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Un mondo post apocalittico straziato dalla devastazione nucleare (o perlomeno questo possiamo intuire visto che il tutto resta avvolto in un alone di mistero), grigiore imperante, desolazione in ogni dove. Di fronte a tutto questo, di fronte al trionfo della morte, un padre e un giovane figlio che a ... (
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Jul 21, 2012 |
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Breve romanzo che mescola fantascienza a sprazzi fantasy senza scadere nelle assurdità e nei ridicoli luoghi comuni tipici di questo mix che il più delle volte tende proprio a risultare pacchiano. Pubblicato nel 1950, quando il periodo pulp sci-fi iniziava il suo declino, Cristalli Sognanti si disco ... (
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Jun 12, 2012 |
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Perturbamento
Tre stelle e mezzo, uno di quei romanzi che mi appunto "da rileggere". Non l'ho trovato nè pesante nè poco scorrevole a dispetto di diversi commenti letti in rete, certo non è un romanzo da spiaggia. E' composto per tre quarti dal monologo del Principe Sarau presso il suo castello a Hochgobernitz, i ... (continue)
Tre stelle e mezzo, uno di quei romanzi che mi appunto "da rileggere". Non l'ho trovato nè pesante nè poco scorrevole a dispetto di diversi commenti letti in rete, certo non è un romanzo da spiaggia. E' composto per tre quarti dal monologo del Principe Sarau presso il suo castello a Hochgobernitz, in Austria (Stiria), dove i due protagonisti, padre medico e figlio studente, giungono al termine di un giro di visite. Quello che appare sempre più evidente, nel crescendo del delirio del Principe, è la spaccatura tra il mondo dell'anteguerra e la nuova Austria, una società di massa descritta in termini tetri, animaleschi, primordiali. Sebbene il punto di vista di Sarau lasci intendere un disprezzo indiscriminato nei confronti del "popolo", in un senso quasi totalizzante (con riferimenti piuttosto evidenti anche riguardo al marxismo, ideologia alla quale il figlio, trasferitosi in Inghilterra per studi, inizierà ad interessarsi), traspare una visione di fondo che oscilla tra un indefinito senso di angoscia e (per l'appunto) di perturbamento e una più precisa condanna nei confronti di un nuovo mondo (l'Austria) svilito e decadente. Prima dell'incontro col Principe assistiamo ad alcune visite con altri personaggi di diverso ceto sociale, ma permane sempre una sensazione di bassezza (contadini, osti, minatori) o di follia (nobili, imprenditori). Ognuno presenta una devianza, una forma di isolamento. Come fa perfettamente notare il curatore Eugenio Bernardi, Bernhard "affronta il problema dell'eredità del passato", tanto in modo esplicito quanto introiettandolo nei rapporti tra padre e figlio. Credo non ci si debba lasciare ingannare dalle tematiche affrontante e dalla nazionalità dell'autore (è un ragionamento molto riduttivo e banale quello di tirare un filo diretto tra un autore asutriaco vissuto in pieno regime nazista con rimpianti ultranazionalisti, ma è comunque una pensiero che di primo impatto potrebbe venire un pò a chiunque), Bernhard è caustico e fortemente satirico, la sua non è mera nostalgia di un passato mitizzato. Come si spiegherebbe altrimenti la decadenza del padre del Principe Sarau, il suo suicidio, quella follia che anche in lui albergava? Un affresco dell'impotenza e dell'isolamento dell'uomo nell'era contemporanea, che non conduce però a soluzioni ottimiste e nostalgiche che cercano rifugio nel passato.