Suspence, mediocri colpi di scena, personaggi ben delineati, in particolare Kyra che rappresenta l'innocenza e la spontaneita' che solo un infante puo' avere. Buon libro, non il migliore di King, ma con una certa dose di pathos.
Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al be
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Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al beneficio loro individuale? Dorian Gray con la sua etica, che punta esclusivamente alla rigogliosita' e alla gratificazione interiore, si accinge proprio a mostrarsi come una persona che non puo' essere toccata da nulla, neppure dal proprio deterioramento fisico. Ma ogni calamita' e nefandezza provocata viene sempre punita con la giustizia. Questo sara' l'insegnamento che si trovera' a trarre dalla sua vita di godimento, privilegi e crimini, quando i fantasmi del passato affioreranno e torneranno a tormentarlo. Wilde con la sua opera credo sia stato lungimirante nell'affrontare un argomento che ormai attualmente e' di trattazione quotidiana.
Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ulti
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Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ultima in quanto si presenta come una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo, tra la morte di un umano e la nascita di un uomo-elfo dotato di capacita' sovrannaturali. La ricchezza dei colpi di scena e l'approfondimento delle connotazioni psicologiche dei personaggi sono tutti fattori che hanno contribuito alla mia scelta di attribuire a questo libro il massimo dei voti. Non sono d'accordo con chi ha paragonato la saga creata da Paolini a quella de "Il signore degli anelli" plasmata da Tolkien, in quanto prima di tutto sono entrambi autori di fantasy, e i libri che appartengono a questo genere letterario hanno tutti elementi analoghi che li accomunano senza i quali non potrebbero essere definiti propriamente "fantasy". In secondo luogo le due saghe non hanno ne' in comune le storie, che sono totalmente diverse, ne' la similarita' dei personaggi o delle razze. Anzi, credo che Paolini sia stato persino piu' innovativo da quest'ultimo punto di vista, nella creazione di stirpi come quelle dei varden o dei ra'zac, che differiscono dalle solite banali popolazioni,come quelle degli elfi o dei nani, che sono presenti in entrambe le saghe. Ultimo fattore da valutare: se questi due eccellenti autori si devono relazionare, allora questo paragone deve essere ampliato ad altri autori come Robert Jordan, il quale anch'egli ha creato una saga che racchiude in se' tutti i requisiti di un racconto fantasy con ampie descrizioni di scene di carattere epico. Se e' cosi' allora si dovrebbe dire che tutti gli autori fantasy odierni hanno, per renderli aderenti a questo genere, copiato dal capostipite del fantasy Tolkien. Questo a mio avviso e' solo un futile e scorretto tentativo di screditare uno dei piu' grandi scrittori fantasy contemporanei. Recensione pubblicata anche su ibs.it
Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, a
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Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, adattandosi alla difficolta' di cercare di immaginare un'epoca molto lontana dalla nostra, priva di tecnologia, con leggi diverse e talvolta peggiori. La TRAMA: e' orchestrata magistralmente, con la messa a punto specifica di ogni pesonaggio, anche di quelli secondari e poco funzionali alla storia di per se' (come quella di Old Toot-Toot), da cui si puo' facilmente trarre all'istante il ritratto psicologico. Ben apprezzata e' stata anche la narrazione in prima persona da parte del protagonista Edgecomb; questo per me e' rilevante perche' King in questo modo da' l'occasione al lettore di addentrarsi profondamente nella psiche del personaggio, immedesimandosi nella stessa, rilevando e provando sulla propria pelle le sensazioni, i sentimenti e lo stesso corso degli eventi che inducono Edgecomb a fare delle scelte a cui e' irrevocabilmente sottoposto. Questo particolare fattore ha suscitato una notevole commozione in me nel corso della lettura e mi ha dato l'opportunita' di chiedermi come mi sarei comportato in determinate circostanze, come avrei agito davanti al miracolo che e' John Coffee. John Coffee (che tra l'altro devo dire e' interpretato perfettamente dall'attore Michael Duncan e' un personaggio talmente ben ritratto, con uno spessore psicologico cosi' ben definito che davvero mi ha lasciato attonito. E' una figura che oserei definire angelica, l'involucro umano della purezza, che anche se non in possesso di grandi capacita' intellettive, si presenta come un perfetto esempio di una persona che sa riconoscere il bene dal male e che a causa di quest'ultimo e' costretto a patire il dolore del ricordo perpetuo dei peccati umani. Il libro e' assolutamente singolare, magnifico e ineguagliabile.Recensione pubblicata anche su ibs.it
Premetto che, da grande fan delle due saghe precedenti, mi sono ritrovato attonito e alquanto frustrato dall'esito della lettura di questo libro.La negativita' del mio giudizio e' deducibile dai seguenti punti considerati. LA TRAMA: esile, per non dire inesistente. Ho rilevato numerose analogie con
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Premetto che, da grande fan delle due saghe precedenti, mi sono ritrovato attonito e alquanto frustrato dall'esito della lettura di questo libro.La negativita' del mio giudizio e' deducibile dai seguenti punti considerati. LA TRAMA: esile, per non dire inesistente. Ho rilevato numerose analogie con le due trilogie precedenti, che non hanno fatto che aggravare la narrazione e lo scorrimento. L'incipit e' noioso, troppo lento, inutile. Stessa cosa vale per l'avvento del morbo e la professione di baby-sitter affidata ad Adhara. Sembra che la Troisi sia andata incontro a un repentino cambiamento nel modo di esporre, narrare, intrattenere. Perche' e' proprio questo che manca: l'interesse. L'unica parvenza di intrattenimento mi e' stata fornita dalla misteriosa immagine dell'Uomo in nero (sebbene, stranamente, tale figura sia riccorrente in altri autori come Robert Jordan o Terry Brooks, pietre miliari del fantasy), che ha reso determinati passi nella lettura intriganti, soprattutto nella "rivelazione" (palese) della sua identita'. Questa breve fase di interesse si e' dissolta con il graduale svolgimento dei fatti, fatti dettati da una prevedibilita' sconcertante, scaturita, ritengo, non da un qualche mio potere sovrannaturale di previsione degli eventi, ma da una mancata abilita' da parte dell'autrice di orchestrare una trama che sia perlomeno accettabile. I PERSONAGGI: sono privi di spessore. ll rapporto sentimentale tra Adhara e Amhal (soap opera in una realta' alternativa?) mi ha ammorbato in una maniera impressionante e cosi' anche i dialoghi tra i due. Un esempio e' la frase pronunciata costantemente dalla protagonista:"C'e' ancora del buono in te, lo sento". Sembra Luke che si rivolge a Darth Vader in Star Wars episodio 6! Peccato, perche' la Troisi aveva dimostrato talento nei suoi lavori precedenti, talento che pero' nelle leggende e ancor piu' nella saga della ragazza drago, si e' estinto. Ho pubblicato la stessa recensione su ibs.it.
Bag of Bones
Suspence, mediocri colpi di scena, personaggi ben delineati, in particolare Kyra che rappresenta l'innocenza e la spontaneita' che solo un infante puo' avere. Buon libro, non il migliore di King, ma con una certa dose di pathos.
Il ritratto di Dorian Gray
***This comment contains spoilers! ***
Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al be ... (continue)
Il libro e' un classico, che a mio parere e' molto attuale. Quanti esponenti rinomati dell'alta societa' al giorno d'oggi si prestano a presentarsi come figure di bonta' e altruismo, ma in verita' utilizzano ogni loro atto magnanimo per pervenire a un obbiettivo celato e prettamente necessario al beneficio loro individuale? Dorian Gray con la sua etica, che punta esclusivamente alla rigogliosita' e alla gratificazione interiore, si accinge proprio a mostrarsi come una persona che non puo' essere toccata da nulla, neppure dal proprio deterioramento fisico. Ma ogni calamita' e nefandezza provocata viene sempre punita con la giustizia. Questo sara' l'insegnamento che si trovera' a trarre dalla sua vita di godimento, privilegi e crimini, quando i fantasmi del passato affioreranno e torneranno a tormentarlo. Wilde con la sua opera credo sia stato lungimirante nell'affrontare un argomento che ormai attualmente e' di trattazione quotidiana.
Eldest
Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ulti ... (continue)
Indubbiamente il migliore dei tre. Ho particolarmente apprezzato il parallelismo creato dall'autore tra le peripezie di Eragon e quelle di Roran. L'addestramento del protagonista e' stata la parte che ho apprezzato di piu' insieme con l'agaeti bloodren, il rito a cui eragon e' sottoposto, quest'ultima in quanto si presenta come una fase transitoria tra il vecchio e il nuovo, tra la morte di un umano e la nascita di un uomo-elfo dotato di capacita' sovrannaturali. La ricchezza dei colpi di scena e l'approfondimento delle connotazioni psicologiche dei personaggi sono tutti fattori che hanno contribuito alla mia scelta di attribuire a questo libro il massimo dei voti. Non sono d'accordo con chi ha paragonato la saga creata da Paolini a quella de "Il signore degli anelli" plasmata da Tolkien, in quanto prima di tutto sono entrambi autori di fantasy, e i libri che appartengono a questo genere letterario hanno tutti elementi analoghi che li accomunano senza i quali non potrebbero essere definiti propriamente "fantasy". In secondo luogo le due saghe non hanno ne' in comune le storie, che sono totalmente diverse, ne' la similarita' dei personaggi o delle razze. Anzi, credo che Paolini sia stato persino piu' innovativo da quest'ultimo punto di vista, nella creazione di stirpi come quelle dei varden o dei ra'zac, che differiscono dalle solite banali popolazioni,come quelle degli elfi o dei nani, che sono presenti in entrambe le saghe. Ultimo fattore da valutare: se questi due eccellenti autori si devono relazionare, allora questo paragone deve essere ampliato ad altri autori come Robert Jordan, il quale anch'egli ha creato una saga che racchiude in se' tutti i requisiti di un racconto fantasy con ampie descrizioni di scene di carattere epico. Se e' cosi' allora si dovrebbe dire che tutti gli autori fantasy odierni hanno, per renderli aderenti a questo genere, copiato dal capostipite del fantasy Tolkien. Questo a mio avviso e' solo un futile e scorretto tentativo di screditare uno dei piu' grandi scrittori fantasy contemporanei. Recensione pubblicata anche su ibs.it
Il Miglio Verde
***This comment contains spoilers! ***
Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, a ... (continue)
Prima di leggere il libro ho visto il film circa 6 anni fa e l'ho trovato stupefacente. Recentemente ho deciso di rivivere l'esperienza incredibile che gia' il film mi aveva trasmesso leggendo il libro. L'autore penso abbia avuto grande abilita' nel raccontare una storia che accade negli anni '30, adattandosi alla difficolta' di cercare di immaginare un'epoca molto lontana dalla nostra, priva di tecnologia, con leggi diverse e talvolta peggiori. La TRAMA: e' orchestrata magistralmente, con la messa a punto specifica di ogni pesonaggio, anche di quelli secondari e poco funzionali alla storia di per se' (come quella di Old Toot-Toot), da cui si puo' facilmente trarre all'istante il ritratto psicologico. Ben apprezzata e' stata anche la narrazione in prima persona da parte del protagonista Edgecomb; questo per me e' rilevante perche' King in questo modo da' l'occasione al lettore di addentrarsi profondamente nella psiche del personaggio, immedesimandosi nella stessa, rilevando e provando sulla propria pelle le sensazioni, i sentimenti e lo stesso corso degli eventi che inducono Edgecomb a fare delle scelte a cui e' irrevocabilmente sottoposto. Questo particolare fattore ha suscitato una notevole commozione in me nel corso della lettura e mi ha dato l'opportunita' di chiedermi come mi sarei comportato in determinate circostanze, come avrei agito davanti al miracolo che e' John Coffee. John Coffee (che tra l'altro devo dire e' interpretato perfettamente dall'attore Michael Duncan e' un personaggio talmente ben ritratto, con uno spessore psicologico cosi' ben definito che davvero mi ha lasciato attonito. E' una figura che oserei definire angelica, l'involucro umano della purezza, che anche se non in possesso di grandi capacita' intellettive, si presenta come un perfetto esempio di una persona che sa riconoscere il bene dal male e che a causa di quest'ultimo e' costretto a patire il dolore del ricordo perpetuo dei peccati umani. Il libro e' assolutamente singolare, magnifico e ineguagliabile.Recensione pubblicata anche su ibs.it
Il destino di Adhara
Premetto che, da grande fan delle due saghe precedenti, mi sono ritrovato attonito e alquanto frustrato dall'esito della lettura di questo libro.La negativita' del mio giudizio e' deducibile dai seguenti punti considerati. LA TRAMA: esile, per non dire inesistente. Ho rilevato numerose analogie con ... (continue)
Premetto che, da grande fan delle due saghe precedenti, mi sono ritrovato attonito e alquanto frustrato dall'esito della lettura di questo libro.La negativita' del mio giudizio e' deducibile dai seguenti punti considerati. LA TRAMA: esile, per non dire inesistente. Ho rilevato numerose analogie con le due trilogie precedenti, che non hanno fatto che aggravare la narrazione e lo scorrimento. L'incipit e' noioso, troppo lento, inutile. Stessa cosa vale per l'avvento del morbo e la professione di baby-sitter affidata ad Adhara. Sembra che la Troisi sia andata incontro a un repentino cambiamento nel modo di esporre, narrare, intrattenere. Perche' e' proprio questo che manca: l'interesse. L'unica parvenza di intrattenimento mi e' stata fornita dalla misteriosa immagine dell'Uomo in nero (sebbene, stranamente, tale figura sia riccorrente in altri autori come Robert Jordan o Terry Brooks, pietre miliari del fantasy), che ha reso determinati passi nella lettura intriganti, soprattutto nella "rivelazione" (palese) della sua identita'. Questa breve fase di interesse si e' dissolta con il graduale svolgimento dei fatti, fatti dettati da una prevedibilita' sconcertante, scaturita, ritengo, non da un qualche mio potere sovrannaturale di previsione degli eventi, ma da una mancata abilita' da parte dell'autrice di orchestrare una trama che sia perlomeno accettabile. I PERSONAGGI: sono privi di spessore. ll rapporto sentimentale tra Adhara e Amhal (soap opera in una realta' alternativa?) mi ha ammorbato in una maniera impressionante e cosi' anche i dialoghi tra i due. Un esempio e' la frase pronunciata costantemente dalla protagonista:"C'e' ancora del buono in te, lo sento". Sembra Luke che si rivolge a Darth Vader in Star Wars episodio 6! Peccato, perche' la Troisi aveva dimostrato talento nei suoi lavori precedenti, talento che pero' nelle leggende e ancor piu' nella saga della ragazza drago, si e' estinto. Ho pubblicato la stessa recensione su ibs.it.