La storia di questa famiglia è l'allegoria della situazione politica israeliana nei rapporti con il popolo palestinese. Il capofamiglia, che cede alla richiesta di rinunciare alla propria abitazione in cambio del divorzio, e che ottenuto ciò, straccia ogni accordo con soddisfazione è la personificaz
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La storia di questa famiglia è l'allegoria della situazione politica israeliana nei rapporti con il popolo palestinese. Il capofamiglia, che cede alla richiesta di rinunciare alla propria abitazione in cambio del divorzio, e che ottenuto ciò, straccia ogni accordo con soddisfazione è la personificazione dello stato israeliano, sempre pronto a firmare accordi e sempre rapido nel disattenderli. La moglie, pazza, rinchiusa in manicomio rappresenta il popolo palestinese, rinchiuso anch'esso in confini obbligati nell'attesa di una libertà che aspetta da anni. Anche la malattia di questa donna, che soffre di sdoppiamento di personalità, rappresenta le due anime della palestina, quella moderata e pronta al dialogo, e quella integralista che ha come prospettiva l'annientamento dello stato d'Israele. Le figure dei figli stanno a rappresentare la multiculturalità dello stato d'Israele, che ha come comune denominatore il credo religioso, ma un'infinità di anime socialmente e culturalmente diverse e addirittura contrastanti. A dare maggior valore a questo libro è sicuramente il racconto effettuato in prima persona dai componenti la famiglia, ognuno con le proprie vedute, ansie, paure e prospettive che permette al lettore di avere un ampia e bella visione del racconto.
Un divorzio tardivo
La storia di questa famiglia è l'allegoria della situazione politica israeliana nei rapporti con il popolo palestinese. Il capofamiglia, che cede alla richiesta di rinunciare alla propria abitazione in cambio del divorzio, e che ottenuto ciò, straccia ogni accordo con soddisfazione è la personificaz ... (continue)
La storia di questa famiglia è l'allegoria della situazione politica israeliana nei rapporti con il popolo palestinese. Il capofamiglia, che cede alla richiesta di rinunciare alla propria abitazione in cambio del divorzio, e che ottenuto ciò, straccia ogni accordo con soddisfazione è la personificazione dello stato israeliano, sempre pronto a firmare accordi e sempre rapido nel disattenderli. La moglie, pazza, rinchiusa in manicomio rappresenta il popolo palestinese, rinchiuso anch'esso in confini obbligati nell'attesa di una libertà che aspetta da anni. Anche la malattia di questa donna, che soffre di sdoppiamento di personalità, rappresenta le due anime della palestina, quella moderata e pronta al dialogo, e quella integralista che ha come prospettiva l'annientamento dello stato d'Israele. Le figure dei figli stanno a rappresentare la multiculturalità dello stato d'Israele, che ha come comune denominatore il credo religioso, ma un'infinità di anime socialmente e culturalmente diverse e addirittura contrastanti. A dare maggior valore a questo libro è sicuramente il racconto effettuato in prima persona dai componenti la famiglia, ognuno con le proprie vedute, ansie, paure e prospettive che permette al lettore di avere un ampia e bella visione del racconto.