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This comment contains spoilers! *** 



Trompe-l’œil d’amour -
Va da sé che il sessantatreenne Virgil Oldman - personaggio principale del romanzo (e del film) La miglior offerta del regista Giuseppe Tornatore - abbia, per molti aspetti, parecchio in comune coll’Antonio Dorigo, cinquantenne (o giù di lì) protagonista del buzzatiano Un amore (1963) ... (
continue ) -
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Feb 10, 2013 |
1 feedback
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L'amore invisibile
Come in altri suoi libri costituiti da racconti anche in questo - compostone da cinque - fa da sottile filo conduttore un tema, quello dell’Architettura segreta: è lo stesso Schmitt a dirlo o, meglio, a scriverlo nelle su note finali, un diario - che lui chiama “diario di bordo” interessante ... (continue)
Come in altri suoi libri costituiti da racconti anche in questo - compostone da cinque - fa da sottile filo conduttore un tema, quello dell’Architettura segreta: è lo stesso Schmitt a dirlo o, meglio, a scriverlo nelle su note finali, un diario - che lui chiama “diario di bordo” interessante e bello in sé - in cui spiega le circostanze, i pensieri, i puri casi che han portato alla genesi di ciascun racconto nonché, come si è detto, il tema (e altro) che li tiene legati, non facendone, in questo modo, una mera quanto eterogenea raccolta di storie. Pur tenendone conto (ne si potrebbe prescindere?), non si starà a ripetere qui ciò che meglio ha riferito l’autore. Vediamo piuttosto come si possa intendere questa recondita “architettura”. La si può intendere come il misterioso, tacito e, nei protagonisti, non sempre consapevole intreccio nelle loro vite di altre vite, anche di persone - e perfino animali e cose - che nemmeno conoscono o con le quali in qualche caso nemmeno comunicano; e che pure influenzano in maniera quasi esoterica le loro esistenze; e son tutti in qualche misura rapporti d’amore, invisibile, appunto; di qui il titolo.
Oppure la si potrebbe intendere come una sorta di variazione sulla tematica del doppio, non proprio inteso come lo troviamo nella letteratura (un titolo per tutti, The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde - 1886 - di R.L. Stevenson, ma ce e sono molti altri in tutte le letterature: si veda sull’argomento il fondamentale saggio di Otto Rank Der Doppelgänger del 1925) ma visto piuttosto come l’emotivamente vivace presenza di una mai svelata interiorità opposta a una ben conosciuta esteriorità: come dire: son tutt’altro da quello che vedi e ch’io mostro quotidianamente, benché non sia in grado a volte di comprenderne la natura nella sua essenza. E son proprio questi “angeli” più o meno sconosciuti che me la fan capire meglio o, addirittura, me la rivelano. Nel secondo racconto, per esempio, Il cane, sarà proprio la convivenza con questo amico dell’uomo a rivelare al protagonista - l’ebreo, dottor Heymann, sopravvissuto all’internamento nei campi di sterminio nazisti - la propria sotterranea e sotterrata ma potenziale umanità facendogli concludere che “un eroe è un uomo che cerca di essere uomo per tutta la vita, sia contro gli altri che contro se stesso”.
Sia le tematiche, che soprattutto l’originalità della fabula e il modo in qui quest’ultilma si dispiega nel’intreccio, fan di questi racconti una prova narrativa superba: lo si deve dire anche se non si è usi a dar giudizi sui testi utilizzando facili roboanti aggettivi ma è talvolta necessario farlo per evitare arzigogolate perifrasi che, con ogni probabilità, suonerebbero un pò di circostanza e, perciò, false. Questa è una di quelle volte.