimento garantito.
"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione
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"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione, attraverso cui King fornisce un alternarsi continuo di prospettive: abbiamo da un lato i buoni, capeggiati dal Colonnello Dale "Barbie" Barbara, incaricato di prendere in mano le redini della situazione e dissipare il panico generale con l'aiuto dell'onesta giornalista Julia, il leale paramedico Rusty e i tre ragazzi Joe, Benny e Norrie . Dall'altro abbiamo lo spietato "Big Jim" Rennie e i suoi scagnozzi, tra cui il perverso figlio Junior. Il profilo dell'antagonista e' incredibilmente ben delineato; Rennie e' uomo che non indugia a coprirsi di crimini a discapito di altri, che non si fa muovere dalla crudelta' che sprigiona in quanto ritiene che il suo male e' giustificato e necessario, e deve essere perpetrato per il bene del popolo. Egli ha la profonda convinzione che Dio gli ha affidato un incarico, governare, e per questo deve detenere il potere, incurante dei diritti, la costituzione, delle lamentele del pubblico, della Casa Bianca stessa. Il principio di tirannia che King ci fornisce e' il ritratto di una societa' assolutamente realistica. Rennie dalla sua ha arguzia, ingegno, devozione alla sua causa e alla sua fede e, ultimo ma non ultimo, il corpo di polizia da lui stesso creato, che gli permette di agire come vuole. Da non dimenticare tuttavia un terzo punto di vista: quello degli osservatori esterni. Primo di tutti e' il Colonnello Cox, a capo del progetto di dissolvimento della barriera. La costante determinazione e intelligenza di Rennie, che gli consentono di stare sempre un passo avanti ai nostri eroi, e la continua lotta tra bene e male, rendono la lettura del romanzo assolutamente avvincente e imprevedibile. Che altro dire quindi? Questo romanzo e' un capolavoro.
Il secondo capitolo della saga, e di gran lunga migliore del primo. L'intero volume e' un connubio di colpi di scena, forti emozioni, intrecci e, naturalmente, grande maestria inventiva da parte della Collins. Ma cio' che mi ha colpito di piu', rispetto a "The Hunger Games", e' stata l'imprevedibili
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Il secondo capitolo della saga, e di gran lunga migliore del primo. L'intero volume e' un connubio di colpi di scena, forti emozioni, intrecci e, naturalmente, grande maestria inventiva da parte della Collins. Ma cio' che mi ha colpito di piu', rispetto a "The Hunger Games", e' stata l'imprevedibilita' degli accadimenti. Le scene si susseguono in un ciclo continuo di eventi inaspettati ed esplosivi, che mi hanno lasciato incollato alla sedia per diverse ore nel corso della lettura. La sola nota negativa, ancora una volta, permane "la prima persona". Questa scelta stilistica implica che il lettore si debba adeguare all'unilateralita' del punto di vista del soggetto in questione (in questo caso Katniss), obbligandolo cosi' a condividere la prospettiva psicologico/visiva del personaggio. Senza contare che cio' esclude, soprattutto nel caso di una trilogia, la minima possibilita' che la protagonista possa morire nel corso delle vicende dei libri. Se lo scrittore volesse "uccidere" il proprio personaggio, potrebbe farlo solo alla conclusione della storia, ovvero nell'epilogo di una saga. Cio' e' abbastanza frustrante in taluni casi, e per questo motivo non prediligo la scelta stilistica adottata dalla Collins. Un peccato, perche' il libro di per se' sarebbe stato da 5/5.
Ottima trama, personaggi ben delineati, nel complesso una saga accattivante. L'unica nota negativa a mio avviso e' stata l'uso costante della prima persona. La scrittrice ci da' il solo punto di vista della protagonista Katniss, evitando di fornirci la prospettiva, pensieri e stati d'animo di person
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Ottima trama, personaggi ben delineati, nel complesso una saga accattivante. L'unica nota negativa a mio avviso e' stata l'uso costante della prima persona. La scrittrice ci da' il solo punto di vista della protagonista Katniss, evitando di fornirci la prospettiva, pensieri e stati d'animo di personaggi altrettanto fondamentali e intriganti, come Peeta o Haymitch. Persino il POV dell'antagonista, il Presidente Snow, sarebbe stato ben accetto, in quanto ritengo k l'infima e oscura visuale degli eventi del rivale, in un libro, sia uno dei fattori piu' convolgenti e affascinanti per un lettore.
Archer scrive una raccolta di storie legate tra loro da due elementi: un finale inaspettato e uno stile narrativo superbo.
-THE PERFECT MURDER: un breve thriller che raggiunge iil suo climax tra le mura di un tribunale. ****
-CLEAN SWEEP IGNATIUS: Una storia di dieci pagine che tratta l'onesta' di
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Archer scrive una raccolta di storie legate tra loro da due elementi: un finale inaspettato e uno stile narrativo superbo.
-THE PERFECT MURDER: un breve thriller che raggiunge iil suo climax tra le mura di un tribunale. ****
-CLEAN SWEEP IGNATIUS: Una storia di dieci pagine che tratta l'onesta' di un direttore di banca irremovibile e risoluto. ***
-A LA CARTE: un diverbio tra padre e figlio risolto da un compromesso. Il padre si rivela essere lungimirante nei riguardi delle abilita' del figlio. *****
-NOT THE REAL THING: un gradino in meno rispetto alle altre storie. *
-JUST GOOD FRIENDS: un incipit accattivante, seguito da una conclusione...bizzarra. ***
-THE STEAL: storia molto carina che insegna al lettore che assumere un comportamento rispettoso persino nei confronti di un umile venditore, quando si e' turisti in un paese straniero, puo' avere il suoi vantaggi. *****
-COLONEL BULLFROG: trama un po' esile. *
-CHECKMATE: bell'intreccio che ricorda di essere guardinghi delle donne, soprattutto quando sono belle e intraprendenti. ****
-HONOUR AMONG THIEVES: storia discreta di un degustatore di vini. ***
-A CHAPTER OF ACCIDENTS: sedurre una donna sposata ha le sue conseguenze? senza dubbio, anche con il piu' quieto dei mariti. ****
-THE LOOPHOLE: lite tra amici in cerca di vendetta...o guadagno? imprevedibile e divertente.
-CHRISTINA ROSENTHAL: e' quella che mi ha trascinato maggiormente, commovente, ben scritta. *****
Quando un lettore rimane coinvolto emotivamente da una storia di venti pagine, lo scrittore puo' avvalersi del fatto che ha compiuto il suo lavoro con successo. E' il caso di Archer, un superbo scrittore, o, come lui stesso preferisce definirsi, un narratore.
Battle Royale
E' d'obbligo un confronto con la saga "The hunger games", della Suzanne Collins. Penso sia abbastanza scontato che l'autrice della rinomatissima saga abbia tratto piu' di qualche spunto da "Battle royale" per la creazione della sua trilogia. Ma veniamo al libro in questione: ritengo che l'autore sia ... (continue)
E' d'obbligo un confronto con la saga "The hunger games", della Suzanne Collins. Penso sia abbastanza scontato che l'autrice della rinomatissima saga abbia tratto piu' di qualche spunto da "Battle royale" per la creazione della sua trilogia. Ma veniamo al libro in questione: ritengo che l'autore sia stato alquanto innovativo in qualita' di idee e filo conduttore della storia. La trama e' avvincente, un susseguirsi di colpi di scena, triangoli amorosi, e tanto tanto sangue. Quest'ultimo fattore e' probabilmente cio' che colpisce di piu': membra tagliate, budella che fuoriescono, cervella che imbrattano le pareti. Ma la violenza di per se' nn e' stato il motivo per cui non ho assegnato pieni voti a questo libro (essendo un fan di tarantino sono abituato a molto peggio). Lo e' stato invece lo stile di scrittura: "Shuya spalanco' gli occhi, ho una cotta per te..." ecc. Tutte frasi ripetute all'inverosimile (penso che probabilmente un quarto del libro sia adornato da tali espressioni), che ammorbano in una maniera incredibile. Non e' escluso che la traduzione abbia contribuito a rendere la scrittura cosi' pesante e infantile, ma sono certo che buona parte del merito se lo debba prendere l'autore. Arriviamo dunque ai personaggi, che piu' che essere persone che sia avvicinano alla realta', sono invece stereotipi che rispecchiano attiduni caratteriali unilaterali: il protagonista orfano fighetto della scuola amato da tutte le ragazze, la ragazza abusata in tenera eta' che nutre un profondo odio nei confronti di tutti, il combattente, il genio del pc, il gracilino, il rimandato, la timida, la combriccola di teppistelli e, ultimo ma non ultimo, il ragazzo privo di sentimenti e emozioni vittima di un disturbo mentale, insomma chi piu' ne ha piu' ne metta. Tutta questa comitiva di persone e' presente in una sola classe, incredibili le probabilita' (vabbe' che e' finzione pero' un minimo di dati che rientrano nei parametri del vero ci devono essere). Pertanto passiamo in rassegna tutti gli elementi di rilevanza: buona idea di fondo, imprevedibilita' (non tanto per chi muore, quanto per le modalita' e l'esecuzione degli omicidi, alcune davvero molto creative e brutali), eccessi pazzeschi e ridicoli a non finire, stile e traduzione scadenti e un finale per nulla scontato (anch'esso copiato in parte dalla Collins), tutti elementi che assicurano tuttavia un intrattenimento garantito.
Under the Dome
"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione ... (continue)
"Under the dome" e' un libro magistrale, in assoluto uno dei migliori di King che ho letto. Quest'ultimo ci presenta Chester's Mill, tranquilla cittadina del Maine (ovviamente), che viene improvvisamente circondata da un'esponenziale cupola invisibile. Questa cittadina possiede una folta popolazione, attraverso cui King fornisce un alternarsi continuo di prospettive: abbiamo da un lato i buoni, capeggiati dal Colonnello Dale "Barbie" Barbara, incaricato di prendere in mano le redini della situazione e dissipare il panico generale con l'aiuto dell'onesta giornalista Julia, il leale paramedico Rusty e i tre ragazzi Joe, Benny e Norrie . Dall'altro abbiamo lo spietato "Big Jim" Rennie e i suoi scagnozzi, tra cui il perverso figlio Junior. Il profilo dell'antagonista e' incredibilmente ben delineato; Rennie e' uomo che non indugia a coprirsi di crimini a discapito di altri, che non si fa muovere dalla crudelta' che sprigiona in quanto ritiene che il suo male e' giustificato e necessario, e deve essere perpetrato per il bene del popolo. Egli ha la profonda convinzione che Dio gli ha affidato un incarico, governare, e per questo deve detenere il potere, incurante dei diritti, la costituzione, delle lamentele del pubblico, della Casa Bianca stessa. Il principio di tirannia che King ci fornisce e' il ritratto di una societa' assolutamente realistica. Rennie dalla sua ha arguzia, ingegno, devozione alla sua causa e alla sua fede e, ultimo ma non ultimo, il corpo di polizia da lui stesso creato, che gli permette di agire come vuole. Da non dimenticare tuttavia un terzo punto di vista: quello degli osservatori esterni. Primo di tutti e' il Colonnello Cox, a capo del progetto di dissolvimento della barriera. La costante determinazione e intelligenza di Rennie, che gli consentono di stare sempre un passo avanti ai nostri eroi, e la continua lotta tra bene e male, rendono la lettura del romanzo assolutamente avvincente e imprevedibile. Che altro dire quindi? Questo romanzo e' un capolavoro.
Catching Fire
Il secondo capitolo della saga, e di gran lunga migliore del primo. L'intero volume e' un connubio di colpi di scena, forti emozioni, intrecci e, naturalmente, grande maestria inventiva da parte della Collins. Ma cio' che mi ha colpito di piu', rispetto a "The Hunger Games", e' stata l'imprevedibili ... (continue)
Il secondo capitolo della saga, e di gran lunga migliore del primo. L'intero volume e' un connubio di colpi di scena, forti emozioni, intrecci e, naturalmente, grande maestria inventiva da parte della Collins. Ma cio' che mi ha colpito di piu', rispetto a "The Hunger Games", e' stata l'imprevedibilita' degli accadimenti. Le scene si susseguono in un ciclo continuo di eventi inaspettati ed esplosivi, che mi hanno lasciato incollato alla sedia per diverse ore nel corso della lettura. La sola nota negativa, ancora una volta, permane "la prima persona". Questa scelta stilistica implica che il lettore si debba adeguare all'unilateralita' del punto di vista del soggetto in questione (in questo caso Katniss), obbligandolo cosi' a condividere la prospettiva psicologico/visiva del personaggio. Senza contare che cio' esclude, soprattutto nel caso di una trilogia, la minima possibilita' che la protagonista possa morire nel corso delle vicende dei libri. Se lo scrittore volesse "uccidere" il proprio personaggio, potrebbe farlo solo alla conclusione della storia, ovvero nell'epilogo di una saga. Cio' e' abbastanza frustrante in taluni casi, e per questo motivo non prediligo la scelta stilistica adottata dalla Collins. Un peccato, perche' il libro di per se' sarebbe stato da 5/5.
The Hunger Games
Ottima trama, personaggi ben delineati, nel complesso una saga accattivante. L'unica nota negativa a mio avviso e' stata l'uso costante della prima persona. La scrittrice ci da' il solo punto di vista della protagonista Katniss, evitando di fornirci la prospettiva, pensieri e stati d'animo di person ... (continue)
Ottima trama, personaggi ben delineati, nel complesso una saga accattivante. L'unica nota negativa a mio avviso e' stata l'uso costante della prima persona. La scrittrice ci da' il solo punto di vista della protagonista Katniss, evitando di fornirci la prospettiva, pensieri e stati d'animo di personaggi altrettanto fondamentali e intriganti, come Peeta o Haymitch. Persino il POV dell'antagonista, il Presidente Snow, sarebbe stato ben accetto, in quanto ritengo k l'infima e oscura visuale degli eventi del rivale, in un libro, sia uno dei fattori piu' convolgenti e affascinanti per un lettore.
A Twist in the Tale
Archer scrive una raccolta di storie legate tra loro da due elementi: un finale inaspettato e uno stile narrativo superbo.
-THE PERFECT MURDER: un breve thriller che raggiunge iil suo climax tra le mura di un tribunale. ****
-CLEAN SWEEP IGNATIUS: Una storia di dieci pagine che tratta l'onesta' di ... (continue)
Archer scrive una raccolta di storie legate tra loro da due elementi: un finale inaspettato e uno stile narrativo superbo.
-THE PERFECT MURDER: un breve thriller che raggiunge iil suo climax tra le mura di un tribunale. ****
-CLEAN SWEEP IGNATIUS: Una storia di dieci pagine che tratta l'onesta' di un direttore di banca irremovibile e risoluto. ***
-A LA CARTE: un diverbio tra padre e figlio risolto da un compromesso. Il padre si rivela essere lungimirante nei riguardi delle abilita' del figlio. *****
-NOT THE REAL THING: un gradino in meno rispetto alle altre storie. *
-JUST GOOD FRIENDS: un incipit accattivante, seguito da una conclusione...bizzarra. ***
-THE STEAL: storia molto carina che insegna al lettore che assumere un comportamento rispettoso persino nei confronti di un umile venditore, quando si e' turisti in un paese straniero, puo' avere il suoi vantaggi. *****
-COLONEL BULLFROG: trama un po' esile. *
-CHECKMATE: bell'intreccio che ricorda di essere guardinghi delle donne, soprattutto quando sono belle e intraprendenti. ****
-HONOUR AMONG THIEVES: storia discreta di un degustatore di vini. ***
-A CHAPTER OF ACCIDENTS: sedurre una donna sposata ha le sue conseguenze? senza dubbio, anche con il piu' quieto dei mariti. ****
-THE LOOPHOLE: lite tra amici in cerca di vendetta...o guadagno? imprevedibile e divertente.
-CHRISTINA ROSENTHAL: e' quella che mi ha trascinato maggiormente, commovente, ben scritta. *****
Quando un lettore rimane coinvolto emotivamente da una storia di venti pagine, lo scrittore puo' avvalersi del fatto che ha compiuto il suo lavoro con successo. E' il caso di Archer, un superbo scrittore, o, come lui stesso preferisce definirsi, un narratore.