L'autore affronta di petto un nodo trascurato della storia del suo Paese, con un primo capitolo splendido in cui inchioda alle proprie responsabilità la politica coloniale danese e smonta gli abbellimenti della storiografia ufficiale. Poi il libro procede con l'analisi delle fonti, ma non si tratta
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L'autore affronta di petto un nodo trascurato della storia del suo Paese, con un primo capitolo splendido in cui inchioda alle proprie responsabilità la politica coloniale danese e smonta gli abbellimenti della storiografia ufficiale. Poi il libro procede con l'analisi delle fonti, ma non si tratta di una fredda rassegna: i personaggi ci parlano come fossero ancora vivi, con la loro storia e le loro convinzioni dell'epoca, giuste o sbagliate, interloquiscono con l'autore, si giustificano, cambiano idea. Viene definito "romanzo documentale", ma bisogna leggerlo per capire di cosa si tratta. La condanna della tratta degli schiavi è ferma, viene ben spiegato il meccanismo fatale che spingeva gli stessi neri a vendere i propri fratelli (non erano mai i bianchi a catturarli): se non volevano essere sconfitti e venduti come schiavi avevano bisogno di fucili e per comprare fucili dovevano avere degli schiavi da vendere ai bianchi e quindi sconfiggere i propri vicini per catturarli... Non c'è comunque assoluzione per i capi neri responsabili del traffico, così come i pregiudizi dell'epoca sugli africani ("tutto sommato vivono meglio come schiavi nelle colonie che come animali in Africa") non possono giustificare il comportamento degli europei che parteciparono alla tratta. C'è sempre una scelta diversa possibile e qualcuno infatti la fece, pagandone le conseguenze. Questa è anche la loro storia.
Propaganda al servizio del New Deal roosveltiano? Forse sì, almeno nelle parti di descrizione dei quasi utopici "campeggi governativi". Ma la tragica epopea dei Joad è la storia di tutte le vittime degli ingranaggi del capitalismo. E' l'epica degli esclusi. E' l'esortazione disperata perchè si unisc
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Propaganda al servizio del New Deal roosveltiano? Forse sì, almeno nelle parti di descrizione dei quasi utopici "campeggi governativi". Ma la tragica epopea dei Joad è la storia di tutte le vittime degli ingranaggi del capitalismo. E' l'epica degli esclusi. E' l'esortazione disperata perchè si uniscano. E' l'esaltazione della solidarietà tra gli ultimi. Splendidi i protagonisti, umani da far male. Bellissimi i capitoli in cui la vicenda dei Joad trascende e diventa la storia di tutte le persone umiliate e private di tutto che cercano di sopravvivere con dignità.
Bellissimi i disegni di Bacilieri che sovrappongono le frasi dei romanzi di Salgari alle immagini delle città italiane dove egli peregrinò per tutta la vita, cambiando editore ma facendosi sempre sfruttare, senza mai riuscire a vedere quei luoghi esotici che pure fu in grado di descrivere così bene.
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Bellissimi i disegni di Bacilieri che sovrappongono le frasi dei romanzi di Salgari alle immagini delle città italiane dove egli peregrinò per tutta la vita, cambiando editore ma facendosi sempre sfruttare, senza mai riuscire a vedere quei luoghi esotici che pure fu in grado di descrivere così bene. Sognatore, spaccone, scialaquatore. Ha avvicinato alla lettura non so quanti ragazzi (me compreso) e spero che continuerà a farlo a lungo.
Un tempo probabilmente lo avrei gradito di più. Ora leggo veramente con difficoltà libri dallo stile così volutamente complesso e arzigogolato da non capire cosa sta succedendo anche per diverse pagine di fila. C'è da dire che quando ci si fa l'abitudine, la situazione migliora e si apprezza l'umori
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Un tempo probabilmente lo avrei gradito di più. Ora leggo veramente con difficoltà libri dallo stile così volutamente complesso e arzigogolato da non capire cosa sta succedendo anche per diverse pagine di fila. C'è da dire che quando ci si fa l'abitudine, la situazione migliora e si apprezza l'umorismo, l'ingegnosità, l'infinità di aneddoti e la cultura enciclopedica di questo comunque straordinario autore. Ma lo scoglio iniziale è durissimo (ero lì per lasciare giù il libro, cosa che avrò fatto non più di 2-3 volte in vita mia). Inoltre ho letto una versione senza note a pie' di pagina e moltissimi riferimenti sono quasi impossibili da cogliere (e dire che sono anche appassionato di quel periodo storico). Certo che con l'aggiunta delle note necessarie la mole del libro comincerebbe a trascendere le umane possibilità... Insomma per me questo romanzo è stato "troppo" in tutti in sensi, forse anche l'Arcobaleno delle Gravità non mi piacerebbe più se lo rileggessi oggi. A chi volesse approcciare qualcosa di Pynchon consiglierei sicuramente "L'incanto del lotto 49", che dà un assaggio della genialità dell'autore in un formato ancora accessibile.
Niente di nuovo in questo romanzo della Montero, eppure gli ingredienti presi dichiaratamente da altri autori sono mescolati in un'ambientazione solida e credibile. Chi ha amato Blade Runner e sogna qualche pecora elettrica ogni tanto non dovrebbe perdere questo libro, dove i replicanti rivivono in
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Niente di nuovo in questo romanzo della Montero, eppure gli ingredienti presi dichiaratamente da altri autori sono mescolati in un'ambientazione solida e credibile. Chi ha amato Blade Runner e sogna qualche pecora elettrica ogni tanto non dovrebbe perdere questo libro, dove i replicanti rivivono in maniera intensa e drammatica la loro limitata esistenza. Bell'omaggio a P. K. Dick, non sempre sorretto da una trama poliziesca all'altezza, ma gli appassionati lo perdoneranno.
La costa degli schiavi
L'autore affronta di petto un nodo trascurato della storia del suo Paese, con un primo capitolo splendido in cui inchioda alle proprie responsabilità la politica coloniale danese e smonta gli abbellimenti della storiografia ufficiale.continue)
Poi il libro procede con l'analisi delle fonti, ma non si tratta ... (
L'autore affronta di petto un nodo trascurato della storia del suo Paese, con un primo capitolo splendido in cui inchioda alle proprie responsabilità la politica coloniale danese e smonta gli abbellimenti della storiografia ufficiale.
Poi il libro procede con l'analisi delle fonti, ma non si tratta di una fredda rassegna: i personaggi ci parlano come fossero ancora vivi, con la loro storia e le loro convinzioni dell'epoca, giuste o sbagliate, interloquiscono con l'autore, si giustificano, cambiano idea. Viene definito "romanzo documentale", ma bisogna leggerlo per capire di cosa si tratta.
La condanna della tratta degli schiavi è ferma, viene ben spiegato il meccanismo fatale che spingeva gli stessi neri a vendere i propri fratelli (non erano mai i bianchi a catturarli): se non volevano essere sconfitti e venduti come schiavi avevano bisogno di fucili e per comprare fucili dovevano avere degli schiavi da vendere ai bianchi e quindi sconfiggere i propri vicini per catturarli... Non c'è comunque assoluzione per i capi neri responsabili del traffico, così come i pregiudizi dell'epoca sugli africani ("tutto sommato vivono meglio come schiavi nelle colonie che come animali in Africa") non possono giustificare il comportamento degli europei che parteciparono alla tratta. C'è sempre una scelta diversa possibile e qualcuno infatti la fece, pagandone le conseguenze. Questa è anche la loro storia.
Furore
Propaganda al servizio del New Deal roosveltiano?continue)
Forse sì, almeno nelle parti di descrizione dei quasi utopici "campeggi governativi". Ma la tragica epopea dei Joad è la storia di tutte le vittime degli ingranaggi del capitalismo. E' l'epica degli esclusi. E' l'esortazione disperata perchè si unisc ... (
Propaganda al servizio del New Deal roosveltiano?
Forse sì, almeno nelle parti di descrizione dei quasi utopici "campeggi governativi". Ma la tragica epopea dei Joad è la storia di tutte le vittime degli ingranaggi del capitalismo. E' l'epica degli esclusi. E' l'esortazione disperata perchè si uniscano. E' l'esaltazione della solidarietà tra gli ultimi. Splendidi i protagonisti, umani da far male. Bellissimi i capitoli in cui la vicenda dei Joad trascende e diventa la storia di tutte le persone umiliate e private di tutto che cercano di sopravvivere con dignità.
Sweet Salgari
Bellissimi i disegni di Bacilieri che sovrappongono le frasi dei romanzi di Salgari alle immagini delle città italiane dove egli peregrinò per tutta la vita, cambiando editore ma facendosi sempre sfruttare, senza mai riuscire a vedere quei luoghi esotici che pure fu in grado di descrivere così bene. ... (continue)
Bellissimi i disegni di Bacilieri che sovrappongono le frasi dei romanzi di Salgari alle immagini delle città italiane dove egli peregrinò per tutta la vita, cambiando editore ma facendosi sempre sfruttare, senza mai riuscire a vedere quei luoghi esotici che pure fu in grado di descrivere così bene.
Sognatore, spaccone, scialaquatore. Ha avvicinato alla lettura non so quanti ragazzi (me compreso) e spero che continuerà a farlo a lungo.
Mason & Dixon
Un tempo probabilmente lo avrei gradito di più.continue)
Ora leggo veramente con difficoltà libri dallo stile così volutamente complesso e arzigogolato da non capire cosa sta succedendo anche per diverse pagine di fila.
C'è da dire che quando ci si fa l'abitudine, la situazione migliora e si apprezza l'umori ... (
Un tempo probabilmente lo avrei gradito di più.
Ora leggo veramente con difficoltà libri dallo stile così volutamente complesso e arzigogolato da non capire cosa sta succedendo anche per diverse pagine di fila.
C'è da dire che quando ci si fa l'abitudine, la situazione migliora e si apprezza l'umorismo, l'ingegnosità, l'infinità di aneddoti e la cultura enciclopedica di questo comunque straordinario autore. Ma lo scoglio iniziale è durissimo (ero lì per lasciare giù il libro, cosa che avrò fatto non più di 2-3 volte in vita mia).
Inoltre ho letto una versione senza note a pie' di pagina e moltissimi riferimenti sono quasi impossibili da cogliere (e dire che sono anche appassionato di quel periodo storico). Certo che con l'aggiunta delle note necessarie la mole del libro comincerebbe a trascendere le umane possibilità...
Insomma per me questo romanzo è stato "troppo" in tutti in sensi, forse anche l'Arcobaleno delle Gravità non mi piacerebbe più se lo rileggessi oggi. A chi volesse approcciare qualcosa di Pynchon consiglierei sicuramente "L'incanto del lotto 49", che dà un assaggio della genialità dell'autore in un formato ancora accessibile.
Lacrime nella pioggia
Niente di nuovo in questo romanzo della Montero, eppure gli ingredienti presi dichiaratamente da altri autori sono mescolati in un'ambientazione solida e credibile.continue)
Chi ha amato Blade Runner e sogna qualche pecora elettrica ogni tanto non dovrebbe perdere questo libro, dove i replicanti rivivono in ... (
Niente di nuovo in questo romanzo della Montero, eppure gli ingredienti presi dichiaratamente da altri autori sono mescolati in un'ambientazione solida e credibile.
Chi ha amato Blade Runner e sogna qualche pecora elettrica ogni tanto non dovrebbe perdere questo libro, dove i replicanti rivivono in maniera intensa e drammatica la loro limitata esistenza.
Bell'omaggio a P. K. Dick, non sempre sorretto da una trama poliziesca all'altezza, ma gli appassionati lo perdoneranno.