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L'uomo che si innamorò della luna
La mia personale -forse diversa- recensione.
"Il berdache che si era innamorato della perniciosa luna blu"
Ogni giorno risaliva il fianco dellacontinue)
montagna che puntava frastagliata
dritta dritta verso la luna e poi oltre
là dove preghiere e bestemmie si
confondono, sulla vetta dai fili di
erba d’ ... (
La mia personale -forse diversa- recensione.
"Il berdache che si era innamorato della perniciosa luna blu"
Ogni giorno risaliva il fianco della
montagna che puntava frastagliata
dritta dritta verso la luna e poi oltre
là dove preghiere e bestemmie si
confondono, sulla vetta dai fili di
erba d’oro coglieva pinoli e sparvieri
aurei con la quiete di vento di un
bambino che raccoglie biglie sparse
a terra, si adagiava poi sul bordo del
cielo come se fosse in una gondola
di nuvola e col sole che brillava negli
occhi intonava canzoni mezzosangue
di sua madre, erano sogni di antiche
ceneri nel cuore, erano sogni di bufali
che correvano al limitare dell’orizzonte
della vita, al tramonto scendeva tra le
ombre che si allungavano in intrecci
di fuliggine sulle rocce, tornava nella
sua baracca ignuda senza storia di
uomo né di sesso, davanti all’unico
vetro con un bicchiere di whisky in
una mano guardava oltre, non verso
le desolate terre che Dio pareva aver
scordato e che si perdevano come
curve d’inchiostro chissà dove, fissava
la luna dritto in faccia e pareva
perduto, era perduto d’amore come
una vergine fanciulla d’altri tempi, ma
era un indiano berdache e una razza
speciale di bisonte e un angelo senza ali
e tutti insieme nel seme dell’eternità che
batteva nel cuore, era colui che si
era innamorato subito della luna e
per sempre, si era innamorato di
quella particolare forma di luna che
in appoggio all’oscurità come una
meretrice alla sua sigaretta perdona
i peccati degli uomini deboli e
ammalia senza voce chi nasce
infelice e senza madre e lo sa, era
lei l’amica vera della vita di notte, lei
la madre che bruciava della vita l’ultima
lode, era lei –lei la perniciosa
luna blu.
(Davide Rocco Colacrai, 05/01/2012)