Il saggio è suggestivo ed è ottimo come introduzione ai problemi di semiotica. Scritto a metà degli anni Novanta (probabilmente anche prima) per ciò che riguarda la riflessione sul mito della scrittura di Theut e Thamus nel Fedro di Platone, rivela le sue pagine migliori. Quando però tocca incidenta
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Il saggio è suggestivo ed è ottimo come introduzione ai problemi di semiotica. Scritto a metà degli anni Novanta (probabilmente anche prima) per ciò che riguarda la riflessione sul mito della scrittura di Theut e Thamus nel Fedro di Platone, rivela le sue pagine migliori. Quando però tocca incidentalmente faccende che con la scrittura poco hanno a che fare (audio-libro o riproduzione meccanica della voce)il saggio appare sotto questo aspetto datato. Intanto ignora il fenomeno ebook, che oggi invece sarebbe interessante affrontare, poi verso la fine il discorso si perde dando la sensazione che si avviti su se stesso. Interessante dal puntodi vista documentale, anche se superato è il giudizio complessivo
In fondo a pag. 77 si legge praticamente alla lettera l'indimenticabile attacco di Cent'anni di solitudine. Ma non c'è da stupireste troppo. Se si dà retta a ciò che riporta la Terza di copertina (il risvolto) il libro fu messo in mano a Marquel da Álvaro Mutis che non riuscì a dormire senza averlo
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In fondo a pag. 77 si legge praticamente alla lettera l'indimenticabile attacco di Cent'anni di solitudine. Ma non c'è da stupireste troppo. Se si dà retta a ciò che riporta la Terza di copertina (il risvolto) il libro fu messo in mano a Marquel da Álvaro Mutis che non riuscì a dormire senza averlo letto due volte di fila. E poi a certo punto uno leggendo sobbalza, incontrando un tizio dal no e Melquiades, che nel Pedro Páramo è solo un nome e che in Cent'anni verrà detto che di lui non si conosceva altro che il nome. Come dire un Marquez prima di Marquez in cielo e terra si scambiano continuamente di posto e a un certo punto si scopre che l'intero romanzo non è che il sussurro di un cadavere infilato in una bara insieme al cadavere di una donna che ascoltano voci dalle bare interrate vicino a loro...
La seconda parte è sui droni... Una pagina (non so quale perché l'ho letto in ebook) è devastante e surreale... Si parla di un tipo che a Las Vegas massacra di bombe non so quanta gente in Afganistan, poi, terminato il suo turno da operatore monta in macchina e si ritrova imbottigliato nel traffico
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La seconda parte è sui droni... Una pagina (non so quale perché l'ho letto in ebook) è devastante e surreale... Si parla di un tipo che a Las Vegas massacra di bombe non so quanta gente in Afganistan, poi, terminato il suo turno da operatore monta in macchina e si ritrova imbottigliato nel traffico durante il ritorno a casa. A quanto pare è questa la guerra che si fa là adesso...
Il saggio si lascia leggere bene, il che non è poco. Per chi già è a conoscenza delle problematiche relative ai reduci da Auschwitz aggiunge ulteriori punti luminosi e illuminanti: il punto di vista dello stesso Levi sulla propria opera di testimone-scrittore. Giudizio complessivo: dettagliato, int
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Il saggio si lascia leggere bene, il che non è poco. Per chi già è a conoscenza delle problematiche relative ai reduci da Auschwitz aggiunge ulteriori punti luminosi e illuminanti: il punto di vista dello stesso Levi sulla propria opera di testimone-scrittore. Giudizio complessivo: dettagliato, interessante, che illumina alcuni retroscena avvenuti durante e dopo la pubblicazione da De Silva nel 47.
Il solco del tempo
Il saggio è suggestivo ed è ottimo come introduzione ai problemi di semiotica. Scritto a metà degli anni Novanta (probabilmente anche prima) per ciò che riguarda la riflessione sul mito della scrittura di Theut e Thamus nel Fedro di Platone, rivela le sue pagine migliori. Quando però tocca incidenta ... (continue)
Il saggio è suggestivo ed è ottimo come introduzione ai problemi di semiotica. Scritto a metà degli anni Novanta (probabilmente anche prima) per ciò che riguarda la riflessione sul mito della scrittura di Theut e Thamus nel Fedro di Platone, rivela le sue pagine migliori. Quando però tocca incidentalmente faccende che con la scrittura poco hanno a che fare (audio-libro o riproduzione meccanica della voce)il saggio appare sotto questo aspetto datato. Intanto ignora il fenomeno ebook, che oggi invece sarebbe interessante affrontare, poi verso la fine il discorso si perde dando la sensazione che si avviti su se stesso. Interessante dal puntodi vista documentale, anche se superato è il giudizio complessivo
L'Adalgisa
A differenza di ogni altra edizione de l'Adalgisa in circolazione, questa si rifà all'edizione del 44 con le varianti in Appendice.
Pedro Páramo
In fondo a pag. 77 si legge praticamente alla lettera l'indimenticabile attacco di Cent'anni di solitudine. Ma non c'è da stupireste troppo. Se si dà retta a ciò che riporta la Terza di copertina (il risvolto) il libro fu messo in mano a Marquel da Álvaro Mutis che non riuscì a dormire senza averlo ... (continue)
In fondo a pag. 77 si legge praticamente alla lettera l'indimenticabile attacco di Cent'anni di solitudine. Ma non c'è da stupireste troppo. Se si dà retta a ciò che riporta la Terza di copertina (il risvolto) il libro fu messo in mano a Marquel da Álvaro Mutis che non riuscì a dormire senza averlo letto due volte di fila. E poi a certo punto uno leggendo sobbalza, incontrando un tizio dal no e Melquiades, che nel Pedro Páramo è solo un nome e che in Cent'anni verrà detto che di lui non si conosceva altro che il nome. Come dire un Marquez prima di Marquez in cielo e terra si scambiano continuamente di posto e a un certo punto si scopre che l'intero romanzo non è che il sussurro di un cadavere infilato in una bara insieme al cadavere di una donna che ascoltano voci dalle bare interrate vicino a loro...
Esecuzioni a distanza
La seconda parte è sui droni... Una pagina (non so quale perché l'ho letto in ebook) è devastante e surreale... Si parla di un tipo che a Las Vegas massacra di bombe non so quanta gente in Afganistan, poi, terminato il suo turno da operatore monta in macchina e si ritrova imbottigliato nel traffico ... (continue)
La seconda parte è sui droni... Una pagina (non so quale perché l'ho letto in ebook) è devastante e surreale... Si parla di un tipo che a Las Vegas massacra di bombe non so quanta gente in Afganistan, poi, terminato il suo turno da operatore monta in macchina e si ritrova imbottigliato nel traffico durante il ritorno a casa. A quanto pare è questa la guerra che si fa là adesso...
Esperimento Auschwitz. Ediz. italiana e inglese
Il saggio si lascia leggere bene, il che non è poco. Per chi già è a conoscenza delle problematichecontinue)
relative ai reduci da Auschwitz aggiunge ulteriori punti luminosi e illuminanti: il punto di vista dello stesso Levi sulla propria opera di testimone-scrittore. Giudizio complessivo: dettagliato, int ... (
Il saggio si lascia leggere bene, il che non è poco. Per chi già è a conoscenza delle problematiche
relative ai reduci da Auschwitz aggiunge ulteriori punti luminosi e illuminanti: il punto di vista dello stesso Levi sulla propria opera di testimone-scrittore. Giudizio complessivo: dettagliato, interessante, che illumina alcuni retroscena avvenuti durante e dopo la pubblicazione da De Silva nel 47.