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Cuore di tenebra
***This comment contains spoilers! ***
Cuore di Tenebra è pervaso da un senso di incombenza, di cupezza, di mistero, di imminenza, di tensione, di ostilità che scaturiscono inesorabilmente da una Natura matrigna insondabile, immensa, muta che porta Kurtz a regredire in una condizione di primordialità, così assonante al luogo, da farlo ra ... (continue)
Cuore di Tenebra è pervaso da un senso di incombenza, di cupezza, di mistero, di imminenza, di tensione, di ostilità che scaturiscono inesorabilmente da una Natura matrigna insondabile, immensa, muta che porta Kurtz a regredire in una condizione di primordialità, così assonante al luogo, da farlo rasentare la follia.
Ma in punto di morte riscatta la sua umanità con un ultimo scampolo di lucidità mentale, premessa per un onesto bilancio finale della propria esistenza, che gli fa riconoscere l'orrore commesso in vita per raggiungere i suoi scopi; è questa consapevolezza che si porta con sé nell'istante supremo.
Quell'istante immediatamente precedente l'epilogo di una vita è l'istante in cui un uomo si guarda onestamente allo specchio, spogliandosi delle finzioni e delle illusioni che lo hanno accompagnato; in quell'istante, l' “inapprezzabile momento in cui superiamo la soglia dell'invisibile”, è ancora possibile un estremo riscatto.
Chi, come Marlow, giunge a sfiorare quell'istante e poi torna al mondo non può che vederlo con occhi diversi, forte di una saggezza che resterà indelebile: “Mi ritrovai nella città sepolcrale pieno di risentimento alla vista della gente che si affrettava per strada a rubarsi qualche soldo, a divorare l'infame cucina, a tracannare la birra malsana, sognare sogni stupidi e insignificanti”. Quella gente siamo noi.
E mi sovvien la Vanitas pertrarchesca.