di DANIELE SALERNO (http://centrotrame.wordpress.com/2012/02/10/esodo/)
Secondo un sondaggio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia la vicenda storica delle foibe è nota al 43% degli italiani mentre solo il 22% conosce il significato dell’espressione “esodo istriano-giuliano-dalmata”
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di DANIELE SALERNO (http://centrotrame.wordpress.com/2012/02/10/esodo/)
Secondo un sondaggio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia la vicenda storica delle foibe è nota al 43% degli italiani mentre solo il 22% conosce il significato dell’espressione “esodo istriano-giuliano-dalmata” (qui i dati). In un sondaggio analogo compiuto nel 2010 veniva fuori che i più informati sulle foibe avevano meno di 35 anni, mentre sull’esodo istriano-giuliano-dalmata i più preparati erano gli over 56.
Le memorie dei due eventi sembrano dunque essersi divaricate, nonostante la comune commemorazione.
Le foibe hanno ricevuto una grande attenzione mediatica: dal film Porzûs alla fiction La luna nel pozzo (per quanto operazioni entrambe discutibili). E sul tema è stato ormai fatto un grande lavoro di ricerca storiografica: per esempio il volume collettaneo Porzûs pubblicato in questi giorni è stato salutato come un importante risultato per gli studi storici sulle foibe. Sia i media che la scuola e l’università possono quindi aver aiutato i più giovani ad apprendere informazioni sull’evento, mentre paradossalmente i più adulti – più vicini temporalmente ai fatti ma non a essi contemporanei – potrebbero saperne persino di meno.
L’esodo istriano-giuliano-dalmata – che ha interessato quasi trecentomila persone, la maggior parte delle quali rifugiate anche per decenni nei 109 campi profughi sparsi per il paese – pare invece essere ancora in un cono d’ombra. Se la memoria delle foibe trova il suo veicolo principale di trasmissione nei media, quella dell’esodo istriano-giuliano-dalmata vive ancora nei ricordi personali dei testimoni diretti o indiretti dell’accaduto (gli over 56 appunto) e degli stessi esuli.
Tuttavia una nuova produzione narrativa pare emergere in questi anni. Segnaliamo a questo proposito un’opera di cui avevamo già parlato l’anno scorso: Palacinche. Si tratta di un’opera tra graphic novel e reportage fotografico che racconta la ricostruzione da parte della protagonista e co-autrice Caterina Sansone della storia della madre Elena, esule fiumana, nei viaggi che da Rijeka (Fiume) la portarono tra i campi profughi in giro per l’Italia. Palacinche, storia di un’esule fiumana sarà in libreria dal 13 febbraio pubblicato da Fandango Libri.
Palacinche
Il Giorno del ricordo e l’ombra sull’esododi DANIELE SALERNO (http://centrotrame.wordpress.com/2012/02/10/esodo/)
Secondo un sondaggio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia la vicenda storica delle foibe è nota al 43% degli italiani mentre solo il 22% conosce il significato dell’espressione “esodo istriano-giuliano-dalmata” ... (continue)
di DANIELE SALERNO (http://centrotrame.wordpress.com/2012/02/10/esodo/)
Secondo un sondaggio dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia la vicenda storica delle foibe è nota al 43% degli italiani mentre solo il 22% conosce il significato dell’espressione “esodo istriano-giuliano-dalmata” (qui i dati). In un sondaggio analogo compiuto nel 2010 veniva fuori che i più informati sulle foibe avevano meno di 35 anni, mentre sull’esodo istriano-giuliano-dalmata i più preparati erano gli over 56.
Le memorie dei due eventi sembrano dunque essersi divaricate, nonostante la comune commemorazione.
Le foibe hanno ricevuto una grande attenzione mediatica: dal film Porzûs alla fiction La luna nel pozzo (per quanto operazioni entrambe discutibili). E sul tema è stato ormai fatto un grande lavoro di ricerca storiografica: per esempio il volume collettaneo Porzûs pubblicato in questi giorni è stato salutato come un importante risultato per gli studi storici sulle foibe. Sia i media che la scuola e l’università possono quindi aver aiutato i più giovani ad apprendere informazioni sull’evento, mentre paradossalmente i più adulti – più vicini temporalmente ai fatti ma non a essi contemporanei – potrebbero saperne persino di meno.
L’esodo istriano-giuliano-dalmata – che ha interessato quasi trecentomila persone, la maggior parte delle quali rifugiate anche per decenni nei 109 campi profughi sparsi per il paese – pare invece essere ancora in un cono d’ombra. Se la memoria delle foibe trova il suo veicolo principale di trasmissione nei media, quella dell’esodo istriano-giuliano-dalmata vive ancora nei ricordi personali dei testimoni diretti o indiretti dell’accaduto (gli over 56 appunto) e degli stessi esuli.
Tuttavia una nuova produzione narrativa pare emergere in questi anni. Segnaliamo a questo proposito un’opera di cui avevamo già parlato l’anno scorso: Palacinche. Si tratta di un’opera tra graphic novel e reportage fotografico che racconta la ricostruzione da parte della protagonista e co-autrice Caterina Sansone della storia della madre Elena, esule fiumana, nei viaggi che da Rijeka (Fiume) la portarono tra i campi profughi in giro per l’Italia. Palacinche, storia di un’esule fiumana sarà in libreria dal 13 febbraio pubblicato da Fandango Libri.