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letteratura …
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- La migliore offerta (134)
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By Giuseppe Tornatore -
Finished on Jan 25, 2013 




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- Un amore (4267)
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By Dino Buzzati -
Finished on Jun 12, 2012 




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Dalla parte dei bambini -
Anche un po' cresciutelli ma pur sempre bambini. La storia è apparentemente semplice e abbastanza conosciuta. Antonio Dorigo, architetto, stimato scenografo milanese, è sempre stato quanto mai impacciato col gentil sesso tanto da essere sempre stato un uomo solo costretto a soddisfare le proprie esi ... (
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Jul 14, 2012 |
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- Le tigri di Mompracem (2211)
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By Emilio Salgari -
Finished 




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- Sostiene Pereira (14850)
- Una testimonianza
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By Antonio Tabucchi -
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- Tutta la vita (77)
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By Alberto Savinio -
Not Started
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- La spartizione (583)
- La comica avventura di un uomo diviso fra tre donne
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By Piero Chiara -
Finished on Jan 15, 2011 




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Piccoli uomini e piccole donne -
Benché le debolezze, i difetti, le passioni umane siano riscontrabili in ogni tempo e ad ogni latitudine (l'uomo è un “monotono universo” per il poeta Giuseppe Ungaretti), mi è difficile immaginare una vicenda simile in un'ambientazione diversa da quella in cui volle calarla e narrarla in maniera ... (
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Jan 17, 2011 |
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- Scritture a perdere (146)
- La letteratura negli anni zero
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By Giulio Ferroni -
Finished on Jun 6, 2010 




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Dov'è la Letteratura? -
Che sberle, ragazzi! Degne dei migliori Bud Spencer & Terence Hill. E non sono finte. In questo suo libro Ferroni mette a nudo senza delicatezze e pudori alcuni aspetti della macchina letteraria, sottolineando il connubio in essa insito tra marketing, mass-media e tutto quanto possa servire (e asser ... (
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Jun 7, 2010 |
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- Racconto d'autunno (450)
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By Tommaso Landolfi -
Finished on Jan 18, 2010 




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Il protagonista principale che racconta in prima persona questa storia (pubblicata nel 1947), si definisce un “bandito”, un “brigante”. Nel corso di una delle tante guerre, egli si ritrova solo, braccato da due eserciti, bisognoso di soccorso e asilo. In una valle, trova ed entra in una casa che, ... (
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Jan 21, 2010 |
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- Racconti fantastici (125)
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By Iginio Ugo Tarchetti -
Finished on Nov 10, 2009 




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Fantastico ottocentesco -
Quel che colpisce di questi Racconti fantastici dello scapigliato Iginio Ugo Tarchetti (1841-1869), è - ai giorni nostri, dopo più di un secolo – non tanto la fabula quanto lo stile. O, ancora più precisamente, la grafia delle parole, grafia che sarebbe per noi sbagliata: traccie, treccie, leggiero, ... (
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Nov 12, 2009 |
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- Sulle lagune (11)
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By Giovanni Verga -
Finished on Jan 9, 2010 




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Un siciliano in laguna: "Sulle lagune", Verga -
Dei grandi della Letteratura a scuola si riesce – il più delle volte – a dare un'introduzione non dico raffazzonata ma spesso, diciamo, “sintetica”, vale a dire, si fanno “le cose più importanti”; qualche pagina antologica, qualche racconto o novella, se va bene, un romanzo da leggere per intero ma ... (
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Jan 11, 2010 |
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- Il giorno del giudizio (1242)
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By Salvatore Satta -
Finished on Dec 11, 2012 




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La Letteratura che fa esistere -
La creazione artistica, e quindi anche quella letteraria, quando mostra in modo trasparente il suo nascere e divenire, davvero incanta. È esattamente quello che succede in questo romanzo del giurista sardo Salvatore Satta (1902-1975), romanzo che, quando fu pubblicato alla fine degli anni Ottanta d ... (
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Dec 24, 2012 |
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- La mandragola (3224)
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By Niccolò Machiavelli -
Finished 




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- L'amante militare (7)
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By Carlo Goldoni -
Finished 




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- Per conoscere Ungaretti (16)
- Antologia delle opere
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Finished 




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- La calandria (84)
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By Bibbiena -
Finished 




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La migliore offerta
***This comment contains spoilers! ***
Va da sé che il sessantatreenne Virgil Oldman - personaggio principale del romanzo (e del film) La miglior offerta del regista Giuseppe Tornatore - abbia, per molti aspetti, parecchio in comune coll’Antonio Dorigo, cinquantenne (o giù di lì) protagonista del buzzatiano Un amore (1963) ... (continue)
Va da sé che il sessantatreenne Virgil Oldman - personaggio principale del romanzo (e del film) La miglior offerta del regista Giuseppe Tornatore - abbia, per molti aspetti, parecchio in comune coll’Antonio Dorigo, cinquantenne (o giù di lì) protagonista del buzzatiano Un amore (1963).
Entrambi inseguono senza rendersene conto non una donna in carne (soprattutto) ed ossa (benché, di fatto lo facciano con conseguenze assai simili e, in ogni caso, emotivamente disastrate e disastrose), ma un’idea, si direbbe quasi un archetipo dell’Amore e di chi, per noi maschietti, ne è l’emblema. Per Dorigo è una scommessa nel voler credere in un possibile sentimento, nella sua bontà e nobiltà redentrice; per Mr Oldman, fine intenditore d’arte, nonché. rinomato battitore d’aste, è una vicenda che assume risvolti e connotazioni quasi del tutto estetici che gli sembrano trasformarsi in reali sentimenti ed emozioni tali da cambiargli la vita (L'amore ci cambia la vita, cantava qualche anno fa Gianni Morandi); vicenda tuttavia, che, purtroppo si rivelerà per lui quello che potremmo chiamare trompe-l’œil d’amore.
Che la sua sia un’esperienza più estetica che sentimentale, lo si desume già dal suo rinchiudersi nel riservato e segreto caveau per ammirare la sua collezione di 279 ritratti di donna aventi tutti l’ottica peculiarità di ricambiare il suo sguardo. Un altro trompe-l’œil; che continua quando il destino timidamente si annuncia con la voce della giovane Claire Ibbetson; una voce (al telefono, dietro ad una porta) ben s’intenda, non un corpo. È la voce di una donna che, per lungo tempo, rimarrà invisibile, immaginaria e immaginata e che, per vedere, Virgil dovrà porre in atto il sotterfugio suggeritogli dal giovane amico Robert Larkin, meraviglioso aggiustatutto. Ma è di quell’idea di donna, sofferente di una grave forma d’agorafobia, che Virgil s’innamora, è la sua diversità il suo esser mistero che l’attrae; e tanto più egli si disfa del suo artefatto quanto protettivo bozzolo (fa sempre meno uso dei guanti che lo isolano simbolicamente dal contatto fisico col mondo; vuol comunicare e, di punto in bianco, per rimaner in contatto con Claire usa il sempre sdegnosamente snobbato telefonino, strumento principe, oggidì, della comunicazione globale; alla nuova conoscente porta persino dei fiori e, da ultimo, rinuncia alla tintura dei capelli, lasciando il loro naturale colore: il bianco: si noti la progressività degli eventi), tanto più in maniera inconsapevole quanto fiduciosa, si lascia irretire dall’artefatto esistenziale che qualcuno gli sta premeditatamente costruendo intorno: artefatto (fatto “ad arte”) che, sempre simbolicamente, egli vede costruire, compiacendosene, e che acquisirà le meccaniche sembianze del ricomposto automa di Jacques de Vaucanson (1709-1782), noto inventore francese su cui egli a suo tempo ha fatto la tesi di laurea e i cui strabilianti manufatti, stupirono pure François-Marie Arouet, più conosciuto come Voltaire. Alla fine, Mr Oldman il suo caveau lo vedrà “come una caverna vuota”. Già. La caverna delle Idee di Platone, e di Claire Ibbetson non gli rimarranno, appunto, che l’idea e il ritratto: il 280°. Ma la storia va oltre con le sorprese.
Come accennato più sopra, i momenti che segnano l’evoluzione e il cambiamento emotivi di Virgil Oldman - narrativamente e stilisticamente - sono scanditi ed evidenziati da fatti, eventi esteriori (l’usare meno i guanti, usare il telefoniono ecc.); siamo ben lontani dal groviglio di sensazioni, pensieri, emozioni dell’arch. Dorigo per descrivere il quale Buzzati dovette reinventare e utilizzare a modo suo il joyciano e woolfiano flusso di coscienza. I mutamenti di Virgil Oldman sono descritti visivamente: è l’esteriorità che indica cosa cambia nella sua ben protetta ed inaccessibile interiorità. In Un amore, al contrario è l’interiorità a determinare l’esteriorità, basti rileggersi quel fantastico cap. 18 in cui anche la sola illusione di un possibile amore corrisposto fa veder tutto en rose all’arch. Dorigo.
Come diverso è l’uso dell’ambientazione: un’imprecisata quanto non identificabile città nel romanzo di Tornatore: si accenna qua e là a Praga, e il ristorante in cui Oldman pranza nell’ultimo capitolo, dove i tavoli spuntano da un fitto reticolo di ingranaggi e marchingegni è emblematico del reticolo in cui egli è stato preso (irretito, avevamo detto: letteralmente: preso nella rete) a sua insaputa. Il tessuto urbano milanese è, invece, inscindibile e consustanziale ai personaggi e alla storia narrata nel romanzo di Buzzati. Oldman in quel ristorante praghese dice al cameriere di star aspettando una persona: è, probabilmente, una vera Claire Ibbetson, probabilmente, ancora, perché colei che si era fatta passare per questa donna gli aveva parlato di questa città per tanti risvolti misteriosa: val la pena ricordare che è la città del golem, un’altra sorta di automa; in ebraico moderno, guarda caso, significa proprio robot.
Aspettare una persona, ”la” persona, un evento, il tempo concepito come attesa è un tema che accomuna i due personaggi e richiama alla mente il grande Samuel Beckett con tutte le possibili sfaccettature: implicite ed esplicite.
È una scrittura visiva che richiama a alla mente altri scrittori la cui occupazione principale è, al pari di GiuseppeTornatore, quella di essere un regista: si pensi ad un altro Giuseppe che di cognome fa Avati e tutti chiamano Pupi Avati. È, quella di Tornatore una scrittura visiva sì, ma non necessariamente quanto, forse, paradossalmente, filmica: molti autori di bestseller sono assai più cinematografici di lui. In questo romanzo, è assai più narrativo e letterario di loro. La miglior offerta, con tutti i suoi trompe-l’œil è una metafora però del cinema: ciò che si riterrebbe vero è falso e ciò che è falso invece è vero. Risponde alla più nota delle affermazioni di Mr Oldman: “in ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico". Già: la sua solitudine, l’autentica falsità della sua storia.