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- Voglia di vincere (44)
- Perché i videogames sono importanti
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By Tom Bissell -
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- In viaggio con Alex (54)
- La vita e gli incontri di Alexander Langer (1946-1995)
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By Fabio Levi -
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- Madreferro (70)
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By Laura Liberale -
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- Salute/malattia (23)
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By Franca Ongaro Basaglia -
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- La scuola è di tutti (109)
- Ripensarla, costruirla, difenderla
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By Girolamo De Michele -
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- A cosa serve Michelangelo? (100)
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By Tomaso Montanari -
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Consacrazione e potere delle immagini: recensione di A cosa serve Michelangelo? di Tomaso Montanari -
di Flavio Pintarelli
Nel suo studio dedicato all’analisi dei rapporti tra le immagini e le reazioni emozionali suscitate da queste negli spettatori (Il potere delle immagini. Il mondo delle figure: reazioni e emozioni del pubblico), lo storico dell’arte americano David Freedberg dedica un intero c ... (
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May 7, 2012 |
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- Sorci verdi (21)
- Storie di ordinario leghismo
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By Valerio Evangelisti, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, … -
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- Antropologia delle immagini (12)
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By Hans Belting -
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di Silvia Bottani
Che cos’è un’immagine? Se il quesito sembra di primo acchito ozioso, leggendo il saggio di Belting ci si rende conto di quanto invece la questione sia stimolante e, al contempo, spinosa. Nella nostra quotidiana esperienza visiva, siamo fruitori più o meno consapevoli di immagini, ... (
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Apr 27, 2012 |
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- Sismografie (8)
- Ritornare a L'Aquila mille giorni dopo il sisma
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dall'introduzione al volume -
... tornare a riflettere sull’evento sismico del 6 aprile del 2009 non vuol essere un semplice atto commemorativo.
Si tratta piuttosto di riannodare i fili della storia e quelli della memoria per provare a individuare e rielaborare, a fianco alle faglie che hanno irrimediabilmente trasformato il pa ... (
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Apr 26, 2012 |
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- Lettera a un amico antisionista (21)
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By Pierluigi Battista -
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Lettera a un amico antisionista
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di Nicola Perugini
Difficile recensire un libro (Lettera a un amico antisionista, di Pierluigi Battista, Rizzoli, Bologna, 2011) che si pone domande e si dà risposte da solo, un libro il cui autore pretende di conoscere, saper riassumere e rappresentare gli argomenti con cui descrivere, confutare, ... (
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Apr 23, 2012 |
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- Une éthique du regard (1)
- Le cinéma face à la Catastrophe, d'Alain Resnais à Rithy Panh
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By Sylvie Rollet -
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- Alì fuori dalla legge (4)
- Migrazione, biopolitica e stato di eccezione in Italia
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By Andrea F. Ravenda -
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di Tommaso Sbriccoli
Quanto durano cinque giorni? Le risposte semplici a tale semplice domanda non sono più a nostra disposizione dopo aver attraversato il libro di Andrea Ravenda Alì fuori dalla legge. Migrazione, biopolitica e stato di eccezione in Italia, pubblicato da ombre corte nel 2011. Cinq ... (
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Apr 2, 2012 |
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- Il ghiaccio era sottile (28)
- Per una storia dell'Autonomia
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By Marcello Tarì -
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[Dalla Postfazione dell'edizione italiana]
Nelle tante peregrinazioni, incontri fortuiti, discussioni circostanziate e chiacchiere senza scopo fatte qui e là nel mondo, mi è spesso capitato di dibattere o di essere interrogato dai miei compagni di parola sulla breve vicenda storica narrata in quest ... (
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Apr 29, 2012 |
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- Incontrotesto (gli atti) (1)
- Ciclo di incontri su e con scrittori del novecento e contemporanei
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By redazione Incontrotesto -
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di Vincenzo Idone Cassone
Ora, chi mi conosce sa che non sono famoso per essere particolarmente appassionato all’oggetto-libro: eppure, in questi giorni tengo e sfoglio il volume degli Atti con un piacere particolare, un affetto di quelli che di solito non si concedono a molti libri, a meno di non ... (
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Apr 29, 2012 |
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- Aspetta primavera, Lucky (79)
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By Flavio Santi -
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De-formazioni letterarie tra Santi e Bianciardi -
di Lorenzo Mecozzi [404 File not Found]
«Tra Bianciardi, Fantozzi e Arturo Bandini. Fulvio Sant è l’evoluzione targata Terzo Millennio dell’intellettuale della vita agra del noto libro di Bianciardi». È quanto si legge sulla quarta di copertina di Aspetta primavera, Lucky, terzo romanzo di Flavio S ... (
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Apr 2, 2012 |
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Madreferro
Visioni e impronte nel presente: su Madreferro di Laura Liberale«ma forse la guarigione può iniziare soltanto quando ci saremo lasciati alle spalle il mito della madre. Perché noi siamo vittime non tanto dei nostri genitori, quanto dell’ideologia del genitore; non tanto del potere fatale della madre, quanto della teoria che le attribuisce quel potere fatale» Jam ... (continue)
«ma forse la guarigione può iniziare soltanto quando ci saremo lasciati alle spalle il mito della madre. Perché noi siamo vittime non tanto dei nostri genitori, quanto dell’ideologia del genitore; non tanto del potere fatale della madre, quanto della teoria che le attribuisce quel potere fatale» James Hillman
«vi sono momenti in cui c’è bisogno dell’aiuto dei morti» Robert Pogue Harrison
Le due citazioni che aprono Madreferro (Perdisa editore, 2012) di Laura Liberale situano le coordinate fondamentali della riflessione del romanzo, che vorrei ora ripercorrere: in particolare, quell’intreccio inestricabile che fonda e oppone l’individuo e la specie attraverso i temi della sanità, dell’appartenenza, dell’aiuto e del fato. Ma (come in un rito) compiamo un passo alla volta:
Madreferro racconta (in prima persona e semi-autobiograficamente) del ritorno di una scrittrice/ricercatrice al paese in cui è cresciuta, Fabrica, nel Canavese, apparentemente in ricerca di studio e ispirazione, ma (già nella prima visita alla prozia) segnato da un percorso a ritroso nella memoria di sé e delle donne della sua famiglia, della storia di un paese che intanto vive l’immigrazione cinese con sempre maggiore timore; processo che disvelerà quanto di ctonio e nottifero le eredità personali e comunitarie possiedono ancora.
Ma è fondamentale precisare che il senso del romanzo non è affatto un ritorno personale al tempo perduto, quanto un pedaggio di sangue per una catabasi, tutta nel presente; individuale, perché tracciata nel filo della donne / streghe della famiglia; e insieme collettiva, perché i demoni in cui ci immergiamo sono sì quelli della cultura locale, ma di leggende che sentiamo tanto “nostre” da dover faticosamente illuminare banalizzandole, o relegare ai margini dell’ombra. «Cedere ai sogni e alle visioni», imprimere il presente degli echi di un passato recente e di un mondo ancora più lontano, ancestrale e incartografabile, diventa un obbligo e una necessità per poter tornare a dire, del presente, qualcosa: non a caso, lo scritto della protagonista si compirà e si fonderà sempre più con queste visioni e con la reminiscenza allucinata della storia del paesello, con le sue streghe condannate, i suoi uomini mandati in guerra, e i suoi pazzi.
continua su http://www.lavoroculturale.org/spip.php?article273