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Alessandro B…
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- Tre volte all'alba (3133)
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By Alessandro Baricco -
Finished on Aug 19, 2012 




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- Mr Gwyn (4635)
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By Alessandro Baricco -
Finished on Mar 18, 2012 




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Scrivere un ritratto -
Erano anni che non leggevo più Baricco, dopo la delusione di “City” che non avevo digerito, e ho deciso di dargli un’altra possibilità.
Questo romanzo è simpatico, gradevole, si legge bene, scorre fluido, ma non mi ha entusiasmato. Parla di uno scrittore che vuole smettere di scrivere e cambiare la ... (continue ) -
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Mar 18, 2012 |
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- Seta (23893)
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By Alessandro Baricco -
Finished in 1996 




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- Oceano mare (24703)
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By Alessandro Baricco -
Finished in 1993 




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- City (8913)
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By Alessandro Baricco -
Finished in 2001 




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- Novecento (25691)
- Un monologo
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By Alessandro Baricco -
Finished in 2001 




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- Castelli di rabbia (15164)
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By Alessandro Baricco -
Finished in 2001 




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Tre volte all'alba
Tre storie, tre volte due destini che si incontrano, due persone che si conoscono.continue)
I tempi e i luoghi non sono casuali: il tempo è sempre l’alba, quando il tempo sembra dilatarsi, quando tutto è possibile, i problemi sembrano più lievi e una nuova giornata si prospetta all’orizzonte, l’occasione di ... (
Tre storie, tre volte due destini che si incontrano, due persone che si conoscono.
I tempi e i luoghi non sono casuali: il tempo è sempre l’alba, quando il tempo sembra dilatarsi, quando tutto è possibile, i problemi sembrano più lievi e una nuova giornata si prospetta all’orizzonte, l’occasione di ricominciare da capo; i luoghi sono anonimi, sono dei “non luoghi”: stanze d’albergo, strade di periferia.
I personaggi hanno una lunga vita alle spalle, hanno vissuto tante esperienze dolorose, tanti ricordi si affacciano alla memoria e decidono di raccontare un pezzo di vita all’interlocutore sconosciuto: storie di carcere, di omicidi, di amori malati,..
Un romanzo un po’ surreale, ma che mi è piaciuto molto, forse perché amo questi incontri fugaci di poche ore che a volte la vita ci riserva e che ci lasciano il segno..
“In quella mattina d’estate l’alba dilagava nel cielo terso con tale sicurezza che perfino quei sobborghi senza ambizioni sembravano colti di sorpresa, finendo per cedere a una quasi bellezza per cui non erano stati costruiti. C’erano dei bagliori ottimisti alle finestre, e l’erba poco brillava, dov’era, di un verde inaspettato. Passavano macchine, rare, e anche loro sembravano aver sospeso qualsiasi fretta particolare, come se stessero attraversando una tregua.”