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Allegorie
Secondo libro di Auster che leggo in lingua originale. La sua scrittura mi è parsa meno fluida di quello che mi sarei aspettata, o forse è solo il mio inglese che si è arrugginito.
Comunque; il piacere di leggere qualcosa nella lingua in cui è stato concepito è sempre forte.
Auster, qui ... (continue)
Secondo libro di Auster che leggo in lingua originale. La sua scrittura mi è parsa meno fluida di quello che mi sarei aspettata, o forse è solo il mio inglese che si è arrugginito.
Comunque; il piacere di leggere qualcosa nella lingua in cui è stato concepito è sempre forte.
Auster, qui, si discosta dal suo modello del caso che si intreccia, per abbandonarsi ad una narrazione più consueta, meno basata sulle mille coincidenze che fanno deviare la trama ad ogni pagina.
In fondo, questo breve romanzo altro non è se non una lunga lettera scritta da Anna Blume.
Questa donna è partita verso una Città che non ha nome, in cerca del fratello scomparso mesi prima. Questa Città appare subito come qualcosa di oscuro, annichilente, che porta le persone a smarrirsi, a non credere più nel futuro, a non sapere più cosa vogliono, in una spirale che porta qualcuno alla morte, altri ad immaginare cose che non ci sono, altri a rinchiudersi in luoghi dimenticati.
Si parla di un Governo, si parla di strani centri di Trasformazione, e Resurrezione, ed Eutanasia. Ci sono i Saltatori, i Corridori. Ci sono persone che vagano per le strade raccogliendo oggetti e altre che lavorano nei Crematoria.
Alcuni riferimenti storici sono evidenti, e torna un pò in mente (con le dovute distanze) "Cecità", di Jose Saramago: anche in quel libro una Città senza nome veniva portata verso il baratro.
C'è un terrore sottile che percorre le pagine, un chiedersi cosa può essere accaduto a questa Città, così isolata, così tremenda, mentre pare che il resto del mondo sia rimasto "normale".
Anna Blume scrive e racconta di ossessioni quotidiane, di paure, di piccole barbarie, ci lascia queste parole che sono un pò un monito e un pò una profezia.
Spiragli di luce compaiono sotto forma di amore - che come sempre trova spazio nei luoghi più impensati - e comunione, ma il sollievo - forse - è una cosa oramai perduta.
Luoghi oscuri, perdizione, il riscatto, forse. Comunque, un filo di speranza.
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