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3 of 3 people find this helpful
Conflitto e amore
"The real and imaginated are one. Thoughts are real, even thoughts of unreal things. Invisible stars, invisible sky. The sound of my breath, the sound of Katya's breath. Bedtime prayers, the rituals of childhood, the gravity of childhood. If I should die before I wake. How fast it all goes. Yesterday a child, today an old man and from then until now, how many beats of the heart, how many breaths, how many words spoken and heard? Touch me, someone. Put your hand on my face and talk to me..."
Questo libro è bello. Ed è stato bello leggerlo in lingua originale. Trovo però che il riassunto che se ne fa un pò ovunque sia fuorviante.
Forse perchè in questo periodo è la "questione guerra" a farla da padrone, allora ecco che il tutto viene focalizzato su questa America alternativa nel mezzo di una nuova guerra civile, un'America senza 11 Settembre immaginata dal protagonista nelle sue notti insonni.
Ma - in effetti - "Man in the dark" mi ha dato più l'idea di essere un libro sul conflitto in senso lato, sul modo in cui può entrare nella nostra vita. E sull'amore, sempre. Sui legami.
E' una profonda riflessione familiare, uno spaccato su tre generazioni, tre modi di percepire la vita, tre modi di reagire al dolore, alla perdita della persona amata.
E naturalmente, visto che stiamo parlando di Auster, ci sono storie che si intrecciano nelle storie, storie che durano poco più di una pagina, personaggi mostrati nel ricordo dei protagonisti, flash di esistenze che come comune denominatore hanno proprio questo: la prorompenza del conflitto. E dell'amore.
Augustus Brill, il suo stupendo rapporto con la nipote Katya, le conversazioni sul cinema che sono spunto per bellissime citazioni e profondi ragionamenti, i ricordi, il ciclico fluire degli eventi.
La figlia Miriam, tratteggiata attraverso il passato raccontato ala nipote, fatta rivivere al buio e ritrovata, con serenità, nella vita reale.
E certo, Owen Brick, questo alter ego, questo "uomo nel buio", che si ritrova senza sapere come in una realtà alternativa, al centro di una guerra che non riconosce, con strani ordini da eseguire, forti figure femminili e un grande, enorme smarrimento.
Ma tutto ciò è solo un frammento.
Il quadro generale è molto più ampio, profondo, sottile. ... (continue)
"The real and imaginated are one. Thoughts are real, even thoughts of unreal things. Invisible stars, invisible sky. The sound of my breath, the sound of Katya's breath. Bedtime prayers, the rituals of childhood, the gravity of childhood. If I should die before I wake. How fast it all goes. Yesterday a child, today an old man and from then until now, how many beats of the heart, how many breaths, how many words spoken and heard? Touch me, someone. Put your hand on my face and talk to me..."
Questo libro è bello. Ed è stato bello leggerlo in lingua originale. Trovo però che il riassunto che se ne fa un pò ovunque sia fuorviante.
Forse perchè in questo periodo è la "questione guerra" a farla da padrone, allora ecco che il tutto viene focalizzato su questa America alternativa nel mezzo di una nuova guerra civile, un'America senza 11 Settembre immaginata dal protagonista nelle sue notti insonni.
Ma - in effetti - "Man in the dark" mi ha dato più l'idea di essere un libro sul conflitto in senso lato, sul modo in cui può entrare nella nostra vita. E sull'amore, sempre. Sui legami.
E' una profonda riflessione familiare, uno spaccato su tre generazioni, tre modi di percepire la vita, tre modi di reagire al dolore, alla perdita della persona amata.
E naturalmente, visto che stiamo parlando di Auster, ci sono storie che si intrecciano nelle storie, storie che durano poco più di una pagina, personaggi mostrati nel ricordo dei protagonisti, flash di esistenze che come comune denominatore hanno proprio questo: la prorompenza del conflitto. E dell'amore.
Augustus Brill, il suo stupendo rapporto con la nipote Katya, le conversazioni sul cinema che sono spunto per bellissime citazioni e profondi ragionamenti, i ricordi, il ciclico fluire degli eventi.
La figlia Miriam, tratteggiata attraverso il passato raccontato ala nipote, fatta rivivere al buio e ritrovata, con serenità, nella vita reale.
E certo, Owen Brick, questo alter ego, questo "uomo nel buio", che si ritrova senza sapere come in una realtà alternativa, al centro di una guerra che non riconosce, con strani ordini da eseguire, forti figure femminili e un grande, enorme smarrimento.
Ma tutto ciò è solo un frammento.
Il quadro generale è molto più ampio, profondo, sottile.
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