Allora. La trilogia di Kushiel, di cui "Il Dardo e la Rosa" è il volume d'apertura, credo che sia una saga davvero, davvero notevole e ben fatta... cortesemente, quindi, non me la si riduca -l'ho visto scrivere spesso- etichettandola semplicemente come "porno/fant
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Trilogia di Kushiel, volume primo.
Allora. La trilogia di Kushiel, di cui "Il Dardo e la Rosa" è il volume d'apertura, credo che sia una saga davvero, davvero notevole e ben fatta... cortesemente, quindi, non me la si riduca -l'ho visto scrivere spesso- etichettandola semplicemente come "porno/fantasy" e chi s'è visto s'è visto. Sì, la componente sensuale (e sessuale) in questi romanzi è ben presente: si copula, si copula spesso e in modalità che il comune senso del pudore occidentale non considera propriamente canoniche. Questo però è PROFONDAMENTE funzionale alla storia, alla natura della protagonista e al suo ruolo nella società che si descrive. Personalmente vedo molta più pornografia gratuita in tanta televisione odierna (tanto per dirne una) che non tra le pagine che raccontano di Phèdre la Cortigiana. E poi c'è MOLTO più del sesso, qui dentro. Devo ammettere che un paio di dettagli -di non secondaria importanza, dato che riguardano la costruzione del mondo in cui i romanzi sono ambientati- mi hanno lasciata un po' sconcertata: soprattutto, a distanza di mesi non ho ancora stabilito se questa faccenda di attribuire a Phèdre e ai suoi conterranei antenati di natura addirittura angelica sia stata una buona idea o, dopotutto, una gran fesseria. Ma al di là di queste perplessità c'è il fatto inoppugnabile che le storie della Carey sono ben costruite, ben raccontate, e soprattutto animate da due dei personaggi più splendidi che mi sia mai capitato di incrociare. Non uno, ben DUE! Drammaticamente opposti, e meravigliosamente complementari. Che meraviglia, Phèdre e Joscelin... anche solo per loro due, vale veramente la pena di smazzarsi tutta la trilogia.
Finalmente, complice un tremendo attacco di insonnia occorso qualche notte fa (leggi: Silvia impalata davanti alla sua libreria, tutti i volumi appetibili sono già stati letti una o più volte... dunque, disperata, la suddetta si volge agli scaffali appartenenti
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Saga della Torre Nera, primo volume.
Finalmente, complice un tremendo attacco di insonnia occorso qualche notte fa (leggi: Silvia impalata davanti alla sua libreria, tutti i volumi appetibili sono già stati letti una o più volte... dunque, disperata, la suddetta si volge agli scaffali appartenenti al moroso - che nel frattempo ronfa beato - e saccheggia da lì), mi sono decisa a prendere in mano una saga che da tempo immemore mi ero ripromessa di recuperare: quella del pistolero Roland, uscito nientemeno che dalla fantasia del Re.
E la sentenza di primo grado è: nettamente al di sotto delle aspettative. Ritmo lento e scrittura acerba, che "vuole darsi un tono" usando stratagemmi stilistici da intellettuale (tipo sintassi nominale e aggettivazione/uso di avverbi altisonanti) ma riuscendo solo, in effetti, a risultare un po' affettata.
In difesa di King si può dire che, ai tempi della stesura, era gggggioovane... insomma, avrà avuto bisogno pure lui del suo tempo per affinare lo stile. E quanto ai contenuti, vi dirò: sostanzialmente "L'ultimo cavaliere" è sì una palla al piede, ma io non mi fermo qui ed attacco anche il secondo volume. Se poco poco conosco King e la sua propensione per le storie LUNGHE, questo libro è solo un'enorme introduzione e il bello deve ancora cominciare...
Bel lavoro di fantascienza distopica; gran classicone di genere (anche se ormai un po' vintage) il lungometraggio che ne è stato tratto a metà Anni Settanta. Libro & film da recuperare per tutti i nerdacci appassionati di sci-fi tipo la sottoscritta.
Avviso all'utenza: NON vi buttate su questo ciclo prima di aver letto il precedente, per carità! Sono due storie strettamente interdipendenti, senza la base della prima saga (la "Kushiel's Trilogy") vi perdereste tutto il gusto.
Avviso all'utenza: NON vi buttate su questo ciclo prima di aver letto il precedente, per carità! Sono due storie strettamente interdipendenti, senza la base della prima saga (la "Kushiel's Trilogy") vi perdereste tutto il gusto.
Ok. Detto questo, c'è da aggiungere quasi solo una cosa: andatevi a smazzare la trilogia di Kushiel se ancora non l'avete fatto, e poi fiondatevi su questo nuovo ciclo. I tre romanzi di Phèdre, che hanno reso famosa la Carey, sono davvero notevoli; e l'esordio di quest'altro lavoro - ambientato qualche anno dopo e dipanato attraverso il filtro di un altro personaggio, già presente nell'ultimo volume della Kushiel's Trilogy e qui promosso al ruolo di protagonista - non perde un colpo.
Un parere più circostanziato verrà fornito alla gentile utenza una volta terminato il romanzo con la lettura della sua seconda parte (e che cojoni questo vizio dell'editoria italiana di smembrare i tomazzi fantasy di successo in due o più volumi); in ogni caso, qui azzarderei già da ora che DECISAMENTE il buongiorno si vede dal mattino...
Il dardo e la rosa
Trilogia di Kushiel, volume primo.
Allora.continue)
La trilogia di Kushiel, di cui "Il Dardo e la Rosa" è il volume d'apertura, credo che sia una saga davvero, davvero notevole e ben fatta... cortesemente, quindi, non me la si riduca -l'ho visto scrivere spesso- etichettandola semplicemente come "porno/fant ... (
Trilogia di Kushiel, volume primo.
Allora.
La trilogia di Kushiel, di cui "Il Dardo e la Rosa" è il volume d'apertura, credo che sia una saga davvero, davvero notevole e ben fatta... cortesemente, quindi, non me la si riduca -l'ho visto scrivere spesso- etichettandola semplicemente come "porno/fantasy" e chi s'è visto s'è visto.
Sì, la componente sensuale (e sessuale) in questi romanzi è ben presente: si copula, si copula spesso e in modalità che il comune senso del pudore occidentale non considera propriamente canoniche. Questo però è PROFONDAMENTE funzionale alla storia, alla natura della protagonista e al suo ruolo nella società che si descrive. Personalmente vedo molta più pornografia gratuita in tanta televisione odierna (tanto per dirne una) che non tra le pagine che raccontano di Phèdre la Cortigiana.
E poi c'è MOLTO più del sesso, qui dentro.
Devo ammettere che un paio di dettagli -di non secondaria importanza, dato che riguardano la costruzione del mondo in cui i romanzi sono ambientati- mi hanno lasciata un po' sconcertata: soprattutto, a distanza di mesi non ho ancora stabilito se questa faccenda di attribuire a Phèdre e ai suoi conterranei antenati di natura addirittura angelica sia stata una buona idea o, dopotutto, una gran fesseria. Ma al di là di queste perplessità c'è il fatto inoppugnabile che le storie della Carey sono ben costruite, ben raccontate, e soprattutto animate da due dei personaggi più splendidi che mi sia mai capitato di incrociare. Non uno, ben DUE! Drammaticamente opposti, e meravigliosamente complementari. Che meraviglia, Phèdre e Joscelin... anche solo per loro due, vale veramente la pena di smazzarsi tutta la trilogia.
L'ultimo cavaliere
Saga della Torre Nera, primo volume.
Finalmente, complice un tremendo attacco di insonnia occorso qualche notte fa (leggi: Silvia impalata davanti alla sua libreria, tutti i volumi appetibili sono già stati letti una o più volte... dunque, disperata, la suddetta si volge agli scaffali appartenenti ... (continue)
Saga della Torre Nera, primo volume.
Finalmente, complice un tremendo attacco di insonnia occorso qualche notte fa (leggi: Silvia impalata davanti alla sua libreria, tutti i volumi appetibili sono già stati letti una o più volte... dunque, disperata, la suddetta si volge agli scaffali appartenenti al moroso - che nel frattempo ronfa beato - e saccheggia da lì), mi sono decisa a prendere in mano una saga che da tempo immemore mi ero ripromessa di recuperare: quella del pistolero Roland, uscito nientemeno che dalla fantasia del Re.
E la sentenza di primo grado è: nettamente al di sotto delle aspettative. Ritmo lento e scrittura acerba, che "vuole darsi un tono" usando stratagemmi stilistici da intellettuale (tipo sintassi nominale e aggettivazione/uso di avverbi altisonanti) ma riuscendo solo, in effetti, a risultare un po' affettata.
In difesa di King si può dire che, ai tempi della stesura, era gggggioovane... insomma, avrà avuto bisogno pure lui del suo tempo per affinare lo stile.
E quanto ai contenuti, vi dirò: sostanzialmente "L'ultimo cavaliere" è sì una palla al piede, ma io non mi fermo qui ed attacco anche il secondo volume. Se poco poco conosco King e la sua propensione per le storie LUNGHE, questo libro è solo un'enorme introduzione e il bello deve ancora cominciare...
Il padiglione sulle dune
Non all'altezza dello Stevenson "Tusitala", quello di Doc Jekyll e Long John Silver. Opaco.
La fuga di Logan
Bel lavoro di fantascienza distopica; gran classicone di genere (anche se ormai un po' vintage) il lungometraggio che ne è stato tratto a metà Anni Settanta. Libro & film da recuperare per tutti i nerdacci appassionati di sci-fi tipo la sottoscritta.
Il trono e la stirpe
Trilogia di Imriel, primo volume, prima parte.
Avviso all'utenza: NON vi buttate su questo ciclo prima di aver letto il precedente, per carità! Sono due storie strettamente interdipendenti, senza la base della prima saga (la "Kushiel's Trilogy") vi perdereste tutto il gusto.
Ok. Detto questo, c'è ... (continue)
Trilogia di Imriel, primo volume, prima parte.
Avviso all'utenza: NON vi buttate su questo ciclo prima di aver letto il precedente, per carità! Sono due storie strettamente interdipendenti, senza la base della prima saga (la "Kushiel's Trilogy") vi perdereste tutto il gusto.
Ok. Detto questo, c'è da aggiungere quasi solo una cosa: andatevi a smazzare la trilogia di Kushiel se ancora non l'avete fatto, e poi fiondatevi su questo nuovo ciclo. I tre romanzi di Phèdre, che hanno reso famosa la Carey, sono davvero notevoli; e l'esordio di quest'altro lavoro - ambientato qualche anno dopo e dipanato attraverso il filtro di un altro personaggio, già presente nell'ultimo volume della Kushiel's Trilogy e qui promosso al ruolo di protagonista - non perde un colpo.
Un parere più circostanziato verrà fornito alla gentile utenza una volta terminato il romanzo con la lettura della sua seconda parte (e che cojoni questo vizio dell'editoria italiana di smembrare i tomazzi fantasy di successo in due o più volumi); in ogni caso, qui azzarderei già da ora che DECISAMENTE il buongiorno si vede dal mattino...