Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume terzo.
Thriller fantascientifico comunque molto buono, che però a mio parere non mantiene gli altissimi livelli dei precedenti: un pizzico di suspence in meno, ritmo lievemente più lento, qualche azzardo che sembra quasi cozzare con le leggi di rel
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Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume terzo.
Thriller fantascientifico comunque molto buono, che però a mio parere non mantiene gli altissimi livelli dei precedenti: un pizzico di suspence in meno, ritmo lievemente più lento, qualche azzardo che sembra quasi cozzare con le leggi di relazione tra umani e robot che l'autore aveva delineato nei primi due volumi.
Ma nonostante ciò, oh lettore che giungi a questo tomo dopo esserti bevuto (come la sottoscritta) tutto il Ciclo delle Fondazioni e magari anche qualche racconto dei Robot, sii comunque fiducioso e lieto!... Leggiti questo libro, e nel tuo cervello tutti i pezzi del mondo di Asimov andranno al loro posto: Leggi della Robotica, Legge Zero, psicostoria e tutto l'armamentario, ogni cosa troverà un proprio posticino nel quadro generale che all'improvviso ti si dipingerà in testa. Un'innegabile, mastodontica, pazzesca FIGATA.
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume secondo.
Il migliore della saga, e in assoluto uno dei migliori romanzi sci-fi che mi siano passati sottomano; uno di quei libri di fantascienza da consigliare soprattutto a chi non legge fantascienza, assieme al volume ("Abissi d'Acciao", ndr) che
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Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume secondo.
Il migliore della saga, e in assoluto uno dei migliori romanzi sci-fi che mi siano passati sottomano; uno di quei libri di fantascienza da consigliare soprattutto a chi non legge fantascienza, assieme al volume ("Abissi d'Acciao", ndr) che immediatamente lo precede. E poi la chiamano letteratura di serie B... Sra-to-sfe-ri-co. Anzi... roba di un altro pianeta ;-)
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume primo.
Gran classicone della science-fiction: assieme agli altri tre volumi che costituiscono il Ciclo dei romanzi degli Spaziali, è decisamente da considerarsi una pietra miliare per gli amanti del genere (oh, beh... io considero in questo modo un
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Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume primo.
Gran classicone della science-fiction: assieme agli altri tre volumi che costituiscono il Ciclo dei romanzi degli Spaziali, è decisamente da considerarsi una pietra miliare per gli amanti del genere (oh, beh... io considero in questo modo un po' tutta la produzione dello zio Isaac, ma tant'è...). Ottima la commistione di generi: l'ambientazione è fantascientifica, la linea narrativa invece si dipana sotto forma di una detective-story. Ottimo il protagonista: Elijah Baley è un personaggio né troppo "eroe" né troppo "anti-eroe", un uomo credibile che conquista fin da subito l'affetto del lettore. E poi beh. I robot, quelli VERI, quelli meglio caratterizzati in assoluto, sono le creature positroniche plasmate dal genio immaginifico di Asimov: non ce ne sono di più fighi, in tutta la storia della sci-fi. Chevvelodicoaffare.
Cribbio, bisognerebbe fare una legge: impediamo a chi scrive Soft SCI-FI di scendere al di sotto delle 150 pagine! Mi esaspera oltremodo il fatto che Vance crei un mondo con un sacco di materiale sociologico interessante su cui poter ragionare -lontanissimi discendenti
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Ottimi spunti, ma POCA ROBA!
Cribbio, bisognerebbe fare una legge: impediamo a chi scrive Soft SCI-FI di scendere al di sotto delle 150 pagine! Mi esaspera oltremodo il fatto che Vance crei un mondo con un sacco di materiale sociologico interessante su cui poter ragionare -lontanissimi discendenti di esploratori spaziali tornati sulla Terra, razze aliene introdotte sul pianeta, struttura sociale di tipo nettamente feudale e via discorrendo - e poi non mi approfondisca un bel niente di tutto ciò, concludendo il racconto in 60 pagine striminzite... è altamente frustrante :-/
Piacevole, per carità. Però, quanto a relazioni tra personaggi, ho avuto la netta sensazione di trovarmi davanti a roba già sentita altrove... si veda, a titolo di confronto, la coppia lui/lei in "Un cadavere di troppo": qui i ruoli sono invertiti ma per il resto ci siamo, la situazione è tale e qua
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Piacevole, per carità. Però, quanto a relazioni tra personaggi, ho avuto la netta sensazione di trovarmi davanti a roba già sentita altrove... si veda, a titolo di confronto, la coppia lui/lei in "Un cadavere di troppo": qui i ruoli sono invertiti ma per il resto ci siamo, la situazione è tale e quale. Quando si ripesca nel proprio repertorio, solitamente vuol dire che le idee son pochine... e in effetti anche la trama "gialla" del racconto (che non è, in sè, granché appassionante) sembra confermare questa prima impressione. Giudizio: appena sufficiente. Il libro si salva grazie alle descrizioni psicologiche dei personaggi, che trovo davvero valide.
I robot dell'alba
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume terzo.
Thriller fantascientifico comunque molto buono, che però a mio parere non mantiene gli altissimi livelli dei precedenti: un pizzico di suspence in meno, ritmo lievemente più lento, qualche azzardo che sembra quasi cozzare con le leggi di rel ... (continue)
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume terzo.
Thriller fantascientifico comunque molto buono, che però a mio parere non mantiene gli altissimi livelli dei precedenti: un pizzico di suspence in meno, ritmo lievemente più lento, qualche azzardo che sembra quasi cozzare con le leggi di relazione tra umani e robot che l'autore aveva delineato nei primi due volumi.
Ma nonostante ciò, oh lettore che giungi a questo tomo dopo esserti bevuto (come la sottoscritta) tutto il Ciclo delle Fondazioni e magari anche qualche racconto dei Robot, sii comunque fiducioso e lieto!... Leggiti questo libro, e nel tuo cervello tutti i pezzi del mondo di Asimov andranno al loro posto: Leggi della Robotica, Legge Zero, psicostoria e tutto l'armamentario, ogni cosa troverà un proprio posticino nel quadro generale che all'improvviso ti si dipingerà in testa. Un'innegabile, mastodontica, pazzesca FIGATA.
Il sole nudo
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume secondo.
Il migliore della saga, e in assoluto uno dei migliori romanzi sci-fi che mi siano passati sottomano; uno di quei libri di fantascienza da consigliare soprattutto a chi non legge fantascienza, assieme al volume ("Abissi d'Acciao", ndr) che ... (continue)
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume secondo.
Il migliore della saga, e in assoluto uno dei migliori romanzi sci-fi che mi siano passati sottomano; uno di quei libri di fantascienza da consigliare soprattutto a chi non legge fantascienza, assieme al volume ("Abissi d'Acciao", ndr) che immediatamente lo precede. E poi la chiamano letteratura di serie B...
Sra-to-sfe-ri-co. Anzi... roba di un altro pianeta ;-)
Abissi d'acciaio
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume primo.
Gran classicone della science-fiction: assieme agli altri tre volumi che costituiscono il Ciclo dei romanzi degli Spaziali, è decisamente da considerarsi una pietra miliare per gli amanti del genere (oh, beh... io considero in questo modo un ... (continue)
Ciclo dei Robot, i Romanzi degli Spaziali - volume primo.
Gran classicone della science-fiction: assieme agli altri tre volumi che costituiscono il Ciclo dei romanzi degli Spaziali, è decisamente da considerarsi una pietra miliare per gli amanti del genere (oh, beh... io considero in questo modo un po' tutta la produzione dello zio Isaac, ma tant'è...).
Ottima la commistione di generi: l'ambientazione è fantascientifica, la linea narrativa invece si dipana sotto forma di una detective-story.
Ottimo il protagonista: Elijah Baley è un personaggio né troppo "eroe" né troppo "anti-eroe", un uomo credibile che conquista fin da subito l'affetto del lettore.
E poi beh. I robot, quelli VERI, quelli meglio caratterizzati in assoluto, sono le creature positroniche plasmate dal genio immaginifico di Asimov: non ce ne sono di più fighi, in tutta la storia della sci-fi. Chevvelodicoaffare.
L'ultimo castello
Ottimi spunti, ma POCA ROBA!
Cribbio, bisognerebbe fare una legge: impediamo a chi scrive Soft SCI-FI di scendere al di sotto delle 150 pagine! Mi esaspera oltremodo il fatto che Vance crei un mondo con un sacco di materiale sociologico interessante su cui poter ragionare -lontanissimi discendenti ... (continue)
Ottimi spunti, ma POCA ROBA!
Cribbio, bisognerebbe fare una legge: impediamo a chi scrive Soft SCI-FI di scendere al di sotto delle 150 pagine! Mi esaspera oltremodo il fatto che Vance crei un mondo con un sacco di materiale sociologico interessante su cui poter ragionare -lontanissimi discendenti di esploratori spaziali tornati sulla Terra, razze aliene introdotte sul pianeta, struttura sociale di tipo nettamente feudale e via discorrendo - e poi non mi approfondisca un bel niente di tutto ciò, concludendo il racconto in 60 pagine striminzite... è altamente frustrante :-/
Il corvo dell'abbazia
Piacevole, per carità. Però, quanto a relazioni tra personaggi, ho avuto la netta sensazione di trovarmi davanti a roba già sentita altrove... si veda, a titolo di confronto, la coppia lui/lei in "Un cadavere di troppo": qui i ruoli sono invertiti ma per il resto ci siamo, la situazione è tale e qua ... (continue)
Piacevole, per carità. Però, quanto a relazioni tra personaggi, ho avuto la netta sensazione di trovarmi davanti a roba già sentita altrove... si veda, a titolo di confronto, la coppia lui/lei in "Un cadavere di troppo": qui i ruoli sono invertiti ma per il resto ci siamo, la situazione è tale e quale.
Quando si ripesca nel proprio repertorio, solitamente vuol dire che le idee son pochine... e in effetti anche la trama "gialla" del racconto (che non è, in sè, granché appassionante) sembra confermare questa prima impressione. Giudizio: appena sufficiente. Il libro si salva grazie alle descrizioni psicologiche dei personaggi, che trovo davvero valide.