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Deutsche Büc…
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- Fontamara. (18)
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By Ignazio Silone -
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- Ansichten eines Clowns (129)
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By Heinrich Böll -
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- 1984 (48)
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By George Orwell -
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IRRECENSIBILE. Per l'attualità, per la scrittura visionaria di Orwell. Una qualsiasi recensione lo sminuirebbe. Assaporato in lingua originale, il libro è spietato, è una sfera di cristallo atemporale. Mette a nudo la manipolazione che può esercitare un regime, il "Big Brother", talmente forte e ubi ... (
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Oct 1, 2011 |
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Fontamara.
Così si recita nel mio quaderno:
Riflessione critica.
Il romanzo di Ignazio Silone indaga minuziosamente una realtà di miseria e indigenza estrema, quella del villaggio di Fontamara singolarmente definito "il cosmo" perché, malgrado il disagio e la difficile condizione di vita dei suoi abitanti, e ... (continue)
Così si recita nel mio quaderno:
Riflessione critica.
Il romanzo di Ignazio Silone indaga minuziosamente una realtà di miseria e indigenza estrema, quella del villaggio di Fontamara singolarmente definito "il cosmo" perché, malgrado il disagio e la difficile condizione di vita dei suoi abitanti, esso è un nucleo attivo dove cioé i suoi simpatici villani continuano negli stenti a vivere lavorando onestamente. L'ironia è poi uno dei caratteri salienti del romanzo; un'ironia popolana ma squisitamente coinvolgente, forse una maniera coraggiosa per smorzare l'amarezza esistenziale dei fontamaresi, tra i tanti esempi, la circostanza in cui i "cafoni" per denunziare la moltitudine di tasse che li assillano suppongono che un giorno ne sarebbe stata imposta una sul chiaro di luna. E' un'ironia che si fa mordace nei discorsi dell'impulsivo Gerardo rivolti alle autorità come quando egli minaccioso dichiara che i cafoni sono degli asini ragionevoli e che a questa condizione egli preferisce quella degli asini veri perché questi ultimi lavorano solo se mangiano e, essendo irragionevoli, nessun discorso può smuoverli; al contrario, i cafoni, che sono dotati di ragione, possono essere persuasi a lavorare nel digiuno. Altro tratto che traspare dall'opera siloniana e che anima con fervore i poveri fontamaresi è la religione, tanto che nella loro ipotetica gerarchia al culmine c'è Dio, "padrone del Cielo". La fede religiosa è per loro un punto d'appoggio a cui aggrapparsi nella nera miseria che li caratterizza; quel punto d'appoggio viene, però, vanificato di fronte alla constatazione che "il vero Dio che effettivamente comanda sulla Terra è il Denaro", l'origine dei soprusi e delle ingiustizie ad opera di gente come l'Impresario, don Abbacchio, don Carlo Magna. A questo proposito, l'interrogativo "Che fare?", posto a fin di libro,sembra proprio voler condensare la voce corale degli ingenui cafoni, una voce rassegnata per le sofferenze a cui i fontamaresi sono assuefatti da secoli.
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Rileggo simpaticamente questi appunti marchiati con inchiostro semi-sbiadito sul quaderno da scolaretta maturanda. Senza di essi, la memoria del libro rischiava di essere persa. Rileggendo questi brevi appunti, ho consapevolezza dell'attualità delle vicende del volume. Chissà se anche noi, nel qui ed ora, non siamo che poveri cafoni.