Un racconto della vita di Gesù di Nazareth, dal concepimento alla morte, narrato cercando di vedere le cose dal punto di vista dei protagonisti terreni, Giuseppe, Maria e poi l'uomo Gesù, e cercando di ricostruire la vita quotidiana nella Palestina di duemila anni fa. La storia tramandata dai vangel
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Un racconto della vita di Gesù di Nazareth, dal concepimento alla morte, narrato cercando di vedere le cose dal punto di vista dei protagonisti terreni, Giuseppe, Maria e poi l'uomo Gesù, e cercando di ricostruire la vita quotidiana nella Palestina di duemila anni fa. La storia tramandata dai vangeli canonici viene rielaborata con grande libertà e con mano felice da Josè Saramago. Il periodare ampio, ricco di incisi, e l'uso personalissimo del discorso indiretto fluiscono con naturalezza sull'armoniosa melodia della lingua portoghese. Ma c'è di più. Sin dall'inizio si annunciano dei segnali soprannaturali e compaiono delle figure misteriose, che culminano con l'apparizione di Dio e con un singolare dialogo a tre, tra Gesù, Dio e il Diavolo, su una barca al centro del lago di Tiberiade. È il passaggio centrale, il culmine di un crescendo, il momento atteso dal protagonista del romanzo così come dal suo lettore. È difficile interpretare questa apparizione di Dio, in forma umana, all'interno di un'opera che in altri momenti sembra piuttosto voler ricostruire la vicenda di Gesù in chiave storica. A me sembra che Dio rappresenti una sorta di proiezione, metafora o ipostasi, di ciò che in lui ha voluto vedere la fede degli uomini (passata, presente e soprattutto futura); in questo egli accetta di coesistere e di competere con altri dei, passati e futuri, a loro volta proiezione di altre fedi (salvo affermare poi che egli solo è "l'unico e il vero Dio", affermazione anche questa fin troppo umana). Ancor più enigmatica e sfuggente è la figura del Diavolo, personaggio che appare comunque in una luce positiva, espressione di un buon senso che rifiuta di accettare ogni tipo di violenza compiuta in nome di Dio, a cominciare dal semplice sacrificio di un agnello, e che arriva a rinnegare sé stesso nel proporre a Dio un patto volto a risparmiare agli uomini le future sofferenze dovute a motivi religiosi. Bellissimo. Da gustare in lingua originale.
Un racconto della vita di Gesù di Nazareth, dal concepimento alla morte, narrato cercando di vedere le cose dal punto di vista dei protagonisti terreni, Giuseppe, Maria e poi l'uomo Gesù, e cercando di ricostruire la vita quotidiana nella Palestina di duemila anni fa. La storia tramandata dai vangel ... (continue)
Un racconto della vita di Gesù di Nazareth, dal concepimento alla morte, narrato cercando di vedere le cose dal punto di vista dei protagonisti terreni, Giuseppe, Maria e poi l'uomo Gesù, e cercando di ricostruire la vita quotidiana nella Palestina di duemila anni fa. La storia tramandata dai vangeli canonici viene rielaborata con grande libertà e con mano felice da Josè Saramago. Il periodare ampio, ricco di incisi, e l'uso personalissimo del discorso indiretto fluiscono con naturalezza sull'armoniosa melodia della lingua portoghese.
Ma c'è di più. Sin dall'inizio si annunciano dei segnali soprannaturali e compaiono delle figure misteriose, che culminano con l'apparizione di Dio e con un singolare dialogo a tre, tra Gesù, Dio e il Diavolo, su una barca al centro del lago di Tiberiade. È il passaggio centrale, il culmine di un crescendo, il momento atteso dal protagonista del romanzo così come dal suo lettore. È difficile interpretare questa apparizione di Dio, in forma umana, all'interno di un'opera che in altri momenti sembra piuttosto voler ricostruire la vicenda di Gesù in chiave storica. A me sembra che Dio rappresenti una sorta di proiezione, metafora o ipostasi, di ciò che in lui ha voluto vedere la fede degli uomini (passata, presente e soprattutto futura); in questo egli accetta di coesistere e di competere con altri dei, passati e futuri, a loro volta proiezione di altre fedi (salvo affermare poi che egli solo è "l'unico e il vero Dio", affermazione anche questa fin troppo umana). Ancor più enigmatica e sfuggente è la figura del Diavolo, personaggio che appare comunque in una luce positiva, espressione di un buon senso che rifiuta di accettare ogni tipo di violenza compiuta in nome di Dio, a cominciare dal semplice sacrificio di un agnello, e che arriva a rinnegare sé stesso nel proporre a Dio un patto volto a risparmiare agli uomini le future sofferenze dovute a motivi religiosi.
Bellissimo. Da gustare in lingua originale.