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- Codice di procedura penale 2011. Ediz. minore (2)
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By G. Ferrari -
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- Post-punk (569)
- 1978-1984
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By Simon Reynolds -
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- L'occupazione (6)
- Vivere in Palestina
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By Pietro Luzzati, Michele Trotter -
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- Livro do Desassossego (64)
- composto por Bernardo Soares
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By Fernando Pessoa -
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- Poetica e critica del Romanticismo italiano (13)
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By Mario Puppo -
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- VegPyramid (105)
- La dieta vegetariana degli italiani
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By Luciana Baroni -
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- Lisboa (1)
- Planta e indice
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- Lisbona (12)
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- Lisbona (30)
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By Matthew Hancock -
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- Parlo portoghese (20)
- Manuale di conversazione con pronuncia figurata
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By Irina Bajini -
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- Portogallo (57)
- Edizione 2009 - con Terra Madre
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- Guida al vestire critico (76)
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By Centro Nuovo Modello di Sviluppo -
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- Guida al consumo critico (470)
- Informazioni sul comportamento delle imprese per un consumo consapevole
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By Centro Nuovo Modello di Sviluppo -
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- Alcyone (45)
- poesie di Gabriele d'Annunzio
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By Gabriele D'Annunzio -
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- Storia dell'Unione Sovietica - vol. 3 (131)
- 1941-1945 La "grande guerra patriottica". I disastri dell'inizio. La riscossa da Stalingrado a Berli…
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By Giuseppe Boffa -
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Post-punk
Ogni appassionato di musica del globo si avvicina ad un libro come questo con sentimento duplice: il desiderio di confermare e confortare, nell'entusiasmo dell'autore, il proprio fervore da rockettaro amante di questo o quel gruppo, e la speranza nemmeno tanto segreta di veder stroncare esattamente ... (continue)
Ogni appassionato di musica del globo si avvicina ad un libro come questo con sentimento duplice: il desiderio di confermare e confortare, nell'entusiasmo dell'autore, il proprio fervore da rockettaro amante di questo o quel gruppo, e la speranza nemmeno tanto segreta di veder stroncare esattamente questo o quel gruppo che invece non ha mai sopportato.
Ecco vedi, l'ho sempre detto che David Bowie era sopravvalutato, che Brian Eno dovrebbe limitarsi a fare il produttore e che Tom Verlaine è un genio (quasi) incompreso.
Poi però succede il contrario e allora non c'è niente da fare, il miglior libro sulla storia del rock o del punk o del blues o del jazz non è ancora stato pubblicato, ed è quello che sto scrivendo io, naturalmente, Reynolds è un altro che si spara le pose e non capisce un cazzo di musica.
Tutto cambia, però, se il critico in questione è bravo, talmente bravo a scrivere ciò che scrive che il contenuto finisca per emanciparsi dai giudizi di valore. Certo, Reynolds non è Scaruffi, non direbbe mai che "Trout Mask Replica" di Captain Beefheart è l'unico disco di musica rock che valga la pena ascoltare, ma pure lui ha i suoi preferiti, per forza. Avrà fatto anche lui come Rob Fleming centinaia di compilation e altrettante top five ma non le fa vedere a nessuno.
Probabilmente per i non amanti del rock (e della musica pop in generale) questo libro può essere una palla mostruosa. Ma non è detto. Perchè al di là dei tecnicismi da musicofili incalliti ci sono pagine e pagine dedicate ai contesti sociali in cui tanti movimenti musicali presero forma e sostanza, tanti eccellenti micro-trattati di antropologia culturale, pagine interessantissime che squarciano il velo diffuso di snobismo dei tanti che pretendono di derubricare la musica "pop" (intesa come popular) e tutte le sue infinite espressioni a futile passatempo per eterni adolescenti.
Straordinarie, ad esempio, le pagine dedicate a New York e alla no-wave, a funamboli svitati non-musicisti come James Chance e Lydia Lunch, quella che diceva di ispirarsi a Marcel Duchamp più che a qualunque altro "collega".
David Bowie è il musicista più sopravvalutato del mondo ma questo è un libro imperdibile.