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By Irene Nemirovsky -
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By Peter Cameron -
Finished on Nov 4, 2012 




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- Dove è sempre notte (28)
- Mondo noir n. 9
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By John Banville -
Finished on Oct 24, 2012 




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Anche nelle migliori famiglie -
John Banville è uno degli esponenti della contemporanea produzione letteraria inglese; irlandese, per la precisione, visto che è nato 67 anni fa a Wexford. Romanziere, drammaturgo, critico letterario, dal 2006 con lo pseudonimo di Benjamin Black, si diletta a scrivere romanzi più o meno noir aventi ... (
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Nov 4, 2012 |
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- Slow Man (381)
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By J. M. Coetzee -
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- Elizabeth Costello (456)
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By J. M. Coetzee -
Finished on Aug 22, 2012 




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Saggi messi in cornice -
Ecco come trasformare ciò che avrebbe potuto essere soltanto una raccolta di saggi o testi di conferenze su argomenti vari in un romanzo che non avrebbe probabilmente nulla in contrario nel sentirsi definire in qualche misura filosofico. Il trucco consiste nel metterli in una cornice narrativa cre ... (
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Aug 23, 2012 |
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- La vita e il tempo di Michael K (348)
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By J. M. Coetzee -
Finished on Aug 12, 2012 




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La vita e il tempo di Michael K




Un Mahatma sudafricano -
Desolazione. Dell’anima, del corpo del luogo. Questa è la sensazione che questo libro del 1983 di John Maxwell Coetzee - scrittore sudafricano in lingua Inglese, premio nobel nel 2003 - trasmette con insinstenza, almeno nella prima delle tre parti di cui è costituito il volume.
In essa, seguiamo le ... (continue ) -
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Aug 18, 2012 |
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- Opere (574)
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Coral Glynn
È l'ultimo lavoro dello statunitense Peter Cameron che già si è fatto conoscere e apprezzare soprattutto per due suoi precedenti romanzi divenuti successivamente film: Quella sera dorata (The City of Your Final Destination, 2002 - film di James Ivory nel 2009 con Anthony Hopkins) e ... (continue)
È l'ultimo lavoro dello statunitense Peter Cameron che già si è fatto conoscere e apprezzare soprattutto per due suoi precedenti romanzi divenuti successivamente film: Quella sera dorata (The City of Your Final Destination, 2002 - film di James Ivory nel 2009 con Anthony Hopkins) e Un giorno questo dolore ti sarà utile (Someday This Pain Will Be Useful to You, 2007- film nel 2011 per la egia dsel nostro Roberto Faenza).
In questo romanzo vengono raccontate le tristi vicende di una parte della vita di Coral Glynn. Per guadagnarsi da vivere fa l’infermiera: ma non all’ospedale: lei presta servizio privato a domicilio, sovente al capezzale di anziani malati terminali. È giovane, bella, sola, inesperta e ingenua e, per questo, preda di soprusi che al giorno d’oggi verrebbero denunciati e sanzionati in quanto reati. Ma all’inizio della storia eravamo nella primavera del 1950 e le cose andavano diversamente. Le ragazze, specialmente del tipo e della condizione di Coral erano spesso oggetto delle mire non tanto caritatevoli e benevoli di certi uomini senza scrupoli.
Per il lavoro che svolge, Miss Glynn viene fatalmente a contatto con le più svariate tipologie di persone: non solo con i malati che accudisce e cura ma, anche, con i loro famigliari. E nella primavera del ‘50, appunto, incontra il maggiore Clement Hart, figlio della paziente a cui lei deve badare. È anche lui un uomo solo e malato a causa di ferite di guerra che gli han bruciato parte della pelle e lo han reso claudicante. Un uomo solo più una donna sola in una tetra villa isolata nella campagna inglese possono far pensare ad un amore spontaneo quanto inevitabile: purtroppo, nella vita, il più delle volte, una solitudine più una solitudine non fa un cuore ardente ma, soltanto, due solitudini. È così per Coral e Clement che scioglieranno il proprio matrimonio (neanche divorziano) quattro anni più tardi: dal ‘50 al ‘54 tante cose son successe: il caso marpione, valletto ed emissario del Destino, le ha fatte accadere: così era scritto e quel matrimonio non lo era. Altri però sì; ed entro una decina d’anni si avrà l’inaspettato happy end per i due protagonisti.
Cameron ci culla col consueto garbo a cui ci aveva abituati nelle sue opere più datate. Ci culla e ci affascina con la raffinatezza dei suoi dialoghi i quali, non per questo (né per altro) suonano artificiosi e falsi, troppo letterari e lontani dalla realtà: no, no, pur nella loro eleganza suonano possibili e veri. E torna qua e là l’uso in narrativa dell’eliotiano “correlativo oggettivo” che si era trovato in certi suoi racconti.
È sempre un piacere leggere Peter Cameron. Perciò, si rimane in fiduciosa attesa, ce ne procuri presto altri.