Mhmhmhm, non so. Lessi questo libro a qualcosa come 14 anni, su una vecchia edizione della Nord recuperata in biblioteca, e ricordo bene che Elric mi sembrò un personaggio splendido; poi per molto tempo i libri di Moorcock non mi ricapitarono in mano e la storia di Stormbringer finì un po' nel dimen
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Mhmhmhm, non so. Lessi questo libro a qualcosa come 14 anni, su una vecchia edizione della Nord recuperata in biblioteca, e ricordo bene che Elric mi sembrò un personaggio splendido; poi per molto tempo i libri di Moorcock non mi ricapitarono in mano e la storia di Stormbringer finì un po' nel dimenticatoio. Dopo più di un quindicennio mi risolvo a recuperare finalmente tutta la saga, sicura al 100% di trovarla esaltante come poche altre cose... e mah... rileggo il primo libro ed è dispersivo, frammentato, non cattura più di tanto. E che è 'sta storia?! Io volevo essere trasportata via dalla tempesta, questo mi è sembrato a malapena un venticello. Che faccio, do un'altra chance e proseguo col secondo tomo?
Disumanizzante, disumanizzato e privo di pietà come pochi, con una scrittura scarna al limite del tollerabile. Ancora non lo so ben dire, se "mi sia piaciuto" nel senso letterale dell'espressione, ma suppongo di potergli comunque fare un grosso complimento: ho idea che "La strada" sia tra le storie
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Disumanizzante, disumanizzato e privo di pietà come pochi, con una scrittura scarna al limite del tollerabile. Ancora non lo so ben dire, se "mi sia piaciuto" nel senso letterale dell'espressione, ma suppongo di potergli comunque fare un grosso complimento: ho idea che "La strada" sia tra le storie che meglio e con minor margine d'errore immaginano quel che succederebbe alla società umana dopo un'eventuale catastrofe nucleare. Niente più "società", niente più "umanità", niente di niente salvo un ostinato e quasi animalesco senso di protezione per la propria progenie. Agghiacciante.
Forse il meno convincente della trilogia quanto a tematiche trattate: il viaggio alla ricerca del vero Nome di Dio; i personaggi coinvolti in un mega-conflitto tra Bene e Male di zoroastriana memoria... insomma, si vira un tantino troppo sul teologico/mistico per
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Trilogia di Kushiel, volume terzo.
Forse il meno convincente della trilogia quanto a tematiche trattate: il viaggio alla ricerca del vero Nome di Dio; i personaggi coinvolti in un mega-conflitto tra Bene e Male di zoroastriana memoria... insomma, si vira un tantino troppo sul teologico/mistico per i miei gusti. Nonostante ciò, libro da leggersi: per la soddisfazione di terminare una saga nel complesso molto buona e per godersi un'ultima volta gli splendidi Phèdre e Joscelin, il cui rapporto matura ulteriormente.
Eh, e io che dicevo... qua le cose cominciano a farsi interessanti. Come sospettavo, "L'ultimo cavaliere" è considerabile come una luuunga introduzione alla storia vera e propria: non fatevi scoraggiare dal ritmo lento del primo libro, date alla saga di King u
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Saga della Torre Nera, secondo volume.
Eh, e io che dicevo... qua le cose cominciano a farsi interessanti. Come sospettavo, "L'ultimo cavaliere" è considerabile come una luuunga introduzione alla storia vera e propria: non fatevi scoraggiare dal ritmo lento del primo libro, date alla saga di King una seconda chance (ehi... stiamo parlando di King, eh, gliela si dovrebbe dare a prescindere) e vedrete che ne sarà valsa la pena. Bevuto in DUE GIORNI DUE -oh, quanto amo i rari periodi in cui posso permettermi di tenere i gloriosi ritmi di lettura della gioventù- e molto apprezzato, soprattutto per quanto riguarda il gran modo di presentare i personaggi e la loro psicologia a dir poco contorta. Bene Stephen, bravo, bis. E via col terzo tomo!
Ah, bello, il migliore della trilogia. La lettura del primo volume mi aveva lasciata un po' perplessa su quelle che erano state le scelte della Carey nel costruire l'ambientazione: il suo mondo "altro", eppure così profondamente rifacentesi (nei toponimi, nei tr
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Trilogia di Kushiel, volume secondo.
Ah, bello, il migliore della trilogia. La lettura del primo volume mi aveva lasciata un po' perplessa su quelle che erano state le scelte della Carey nel costruire l'ambientazione: il suo mondo "altro", eppure così profondamente rifacentesi (nei toponimi, nei tratti etnografici, nei rapporti di potere tra diversi regni, nei trascorsi storici) all'Europa del tardo Medioevo non mi aveva pienamente convinto. Dopo aver finito "La Prescelta e l'Erede", ho invece stabilito che quella dell'autrice è stata una buona idea, per lo meno dal punto di vista di un lettore europeo: il fatto che il mondo di Terre d'Ange e dintorni sia così strettamente legato al mio orizzonte culturale ha potenziato, e di molto, il potere evocativo della narrazione. E poi: ottimamente costruito l'intrigo che la protagonista si trova a dover dipanare; di notevole fascino la scenografia principale che fa da sfondo alla storia, direttamente ispirata alla Venezia dei Dogi; di grande spessore l'evoluzione del rapporto tra Phèdre e Joscelin, che viene messo a durissima prova dagli eventi. Promosso a pienissimi voti, che altro vi devo dire...
La saga di Elric di Melniboné (vol. 1)
Mhmhmhm, non so. Lessi questo libro a qualcosa come 14 anni, su una vecchia edizione della Nord recuperata in biblioteca, e ricordo bene che Elric mi sembrò un personaggio splendido; poi per molto tempo i libri di Moorcock non mi ricapitarono in mano e la storia di Stormbringer finì un po' nel dimen ... (continue)
Mhmhmhm, non so. Lessi questo libro a qualcosa come 14 anni, su una vecchia edizione della Nord recuperata in biblioteca, e ricordo bene che Elric mi sembrò un personaggio splendido; poi per molto tempo i libri di Moorcock non mi ricapitarono in mano e la storia di Stormbringer finì un po' nel dimenticatoio.
Dopo più di un quindicennio mi risolvo a recuperare finalmente tutta la saga, sicura al 100% di trovarla esaltante come poche altre cose... e mah... rileggo il primo libro ed è dispersivo, frammentato, non cattura più di tanto. E che è 'sta storia?! Io volevo essere trasportata via dalla tempesta, questo mi è sembrato a malapena un venticello. Che faccio, do un'altra chance e proseguo col secondo tomo?
La strada
Disumanizzante, disumanizzato e privo di pietà come pochi, con una scrittura scarna al limite del tollerabile.continue)
Ancora non lo so ben dire, se "mi sia piaciuto" nel senso letterale dell'espressione, ma suppongo di potergli comunque fare un grosso complimento: ho idea che "La strada" sia tra le storie ... (
Disumanizzante, disumanizzato e privo di pietà come pochi, con una scrittura scarna al limite del tollerabile.
Ancora non lo so ben dire, se "mi sia piaciuto" nel senso letterale dell'espressione, ma suppongo di potergli comunque fare un grosso complimento: ho idea che "La strada" sia tra le storie che meglio e con minor margine d'errore immaginano quel che succederebbe alla società umana dopo un'eventuale catastrofe nucleare. Niente più "società", niente più "umanità", niente di niente salvo un ostinato e quasi animalesco senso di protezione per la propria progenie. Agghiacciante.
La maschera e le tenebre
Trilogia di Kushiel, volume terzo.
Forse il meno convincente della trilogia quanto a tematiche trattate: il viaggio alla ricerca del vero Nome di Dio; i personaggi coinvolti in un mega-conflitto tra Bene e Male di zoroastriana memoria... insomma, si vira un tantino troppo sul teologico/mistico per ... (continue)
Trilogia di Kushiel, volume terzo.
Forse il meno convincente della trilogia quanto a tematiche trattate: il viaggio alla ricerca del vero Nome di Dio; i personaggi coinvolti in un mega-conflitto tra Bene e Male di zoroastriana memoria... insomma, si vira un tantino troppo sul teologico/mistico per i miei gusti.
Nonostante ciò, libro da leggersi: per la soddisfazione di terminare una saga nel complesso molto buona e per godersi un'ultima volta gli splendidi Phèdre e Joscelin, il cui rapporto matura ulteriormente.
La chiamata dei tre
Saga della Torre Nera, secondo volume.
Eh, e io che dicevo... qua le cose cominciano a farsi interessanti. Come sospettavo, "L'ultimo cavaliere" è considerabile come una luuunga introduzione alla storia vera e propria: non fatevi scoraggiare dal ritmo lento del primo libro, date alla saga di King u ... (continue)
Saga della Torre Nera, secondo volume.
Eh, e io che dicevo... qua le cose cominciano a farsi interessanti. Come sospettavo, "L'ultimo cavaliere" è considerabile come una luuunga introduzione alla storia vera e propria: non fatevi scoraggiare dal ritmo lento del primo libro, date alla saga di King una seconda chance (ehi... stiamo parlando di King, eh, gliela si dovrebbe dare a prescindere) e vedrete che ne sarà valsa la pena. Bevuto in DUE GIORNI DUE -oh, quanto amo i rari periodi in cui posso permettermi di tenere i gloriosi ritmi di lettura della gioventù- e molto apprezzato, soprattutto per quanto riguarda il gran modo di presentare i personaggi e la loro psicologia a dir poco contorta. Bene Stephen, bravo, bis. E via col terzo tomo!
La prescelta e l'erede
Trilogia di Kushiel, volume secondo.
Ah, bello, il migliore della trilogia. La lettura del primo volume mi aveva lasciata un po' perplessa su quelle che erano state le scelte della Carey nel costruire l'ambientazione: il suo mondo "altro", eppure così profondamente rifacentesi (nei toponimi, nei tr ... (continue)
Trilogia di Kushiel, volume secondo.
Ah, bello, il migliore della trilogia. La lettura del primo volume mi aveva lasciata un po' perplessa su quelle che erano state le scelte della Carey nel costruire l'ambientazione: il suo mondo "altro", eppure così profondamente rifacentesi (nei toponimi, nei tratti etnografici, nei rapporti di potere tra diversi regni, nei trascorsi storici) all'Europa del tardo Medioevo non mi aveva pienamente convinto. Dopo aver finito "La Prescelta e l'Erede", ho invece stabilito che quella dell'autrice è stata una buona idea, per lo meno dal punto di vista di un lettore europeo: il fatto che il mondo di Terre d'Ange e dintorni sia così strettamente legato al mio orizzonte culturale ha potenziato, e di molto, il potere evocativo della narrazione.
E poi: ottimamente costruito l'intrigo che la protagonista si trova a dover dipanare; di notevole fascino la scenografia principale che fa da sfondo alla storia, direttamente ispirata alla Venezia dei Dogi; di grande spessore l'evoluzione del rapporto tra Phèdre e Joscelin, che viene messo a durissima prova dagli eventi. Promosso a pienissimi voti, che altro vi devo dire...