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Cover of La donna che vestiva di rosso
Cover of Un cuore così bianco
Cover of Tu, sanguinosa infanzia
  • Mari è Mari...

    Cha Mari sia Mari, che dunque questo sia un libro 'colto' e costruito su un'infinità di possibili piani di lettura, è indiscutibile. Che sia un libro, a mio parere, 'compiaciuto', tanto nella forma, quanto nei contenuti, è - a mio parere - altrettanto indiscutibile. I percorsi della memoria, certo, ... (continue)

    Cha Mari sia Mari, che dunque questo sia un libro 'colto' e costruito su un'infinità di possibili piani di lettura, è indiscutibile. Che sia un libro, a mio parere, 'compiaciuto', tanto nella forma, quanto nei contenuti, è - a mio parere - altrettanto indiscutibile. I percorsi della memoria, certo, sono quanto di più intimo e soggettivo possa esistere e le madeleine di proustiana memoria sono assolutamente 'nostre' e insindacabili. E' quando si racconta la propria personalissima 'madeleine', dandole una valenza universale, che smetto di essere d'accordo e non riesco a riconoscermi.

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    Posted on Jun 16, 2009 | 1 feedback

Cover of Alta fedeltà
  • 4 people find this helpful

    fare le classifiche

    Questo libro parla un linguaggio speciale. E' linguaggio della mia generazione. E' il linguaggio di quelli che nella mia generazione hanno cercato e cercano il fondo delle cose, il senso di quello che accade. Il linguaggio di quelli che si misurano con il resto del mondo, e da questo misurarsi riten ... (continue)

    Questo libro parla un linguaggio speciale. E' linguaggio della mia generazione. E' il linguaggio di quelli che nella mia generazione hanno cercato e cercano il fondo delle cose, il senso di quello che accade. Il linguaggio di quelli che si misurano con il resto del mondo, e da questo misurarsi ritengono sempre di uscire in una posizione svantaggiata. Credo che di primo acchito lo si possa intendere come un libro fortemente 'maschile', così come mi era stato anticipato da chi questo libro me lo ha regalato. Ma non è così. E un libro che parla con la voce di un uomo, ma solo incidentalmente. E' un libro che parla di quello che gli uomini pensano, sentono, temono, sognano. Che è poi, a ben guardare, quello che le donne pensano, sentono, temono, sognano. Fare le classifiche di tutte le "cinque-cose-migliori" è un modo universale per 'ordinare' il mondo, per renderlo affrontabile, per superare il disagio e le paure. Fare le classifiche è il metodo di una generazione, e non ha sesso.

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    Posted on Jun 15, 2009 | 3 feedbacks

Cover of Non lasciarmi
  • 4 people find this helpful

    never let me go

    Questo libro non si intitola “Non lasciarmi”, si intitola “Never let me go”. Never è ‘non per sempre’, non per sempre che diventa ‘mai‘. ‘Never let me go’ non è non lasciarmi, è non lasciare che io me ne vada, non permettermi di andarmene, non consentire che sia io ad andarmene via. La differenz ... (continue)

    Questo libro non si intitola “Non lasciarmi”, si intitola “Never let me go”. Never è ‘non per sempre’, non per sempre che diventa ‘mai‘. ‘Never let me go’ non è non lasciarmi, è non lasciare che io me ne vada, non permettermi di andarmene, non consentire che sia io ad andarmene via. La differenza è sottile, ma abissale. Perché questo libro è una straziata e straziante costellazione di addii, di allontanamenti, di situazioni nelle quali si vorrebbe che ci venisse impedito di lasciare, qualcosa, qualcuno, un luogo, un ritmo, un legame, una stagione. E’ un’ininterrotta serie di cerimonie degli addii, di non voluti ma inevitabili addii. Kathy, voce narrante e protagonista del libro, vorrebbe dire, avere detto, aver potuto dire, Never let me go. A se stessa, prima di tutto, a chi ne ha seguito la crescita ad Hailsham, a chi ne ha vincolato le scelte successive, a chi ne ha deciso le sorti. Il grido straziato di Kathy attraversa tutta la narrazione. Come tendesse le braccia a chiedere: non lasciare che io me ne vada, salvami da me stessa e da quanto è stato previsto, non lasciare che io lasci ciò che potrei tenere con me, per me, ciò che dovrebbe essere per me. Una cassetta di vecchie canzoni, una raccolta delle memorie-trofeo dell’infanzia, un amore, una vita, Hailsham, delle amicizie, Ruth, Tommy, il legame che a Ruth e a Tommy l’ ha unita…
    Never let me go e’ una richiesta collocata in un tempo senza tempo, definita temporalmente nell‘assenza di conclusione. Never è ‘non per sempre‘, si è detto. Circolare negazione di una affermazione, che diventa negazione e dunque eternità.
    La dimensione del ‘per sempre’ è preclusa a Kathy, voce narrante e protagonista del libro. E’ preclusa a tutti quelli che - come lei - sono cresciuti nel ‘collegio’ di Hailsham. E’ preclusa a tutti quelli che, come loro, sono vittime di un destino che non hanno appieno compreso, ma che hanno comunque dovuto-voluto riconoscere, accettare, fare proprio. Il ‘per sempre’ sarebbe il desiderio di Kathy, il ‘per sempre’ è ciò che nessuna delle ‘vittime’ di questo libro avrà mai modo di conoscere, il ‘per sempre’ è nel titolo di una vecchia vecchia canzone, che stringe la protagonista in un abbraccio a se stessa, è nel limitare di un campo sommerso di cielo nel quale il vento ha raccolto detriti come vite, come partenze.

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    Posted on Oct 1, 2009 | Add your feedback

Cover of Il coperchio del mare
  • 1 person find this helpful

    Carino..come sempre. Un pochino lento...come sempre. Estremamente delicato...come sempre. In qualche modo 'trasparente'. Insomma molto simile a quasi tutti gli altri libri della Yashimoto che (inizialmente mi piaceva molto..) mi sembra stia entrando un pochino a far parte di quella nutrita schiera d ... (continue)

    Carino..come sempre. Un pochino lento...come sempre. Estremamente delicato...come sempre. In qualche modo 'trasparente'. Insomma molto simile a quasi tutti gli altri libri della Yashimoto che (inizialmente mi piaceva molto..) mi sembra stia entrando un pochino a far parte di quella nutrita schiera di autori che riscrivono sempre lo stesso libro. Direi da non leggere o comunque da non comprare.

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    Posted on May 18, 2008 | 1 feedback

Cover of Una famiglia americana
  • 4 people find this helpful

    Troppo lungo, troppo descrittivo, troppo pretestuoso e contestualmente troppo poco approfondito dal punto di vista dei caratteri e dei contesti. I personaggi, che sono il nucleo di tutto il libro (malgrado la prolissità) finiscono per sembrare delle figurine sbiadite che si agitano in maniera insuls ... (continue)

    Troppo lungo, troppo descrittivo, troppo pretestuoso e contestualmente troppo poco approfondito dal punto di vista dei caratteri e dei contesti. I personaggi, che sono il nucleo di tutto il libro (malgrado la prolissità) finiscono per sembrare delle figurine sbiadite che si agitano in maniera insulsa su uno sfondo dai contorni incerti.

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    Posted on May 17, 2008 | 2 feedbacks

Cover of Il peso della farfalla
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Cover of Come finisce un amore

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