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- Io canto il corpo elettrico! (322)
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By Ray Bradbury -
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- Il grande Gatsby (16714)
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By Francis Scott Fitzgerald -
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- I fuochi di Valyria (1919)
- Le cronache del ghiaccio e del fuoco - Vol. 11
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By George R. R. Martin, Gian Luigi Staffilano -
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- I guerrieri del ghiaccio (2692)
- Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - Vol.10
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By George R. R. Martin -
Finished on Mar 26, 2013 




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- La signora Dalloway (5192)
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By Virginia Woolf -
Finished on Mar 7, 2013 




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I fiori della sua festa erano magnifici, Signora Dalloway. Peccato che domani saranno già morti tutti. -
Beh, succede. Ti alzi una mattina, prendi il tuo Kindle in mano e sfogliando i vari libri in memoria ti capita davanti il nome di Virginia Woolf. E allora ti dici che forse è giunto il momento di affrontarla questa Woolf, una figura che ti affascina e al tempo stesso (ma non sai perché) un po’ ti sp ... (
continue ) -
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Mar 9, 2013 |
7 feedbacks
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- Il mondo di ieri (464)
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By Stefan Zweig -
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- 1Q84 (3169)
- Libro 3: Ottobre-dicembre
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By Haruki Murakami -
Finished on Jan 30, 2013 




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5 people find this helpful 



1?84 -
Ed eccoci qui. Gli ultimi passi prima della meta. La conclusione di tutto. La fine del viaggio. Che poi dovrebbe essere anche più importante della destinazione vera e propria.
Dovrebbe.
Una cosa alla volta, mettiamo insieme i pezzi (e sentirsi in cuffia Bach eseguito da Rostropovich aiuta a ricreare ... (continue ) -
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Feb 1, 2013 |
2 feedbacks
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- I Borgia (345)
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By Alexandre Dumas (padre) -
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- Cuore di tenebra (10763)
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By Joseph Conrad -
Finished on Oct 30, 2012 




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8 people find this helpful 



E la nave va... -
Il fiume procede.
Il battello procede.
La foresta procede.
La vita... finisce.
Si consuma in questo torrido e orrido viaggio. Il buio che si distende subito poco oltre la verde coltre delle piante ti chiama, ti abbraccia, ti consuma. Entra nel tuo corpo, nelle tue parole, nella tua mente. Nella tu ... (continue ) -
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Nov 13, 2012 |
4 feedbacks
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- Roma underground. Guida anticonformista alla Roma nascosta e introvabile (12)
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By Laura Mancini -
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- Storia dell'assedio di Lisbona (1377)
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By José Saramago -
Abandoned
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- La nube purpurea (944)
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By Matthew Phipps Shiel -
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- Mishima o La visione del vuoto (302)
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By Marguerite Yourcenar -
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- Il treno (1149)
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By Georges Simenon -
Finished on Sep 6, 2012 




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3 people find this helpful 



Ciuff ciuff... -
Maggio, 1940.
La Francia è invasa. I panzer tedeschi travolgono nazioni, sbaragliano eserciti, distruggono mondi. Anche quelli piccoli, come i grandi. Un tranquillo paesino al confine con il Belgio si trasforma in una delle tante fiumane di profughi che scappano dalla linea del fronte.
Tutti su di u ... (continue ) -
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Sep 8, 2012 |
3 feedbacks
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- Poesie d'amore (1468)
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By Pablo Neruda -
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Il grande Gatsby
E ben, beh... boh. No, ok, non sono impazzito, è solo che volevo riportare il rumore che fa il mio cervello quando rimane un po’ così, a metà tra il basito e il perplesso, di fronte ad una nuova lettura. Che poi, nel caso specifico, era anche una lettura “pesante” se non nel contenuto almeno nel nom ... (continue)
E ben, beh... boh. No, ok, non sono impazzito, è solo che volevo riportare il rumore che fa il mio cervello quando rimane un po’ così, a metà tra il basito e il perplesso, di fronte ad una nuova lettura. Che poi, nel caso specifico, era anche una lettura “pesante” se non nel contenuto almeno nel nome: quel Grande gatsby di cui uno ha sempre sentito parlare ma che, per un motivo o per l’altro, non ha mai avvicinato davvero.
Ecco, questa volta l’ho fatto e per l’appunto il mio cervello - almeno per la prima metà del libro - ha fatto quei suoni così incerti. Dunque, la prima metà, perchè questo benedetto romanzo nemmeno troppo lungo è proprio diviso in due sezioni ben distinte: la prima, nella quale mi sono francamente annoiato a morte arrivando a chiedermi se avesse un senso proseguire, la seconda in cui tutto assumeva un significato e anzi prendeva una piega davvero interessante!
Dunque, essendo Scott Fitzgerald non certo uno sprovveduto bensì uno scrittore come si deve, tale struttura non può essere casuale, visto e considerato che la distinzione è resa ancor più evidente da un vero e proprio cambiamento radicale dello stile. Dalle frasi asciutte, scarne, banali, quasi vuote delle prime pagine si passa ad una prosa più sentita e profonda, direi più “densa”, della conclusione. Naturalmente il tutto al servizio di una vicenda che abbandona la mera descrizione dello stile di vita festaiolo e spensierato a tutti i costi dell’altissima borghesia statunitense (roba che uno diventa marxista-leninista solo a leggerlo...) ad una vicenda umana che ha dei contenuti veri, del sangue, del dolore, dello spessore. Peccato che tale vicenda nasce in un ambiente e coinvolge persone che tale spessore proprio non ce l’hanno, che non possono sapere cosa significhi realmente amare poichè non hanno le risorse priscologiche per farlo. E se in Màrai la borghesia non viveva per qualcosa ma contro il resto del mondo, qui questi “figli di papà” non fanno altro che andare avanti, divertendosi e vantandosi con gli amici di quanto si divertono e nel frattempo stritolando tutti coloro che hanno la disgrazia di averci a che fare.
Erano gente sbadata, Tom e Daisy: sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro ampia sbadataggine o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettessero a posto il pasticcio che avevano fatto...
Ecco, per l’appunto, Gatsby. Non è il più bello, non è il più simpatico (spesso lo butteresti giù dalla scogliera), è ricco anche lui da fare schifo (anche se, per vie molto traverse, il suo patrimonio lui se lo è guadagnato), è più furbo che intelligente ma - a differenza di tutti gli altri - pensa, crede, desidera, SENTE. Anche troppo, anche al di là della realtà stessa, anche contro la realtà stessa e quest’ultima - lo sappiamo bene - ha sempre un modo tutto suo per vendicarsi.
...doveva essergli parso di aver perduto il calore del vecchio mondo, di aver pagato un prezzo molto alto per aver vissuto troppo a lungo con un unico sogno.
Si può dunque vivere appresso ad un unico sogno? Ovviamente, no. E non è una questione di volontà, ma di realtà, perché i sogni sono solo una nostra percezione e provare a trasformarli in analisi oggettive delle circostanze non solo è sbagliato ma anche terribilmente pericoloso.
La vicenda assume dunque un ritmo rapido, quasi sincopato, che ti prende e non pare farti riflettere troppo. Ma poi, alla fine, i nodi vengono al pettine e perfino il narratore che prova a rimanere il più possibile distaccato da questi fatti - lui che non è una cima, ma almeno è uno che i soldi se li guadagna col proprio lavoro - non può fare a meno di trovarsene coinvolto e di cominciare anche lui a provare qualcosa.
Ma, alla fine della fiera, questo libro si merita tutta la sua fama? Beh, sì, è importante, certo. Però questa ossessione del non dare giudizi apertamente, del non porre una reale critica diretta bensì una sorta di ironica disillusione nei confronti di uno stile di vita assurdo e privo di una qualsiasi pulsione morale alla fine ci lascia un po’ delusi. E va bene prepararsi al cambio di passo per il finale, nel quale gli eventi e le riflessioni connesse si succedono fin troppo velocemente, ma va anche detto che a furia di asciugarlo questo Martini risulta davvero troppo Dry, quasi acido. Sarò anche io che sono troppo fissato coi russi e con i mitteleuropei (ah, le loro atmosfere...), ma questa prosa americana ancora non è riuscita a prendermi del tutto...
Però è senz’altro un libro che va letto e che lascia qualcosa dentro di noi. Forse poteva lasciare qualcosa di più importante, di più significativo. Però va bene anche così e le ore dedicate a queste pagine non sono state affatto buttate.
Momento Amarcord: Non ho letto questo libro in previsione di andare a vedere il relativo film, appena uscito nei cinema. L’ho letto sia per colmare una lacuna che per il sottile e un po’ snobistico piacere di poter dire “Ecco, non andrò a vedere il film perché ho già letto il libro”. Che ci volete fare, ci sono letture che si fanno anche un po’ per ripicca intellettuale, non credete?