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By John D. Barrow -
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- Difendere l'indifendibile (42)
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By Walter Block -
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By Norman Podhoretz -
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By Mauro Mellini -
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- La prenderemo per omicida (6)
- Caso Marta Russo: il dramma dell'Alletto
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By Alberto Beretta Anguissola, Alessandro Figà Talamanca -
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- La quarta dimensione (323)
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By Rudy Rucker -
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By Patricia Highsmith -
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By Paul Auster -
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L'unica vera sorpresa del libro è che anche Auster può deludere. Un libro privo di senso per chi non conosce già l'autore e fin troppo scontato per chi invece lo segue da tempo. Peccato, perché c'erano buone e premesse e belle immagini sparse tra le prime pagine.<br />Si tratta a mio avviso di ... (
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Feb 28, 2008 |
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Un libro sulla sessualità di Cristo non può che essere letto da ciascuno attraverso proprie particolari categorie interpretative ed emozionali: ci sarà di certo chi lo rifiuterà a priori, così come chi si scandalizzerà; altri magari cercheranno di smontarne le argomentazioni, e viceversa altri ancor ... (
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Feb 25, 2008 |
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“Nell’ordine sociale concepito dal Comitato, il paese prende possesso di ogni individuo alla nascita, e non lo lascia più fino alla morte; veglia sui suoi primi momenti, gli assicura il nutrimento e le cure della madre, gli tiene lontano qualsiasi cosa possa danneggiare la sua salute o indebolire la ... (
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Feb 25, 2008 |
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La fabbrica degli errori
Troppo spesso l’errore giudiziario viene considerato un evento trascurabile, elemento endemico di una giustizia che non potrà mai essere perfetta; in realtà, non tutti gli errori sono uguali, e se alcuni sono frutto del caso, altri non sono che il prodotto naturale di un sistema che non funziona e c ... (continue)
Troppo spesso l’errore giudiziario viene considerato un evento trascurabile, elemento endemico di una giustizia che non potrà mai essere perfetta; in realtà, non tutti gli errori sono uguali, e se alcuni sono frutto del caso, altri non sono che il prodotto naturale di un sistema che non funziona e che non viene sottoposto a controlli e revisioni: quello che Mauro Mellini, più volte deputato radicale, avvocato e già componente del Consiglio Superiore della Magistratura, definisce “La fabbrica degli errori” nel suo ultimo libro pubblicato dall’editore Koiné.
In questo “breviario di patologia giudiziaria”, come recita il sottotitolo, Mellini mette il luce la naturale predisposizione della giustizia italiana all’errore. Maxiprocessi, uso indiscriminato di pentiti come fonti di prove e norme volutamente ambigue sono solo alcuni elementi del quadro: ad amministrare il tutto ci sono infatti le persone, i magistrati sempre meno preparati, i P.M. mossi da ansie giustizialiste, la figura di giudici “lottatori” coinvolti di volta in volta in campagne tematiche antimafia, anticorruzione o antiterrorismo e, non ultimo, il “clima” sociale e politico che condiziona i processi.
Il sistema versa in condizioni talmente gravi, con processi legati a condizionamenti esterni di natura politica, culturale e sociale, che, secondo Mellini, “anche per la giustizia è il tempo l’unica medicina che, talvolta, può essere efficace, consentendo il diradarsi delle nebbie che le passioni fanno levare avanti agli occhi di chi giudica”. Un vero e proprio paradosso, acutamente rilevato dall’autore: la lunghezza eccessiva dei processi, uno dei grandi problemi della giustizia italiana, finisce per essere l’unica via di salvezza dall’errore definitivo.
Su tutti, un dato appare inquietante: i fatti da cui prende il via l’attenta analisi dell’autore sono noti a tutti, fanno parte delle cronache quotidiane. Eppure, si avverte nel Paese l’assenza di una vera cultura garantista e, accanto al triste proliferare di errori giudiziari, è decisamente scarsa la letteratura in materia; in questo senso è nostro auspicio che l’opera di Mellini non rappresenti solo una testimonianza, ma il punto di partenza per una seria e ampia riflessione su un’emergenza tutta italiana.