Fornisce alcuni spunti di riflessione interessanti, ma quello che salverei si può condensare in un decimo del volume. Un tema, quello della felicità, che è eminentemente psicologico (la felicità sta nella nostra testa) e che quindi giustamente è trattato da uno psicologo, ma come spesso accade quand
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Fornisce alcuni spunti di riflessione interessanti, ma quello che salverei si può condensare in un decimo del volume. Un tema, quello della felicità, che è eminentemente psicologico (la felicità sta nella nostra testa) e che quindi giustamente è trattato da uno psicologo, ma come spesso accade quando sono gli psicologi a scrivere di argomento a volte si ha la sensazione di leggere "aria fritta".
Noioso, lettura che procede a rilento, faticosa. La storia non riesce mai a catturare. Bella la figura di Zenone come epitome dell'homo novus del '500, collage di grandi personalita' come Leonardo, Erasmo, Paracelso, Campanella, Giordano Bruno: l'uomo che si interroga, che segue il dubbio, che sper
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Noioso, lettura che procede a rilento, faticosa. La storia non riesce mai a catturare. Bella la figura di Zenone come epitome dell'homo novus del '500, collage di grandi personalita' come Leonardo, Erasmo, Paracelso, Campanella, Giordano Bruno: l'uomo che si interroga, che segue il dubbio, che sperimenta, che mette in discussione i paradigmi comuni. La nascita dell'uomo moderno.
L'ho trovato piuttosto pesantino. Detto questo il libro affronta gli anni fra il 500 e il 1000 in modo trasversale, non cronologico, trattando diverse tematiche: dalla diffusione dell'alfabetismo alla demografia, dalle relazioni (coniugali, amicali, familiari, ecc) ai concetti di onore e vendetta, d
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L'ho trovato piuttosto pesantino. Detto questo il libro affronta gli anni fra il 500 e il 1000 in modo trasversale, non cronologico, trattando diverse tematiche: dalla diffusione dell'alfabetismo alla demografia, dalle relazioni (coniugali, amicali, familiari, ecc) ai concetti di onore e vendetta, dalle differenze di genere ai rapporti tra contadini e signori, dalle modalita' di promuovere il proprio status al peso che Roma continuo' ad avere nell'immaginario anche ben oltre la sua caduta. Il comun denominatore a tutte le analisi e' l'estrema variabilita' dei contesti locali, accompagnata da una variabilita' anche nel tempo, in ogni contesto geografico considerato. In definitiva non e' stata una lettura particolarmente appassionante, sebbene il tema promettesse bene.
Spassoso racconto fantascientifico intriso di humor british dalla prima all’ultima pagina, non è stato una sorpresa dato che mi è capitato di vedere prima il film tratto dal libro, anch’esso davvero godibile. Numerose perle davvero imperdibili, come la risposta alla “Domanda Fondamentale sulla Vita,
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Spassoso racconto fantascientifico intriso di humor british dalla prima all’ultima pagina, non è stato una sorpresa dato che mi è capitato di vedere prima il film tratto dal libro, anch’esso davvero godibile. Numerose perle davvero imperdibili, come la risposta alla “Domanda Fondamentale sulla Vita, l’Universo e Tutto”; come la scoperta dell’identità dei veri padroni del mondo, esseri pandimensionali di intelligenza suprema e che nel nostro universo prendono la forma di… (a voi scoprirlo!); come i Vogon, razza di grigi e garruli buracrati, insensibili a tutto tranne che all’adulazione e alle loro insopportabili poesie, con le quali torturano chi capita loro a tiro; come Magrathea, il pianeta dove c’è la fabbrica di altri pianeti; o come il motore a propulsione a improbabilità infinita; o come Marvin, robot perennemente depresso. Questi solo per citarne alcuni. Ma la grandezza di questo libercolo sta nel fatto che in filigrana possiamo leggere una critica alla nostra società, alle nostre idiosincrasie, ai nostri preconcetti; che smitizza con levità questioni di grande spessore come le domande esistenziali, con gusto tutto inglese; che lancia un forte messaggio ecologico individuando nella Terra il più potente computer mai creato e sottolineando un legame indissolubile fra il pianeta e i suoi abitanti, come un unico grande organismo che rieccheggia la Gea di mitica memoria. Cito due frasi che danno un po’ l’idea di cosa aspetterà quei fortunati che si deciederanno a leggere questo libro: - Penso sempre che la possibilità di scoprire cosa sta veramente succedendo siano così assurdamente remote che l’unica cosa da fare sia dire “chi se ne frega” e pensare semplicemente a tenersi occupati. - La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda “Come facciamo a procurarci da mangiare?”, la seconda dalla domanda “Perché mangiamo?” e la terza dalla domanda “In quale ristorante pranziamo oggi?”
Una storia toccante, quella del dottor Pereira, in cerca di qualcosa che neppure lui sa definire bene finché un altro dottore non gli da il giusto indizio: deve chiudere i conti col suo passato e iniziare a “frequentare il futuro”, secondo una felice formula. E Pereira, anche se ancora non lo sa, av
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Una storia toccante, quella del dottor Pereira, in cerca di qualcosa che neppure lui sa definire bene finché un altro dottore non gli da il giusto indizio: deve chiudere i conti col suo passato e iniziare a “frequentare il futuro”, secondo una felice formula. E Pereira, anche se ancora non lo sa, aveva già iniziato un percorso di cambiamento che lo avrebbe portato effettivamente a fare una scelta di campo se non di vita. Come non affezionarsi ad un personaggio così, nel quale è facile identificarsi perché umanissimo? Le debolezze di Pereira (la pigrizia, la scarsa cura nel mangiare e nel bere, l’ossessione nostalgica per il passato) fanno da contraltare alle sue virtù (la curiosità intellettuale, la voglia di intessere relazioni umane, l’onestà, la bontà, l’altruismo) in un gioco di chiaroscuri davvero convincente che in poche pagine riesce a far emergere un personaggio a tutto tondo. Lo stile di scrittura di Tabucchi, infine, è davvero scorrevole: l’uso delle virgole al posto delle virgolette per riportare gli stacchi dei dialoghi dei personaggi è nuovo per me e se non avessi sperimentato personalmente quanto non sia spiacevole e anzi quanto aiuti a mantenere il ritmo, ci avrei creduto a fatica. C’è un po’ di Pereira in ognuno di noi.
La felicità
Fornisce alcuni spunti di riflessione interessanti, ma quello che salverei si può condensare in un decimo del volume.continue)
Un tema, quello della felicità, che è eminentemente psicologico (la felicità sta nella nostra testa) e che quindi giustamente è trattato da uno psicologo, ma come spesso accade quand ... (
Fornisce alcuni spunti di riflessione interessanti, ma quello che salverei si può condensare in un decimo del volume.
Un tema, quello della felicità, che è eminentemente psicologico (la felicità sta nella nostra testa) e che quindi giustamente è trattato da uno psicologo, ma come spesso accade quando sono gli psicologi a scrivere di argomento a volte si ha la sensazione di leggere "aria fritta".
L'opera al nero
Noioso, lettura che procede a rilento, faticosa. La storia non riesce mai a catturare.continue)
Bella la figura di Zenone come epitome dell'homo novus del '500, collage di grandi personalita' come Leonardo, Erasmo, Paracelso, Campanella, Giordano Bruno: l'uomo che si interroga, che segue il dubbio, che sper ... (
Noioso, lettura che procede a rilento, faticosa. La storia non riesce mai a catturare.
Bella la figura di Zenone come epitome dell'homo novus del '500, collage di grandi personalita' come Leonardo, Erasmo, Paracelso, Campanella, Giordano Bruno: l'uomo che si interroga, che segue il dubbio, che sperimenta, che mette in discussione i paradigmi comuni. La nascita dell'uomo moderno.
L'Europa dopo Roma
L'ho trovato piuttosto pesantino.continue)
Detto questo il libro affronta gli anni fra il 500 e il 1000 in modo trasversale, non cronologico, trattando diverse tematiche: dalla diffusione dell'alfabetismo alla demografia, dalle relazioni (coniugali, amicali, familiari, ecc) ai concetti di onore e vendetta, d ... (
L'ho trovato piuttosto pesantino.
Detto questo il libro affronta gli anni fra il 500 e il 1000 in modo trasversale, non cronologico, trattando diverse tematiche: dalla diffusione dell'alfabetismo alla demografia, dalle relazioni (coniugali, amicali, familiari, ecc) ai concetti di onore e vendetta, dalle differenze di genere ai rapporti tra contadini e signori, dalle modalita' di promuovere il proprio status al peso che Roma continuo' ad avere nell'immaginario anche ben oltre la sua caduta.
Il comun denominatore a tutte le analisi e' l'estrema variabilita' dei contesti locali, accompagnata da una variabilita' anche nel tempo, in ogni contesto geografico considerato.
In definitiva non e' stata una lettura particolarmente appassionante, sebbene il tema promettesse bene.
Guida galattica per gli autostoppisti
Spassoso racconto fantascientifico intriso di humor british dalla prima all’ultima pagina, non è stato una sorpresa dato che mi è capitato di vedere prima il film tratto dal libro, anch’esso davvero godibile.continue)
Numerose perle davvero imperdibili, come la risposta alla “Domanda Fondamentale sulla Vita, ... (
Spassoso racconto fantascientifico intriso di humor british dalla prima all’ultima pagina, non è stato una sorpresa dato che mi è capitato di vedere prima il film tratto dal libro, anch’esso davvero godibile.
Numerose perle davvero imperdibili, come la risposta alla “Domanda Fondamentale sulla Vita, l’Universo e Tutto”; come la scoperta dell’identità dei veri padroni del mondo, esseri pandimensionali di intelligenza suprema e che nel nostro universo prendono la forma di… (a voi scoprirlo!); come i Vogon, razza di grigi e garruli buracrati, insensibili a tutto tranne che all’adulazione e alle loro insopportabili poesie, con le quali torturano chi capita loro a tiro; come Magrathea, il pianeta dove c’è la fabbrica di altri pianeti; o come il motore a propulsione a improbabilità infinita; o come Marvin, robot perennemente depresso. Questi solo per citarne alcuni.
Ma la grandezza di questo libercolo sta nel fatto che in filigrana possiamo leggere una critica alla nostra società, alle nostre idiosincrasie, ai nostri preconcetti; che smitizza con levità questioni di grande spessore come le domande esistenziali, con gusto tutto inglese; che lancia un forte messaggio ecologico individuando nella Terra il più potente computer mai creato e sottolineando un legame indissolubile fra il pianeta e i suoi abitanti, come un unico grande organismo che rieccheggia la Gea di mitica memoria.
Cito due frasi che danno un po’ l’idea di cosa aspetterà quei fortunati che si deciederanno a leggere questo libro:
- Penso sempre che la possibilità di scoprire cosa sta veramente succedendo siano così assurdamente remote che l’unica cosa da fare sia dire “chi se ne frega” e pensare semplicemente a tenersi occupati.
- La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda “Come facciamo a procurarci da mangiare?”, la seconda dalla domanda “Perché mangiamo?” e la terza dalla domanda “In quale ristorante pranziamo oggi?”
Sostiene Pereira
Una storia toccante, quella del dottor Pereira, in cerca di qualcosa che neppure lui sa definire bene finché un altro dottore non gli da il giusto indizio: deve chiudere i conti col suo passato e iniziare a “frequentare il futuro”, secondo una felice formula. E Pereira, anche se ancora non lo sa, av ... (continue)
Una storia toccante, quella del dottor Pereira, in cerca di qualcosa che neppure lui sa definire bene finché un altro dottore non gli da il giusto indizio: deve chiudere i conti col suo passato e iniziare a “frequentare il futuro”, secondo una felice formula. E Pereira, anche se ancora non lo sa, aveva già iniziato un percorso di cambiamento che lo avrebbe portato effettivamente a fare una scelta di campo se non di vita.
Come non affezionarsi ad un personaggio così, nel quale è facile identificarsi perché umanissimo? Le debolezze di Pereira (la pigrizia, la scarsa cura nel mangiare e nel bere, l’ossessione nostalgica per il passato) fanno da contraltare alle sue virtù (la curiosità intellettuale, la voglia di intessere relazioni umane, l’onestà, la bontà, l’altruismo) in un gioco di chiaroscuri davvero convincente che in poche pagine riesce a far emergere un personaggio a tutto tondo.
Lo stile di scrittura di Tabucchi, infine, è davvero scorrevole: l’uso delle virgole al posto delle virgolette per riportare gli stacchi dei dialoghi dei personaggi è nuovo per me e se non avessi sperimentato personalmente quanto non sia spiacevole e anzi quanto aiuti a mantenere il ritmo, ci avrei creduto a fatica.
C’è un po’ di Pereira in ognuno di noi.