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- Ogni mattina a Jenin (802)
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By Susan Abulhawa -
Finished in Nov 2011 




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- Nomi, cognomi e infami (98)
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By Giulio Cavalli -
Finished in Sep 2011 




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- Ilaria Alpi (139)
- Il prezzo della verità
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By Marco Rizzo, Francesco Ripoli -
Finished on Sep 10, 2011 




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- È tutto a posto (36)
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By Deborah Gambetta -
Finished on Sep 4, 2011 




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- Cosa cambia (55)
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By Roberto Ferrucci -
Finished on Aug 5, 2011 




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- Rulli di tamburo per Rancas (881)
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By Manuel Scorza -
Finished on Apr 3, 2011 




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- Sporco denaro (48)
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By Richard Powers -
Finished on Apr 2, 2011 




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E' vero quello che qualcuno ha scritto commentando questo libro di Powers, e cioè che l'accostamento di due dimensioni narrative così diverse non funziona a meraviglia. Per quanto le due trame siano intimamente legate e convergano verso l'intersezione finale, sembra proprio di leggere due libri in u ... (
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Apr 2, 2011 |
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- Se niente importa (2903)
- Perché mangiamo gli animali?
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By Jonathan Safran Foer -
Finished on Feb 8, 2011 




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chiedo scusa per la sincerità, sebbene Hitler fosse vegetariano -
Da quando ho smesso di mangiare carne (e pesce, e anche il tonno, nonostante nasca e cresca nelle scatolette), nel bel mezzo di molte delle conviviali discussioni, oltre a chiedermi sempre di cosa avrei parlato negli ultimi 15 anni, durante i pasti, se non fossi diventato vegetariano, ho constatato ... (
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Feb 10, 2011 |
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- Ricordo della morte (87)
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By Miguel Bonasso -
Finished on Jan 11, 2011 




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- La strage di Bologna (195)
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By Anna Ciammitti, Alex Boschetti -
Finished in Nov 2010 




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- Mauro Rostagno (88)
- Prove tecniche per un mondo migliore
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By Giuseppe Lo Bocchiaro, Marco Rizzo, Nico Blunda -
Finished in Nov 2010 




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- Il vento contro (88)
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By Stefano Tassinari -
Finished on Oct 19, 2010 




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- Quella notte alla Diaz (108)
- Una cronaca del G8 a Genova
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By Christian Mirra -
Finished on Sep 22, 2010 




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Qualunquisticamente parlando -
Bello, edificante, leggere sto fumetto nel giorno in cui la Camera nega l'utilizzo delle intercettazioni per un deputato camorrista.
Mi viene voglia di prendere Cosentino Cicchitto De Gennaro e tutte le cricche connesse ma anche Bersani e Veltroni chiuderli in una scuola poi fare irruzione con un br ... (continue ) -
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Sep 23, 2010 |
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- La masseria delle allodole (2987)
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By Antonia Arslan -
Finished on Sep 19, 2010 




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Che si può dire di un libro del genere?
Che fa male, come tutte le volte che si legge una pagina di storia talmente odiosa e atroce da sembrare inverosimile. E non dico "una pagina di storia" così per dire, c'è quasi un senso letterale in quell'una, perchè di pagine e parole dedicate al genocidio de ... (continue ) -
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Sep 20, 2010 |
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- Felicia e le sue sorelle (15)
- Dal secondo dopoguerra alle stragi del '92-93: venti storie di donne contro la mafia
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By Gabriella Ebano -
Finished on Aug 22, 2010 




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E' sempre difficile, si sa, dire qualcosa d'intelligente. Lo è in generale, lo è ancor di più d'estate, quando un po' vanno in vacanza pure i cervelli (i pochi superstiti, a dire il vero). Ma soprattutto è difficile dire qualcosa d'intelligente a proposito di un libro come questo, che parla di mafia ... (
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Aug 23, 2010 |
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Cosa cambia
Cosa Cambia è un romanzo in cui s'intrecciano due storie. L'io narrante rievoca, a distanza di qualche anno, i fatti del G8 di Genova, e con essi la trama intima delle sue vicende private, la rottura del rapporto con Angela, l'incontro con Elisa, le tragiche visioni di Magdalena, ferita alla testa m ... (continue)
Cosa Cambia è un romanzo in cui s'intrecciano due storie. L'io narrante rievoca, a distanza di qualche anno, i fatti del G8 di Genova, e con essi la trama intima delle sue vicende private, la rottura del rapporto con Angela, l'incontro con Elisa, le tragiche visioni di Magdalena, ferita alla testa mentre esce su una barella dalla scuola Diaz. Lo stile è inevitabilmente assai accorato, quasi lirico, e non potrebbe essere altrimenti, perché il romanzo racconta due disillusioni che si nutrono a vicenda, anche se talvolta la sensazione è che la penna sfugga di mano e l'autore inciampi in qualche eccesso di retorica, con punte irrespirabili nelle pagine in cui è descritto il concerto torinese degli U2 (sarà che da almeno un ventennio - ops - mi stanno abbondantemente sulle palle. Gli U2, intendo). Ma sono peccati ampiamente perdonabili. Anche perché, come sempre mi accade in questi casi, capita alla fine di pensare che la sostanza sia molto più importante della forma, e che le imperfezioni estetiche finiscano per essere ampiamente riscattate dallo spessore etico del racconto. Per chi ci crede, sia chiaro: sono certo che molti, moltissimi, la maggior parte degli italiani, invece, la pensano come questo signore:
G8, Gasparri (Pdl): "Evitare letture distorte di quei giorni"
"A dieci anni dal G8 di Genova è doveroso ricordare le migliaia di esponenti delle forze dell'ordine che in quei giorni furono sottoposte a violente aggressioni, a tentativi di omicidio, e che impedirono alla violenza organizzata di prevalere". Lo ha detto Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, commentando il decennale del G8 di Genova. "Letture distorte di quelle vicende impedirebbero - avverte Gasparri - di ricordare la gravissima colpa di chi affrontò con animo violento quelle giornate. Non ci sarebbe stato un morto se non fossero stati aggrediti i carabinieri in quella piazza. La verità - conclude il senatore - va riaffermata e con essa la gratitudine a chi difese la legalità minacciata da centri sociali, black bloc e sinistre varie. Da Genova 2001 a certi 'no-tav' di oggi c'é un filo rosso di violenza che va spezzato".
(23 luglio 2011)
Ci sono fotografie, racconti, testimonianze e centinaia di ore di registrazione video che testimoniano il contrario. Cioè: non una verità diversa. Una verità opposta. Ma noi siamo ormai rassegnati all'istituzionalizzazione della menzogna, tanto più atroce perché non ha nemmeno più bisogno (la menzogna) di celarsi nelle forme ben note di una qualsiasi trama che ne svilisca il senso. Chi mente non ha più bisogno di giustificarsi. Trent'anni o quarant'anni fa quelli della DC avevano l'intelligenza (perversa, sì, ma forse in parte necessaria) di nascondersi dietro ai segreti di Stato. Oggi non serve. Si può andare in giro a sparare cazzate e a negare l'evidenza, come fanno Gasparri e tanti altri compari di maggioranza e opposizione, e non succede nulla. Nessuno s'interroga, nessuno sbatte il pugno sul tavolo quando sente che tutti, ma proprio tutti, i responsabili di quello scempio (De Gennaro, Mortola, Perugini, Colucci, lo stesso Fournier, quello che parlò di macelleria messicana a proposito della Diaz) non solo sono rimasti impuniti, salvo qualche ammenda e castighetti forti come il solletico, ma hanno fatto allegramente carriera infestando questure preture e dipartimenti vari.
Non siamo più il paese dei complotti, dei misteri e dei grandi vecchi che tramano nell'ombra, l'assurdo ormai si compie alla luce del sole: siamo il palcoscenico ideale per una commedia di Ionesco, che farebbe persino ridere se non fosse che invece fa piangere.
E allora forse si capisce perché per qualcuno, alla fine, non resta altra scelta che imbracciare le mazze e cominciare a spaccare le vetrine (magari con una bella divisa da black bloc addosso, se si vuole farla franca, ché quelli no, non li tocca nessuno, oggi come allora).
http://www.youtube.com/watch?v=Wv-zhS3T8IU&feature=rela…