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By Czesław Miłosz -
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- L' iris selvatico (15)
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By Louise Glück -
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Presque Isle -
In ogni vita, c'è un momento o due.
In ogni vita, una stanza da qualche parte, sul mare o in montagna.Sulla tavola un piatto di albicocche. Noccioli in un portacenere bianco.
Come tutte le immagini, queste erano le condizioni di un patto:
sulla tua guancia, tremolio di sole,
il mio dito ch ... (continue ) -
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Jun 8, 2012 |
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- Il trentesimo anno (870)
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By Ingeborg Bachmann -
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By Cesare Pavese -
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By Nazim Hikmet -
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- Il dottor Glas (79)
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By Hjalmar Söderberg -
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By Rainer Maria Rilke -
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- Poesie (545)
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By T.S. Eliot -
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Rapsodia di una notte di vento -
Mezzanotte.
Per tutti i rettilinei delle strade
Serrate in una sintesi lunare,
Incanti lunari che bisbigliano
Dissolvono i piani della memoria
E tutte le sue chiare relazioni,
Le sue divisioni e precisioni,
Ogni lampione che oltrepasso
Batte come un tamburo fatale,
E attraverso gli spazi del buio
La ... (continue ) -
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Apr 30, 2012 |
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- Il ritorno (119)
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By Rutilio Namaziano -
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Poesie
Della civiltà terrestre che diremo?
Che era un sistema di sfere colorate, di vetro affumicato,
Dove si avvolgeva e svolgeva il filo di liquidi luminescenti.
O un agglomerato di palazzi raggiformicontinue)
Svettanti da una cupola coi portali inchiavardati
Dietro cui camminava un orrore senza volto. ... (
Della civiltà terrestre che diremo?
Che era un sistema di sfere colorate, di vetro affumicato,
Dove si avvolgeva e svolgeva il filo di liquidi luminescenti.
O un agglomerato di palazzi raggiformi
Svettanti da una cupola coi portali inchiavardati
Dietro cui camminava un orrore senza volto.
E che ogni giorno si gettavano i dadi, e a chi capitava un numero basso
Veniva condotto al sacrificio: vecchi, bambini, ragazzi e ragazze.
O forse diremo così: che abitavamo in un vello d’oro,
In una rete iridescente, nel bozzolo di una nuvoletta
Appeso al ramo d’un albero galattico.
E questa nostra rete era intessuta di segni:
Geroglifici per l’occhio e l’orecchio, anelli d’amore.
E risuonava al suo interno un suono, che ci scolpiva il tempo,
Il tremolio, il garrito, il cinguettio della nostra favella.
E con che cosa potevamo tessere il confine
Fra il dentro e il fuori, la luce e l’abisso,
Se non con noi stessi, il nostro caldo respiro,
Il rossetto, lo chiffon e la mussola,
Col battito, che quando tace muore il mondo?
O forse della civiltà terrestre non diremo nulla.
Perché cosa fosse non lo sa realmente nessuno.
Berkeley, 1973
“Il nucleo centrale dei temi più importanti della poesia di Miłosz è l’insopportabile percezione dell’impossibilità dell’essere umano di capire la propria esperienza, e quanto più il tempo lo separa da essa, tanto minori diventano le possibilità di comprenderla.
Per questo poeta il processo dell’esistenza non è un enigma e nemmeno una spiegazione, ma è simboleggiato piuttosto da una provetta: l’unica cosa non chiara è quello che si sta sperimentando, se la resistenza dell’uomo al dolore o la durata del dolore in se stesso.”
J. Brodskij