-
All books
-
-
-
- E poi (147)
-
By Soseki Natsume -
Reading
-
-
-
-
- L'anticristo (45)
-
By Joseph Roth -
Reading
-
-
-
-
- Le mani sul TG1 (31)
- Da Vespa a Minzolini: l'ammiraglia RAI in guerra
-
By Giulio Borrelli -
Reading
-
-
-
-
- Stuart (71)
- Una vita al contrario
-
By Alexander Masters -
Reading
-
-
-
-
- Sulla strada (21024)
-
By Jack Kerouac -
Reading
-
-
-
-
- Oceano mare (24701)
-
By Alessandro Baricco -
Finished on Feb 24, 2010 




-
-
-
-
- Che la festa cominci (9223)
-
By Niccolo Ammaniti -
Finished on Feb 11, 2010 




-
-
-
-
- 1Q84 (3213)
- Libro 3: Ottobre-dicembre
-
By Haruki Murakami -
Finished 




-
-
-
-
- Se tu avessi parlato Desdemona (29)
- Discorsi immaginari di donne arrabbiate
-
By Christine Brückner -
Finished 




-
-
-
-
- Ti volevo dire (33)
-
By Daniele Bresciani -
Finished 




-
-
-
-
- Volevo i pantaloni (2385)
-
By Lara Cardella -
Finished 




-
-
-
-
- Questo non è amore (20)
- Venti storie raccontano la violenza domestica sulle donne
-
By AA.VV. -
Finished 




-
-
-
-
- Se questi sono gli uomini (205)
- Italia 2012, la strage delle donne
-
By Riccardo Iacona -
Finished 




-
-
-
-
- Lady Susan (1344)
-
By Jane Austen -
Finished 




-
-
-
-
- La settima onda (1871)
-
By Daniel Glattauer -
Finished 




-
-




-
La degna conclusione per "Le ho mai raccontato del vento del Nord". Con il precedente condivide non solo i protagonisti e lo stile, ma anche la leggerezza, la poesia e la sensazione di realtà che lo pervade. Alcune frasi sarebbero da incorniciare e regalare alle persone che ci circondano perché hann ... (
continue ) -
—
Feb 3, 2013 |
Add your feedback
-
Che la festa cominci
Romanzo complicato. È un’esasperazione critica della realtà.continue)
Racconta di un parvenu, Sasà Chiatti, e della festa che ha organizzato per inaugurare la sua nuova “casa”, Villa Ada. Questa dovrà essere il party più importante e spettacolare dell’anno, se non del secolo. E così sarà, anche se per mot ... (
Romanzo complicato. È un’esasperazione critica della realtà.
Racconta di un parvenu, Sasà Chiatti, e della festa che ha organizzato per inaugurare la sua nuova “casa”, Villa Ada. Questa dovrà essere il party più importante e spettacolare dell’anno, se non del secolo. E così sarà, anche se per motivi opposti a quelli immaginati dall’organizzatore.
Villa Ada fa da palcoscenico a una serie di colpi di scena, in cui i protagonisti sono scrittori più o meno affermati, giovani veline e calciatori, attori e cantanti, in pieno stile “italiano”. Ma la storia non racconta solo della frivolezza della nostra società, che si preoccupa solo di apparire e che crede solo nell’immagine e nella bellezza. Di contro c’è chi cerca di sfuggire a questa società e lo fa immolandosi a Satana. Ammaniti racconta, o almeno cerca di farlo, cosa c’è dietro queste scelte.
Punto debole del romanzo è l’eccessiva esasperazione. I fatti raccontati sono così irreali ed improbabili da far perdere forza e credibilità al romanzo stesso. Anche il finale mi ha lasciato un po’ perplessa; avrei preferito una maggiore chiarezza.
Il punto forte sta sicuramente nella scrittura ironica; il libro si legge in modo molto scorrevole. Ammaniti riesce a cogliere i vizi della nostra società e li racconta senza tanti filtri. Bellissimo, a mio avviso, l’episodio che riguarda gli atleti russi; durante le Olimpiadi di Roma del 1960 approfittano della festa organizzata per la vittoria sugli Usa nel medagliere e scappano per sfuggire al regime sovietico. Si autocondannano ad una “vita” vissuta sottoterra. Per loro la libertà intellettuale è più importante di quella fisica.