Leggere questo libricino oltre i venti anni potrà far storcere il naso ai più smaliziati del genere, ma siamo distanti anni luce dai soliti libri YA per quattordicenni. Se avete un amico che vuole approcciarsi al genere è consigliato. Se siete consumatori abituali di autori come Le Guin, Martin, To
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Leggere questo libricino oltre i venti anni potrà far storcere il naso ai più smaliziati del genere, ma siamo distanti anni luce dai soliti libri YA per quattordicenni. Se avete un amico che vuole approcciarsi al genere è consigliato. Se siete consumatori abituali di autori come Le Guin, Martin, Tolkien, Dick, Erikson forse vi sembrerà banale. Lo avessi letto da ragazzino mi sarebbe piaciuto molto
La soria procede come nei libri precedenti con pagine e pagine di riempitivi. La cornice investigativa è ancora una volta ben costruita ma diciamo che 100 pagine in meno non avrebbero cambiato di molto la sostanza. Anzi.
Il racconto che dà il titolo a questa raccolta è stupendo. mi è piaciuto molto. Gli altri sono coumnque gradevoli e il tempo speso per la lettura viene ripagato ampiamente. C'è anche il Cavaliere Errante come bonus per gli appassionati delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Imprescindibile.
Ok. Lasciamo perdere il valore dell'opera per gli appassionati di storia delle leggende della terra di mezzo. Se siete tra questi tutto ciò che dirò in seguito non v'interessa. Voi probabilmente state già analizzando questo libro dalla prima all'ultima pagina, ricostruendo genealogie, età dei person
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Ok. Lasciamo perdere il valore dell'opera per gli appassionati di storia delle leggende della terra di mezzo. Se siete tra questi tutto ciò che dirò in seguito non v'interessa. Voi probabilmente state già analizzando questo libro dalla prima all'ultima pagina, ricostruendo genealogie, età dei personaggi. Siete degli "storici" e questo libro vi interessa per le informazioni che sono disseminate tra le pagine e sono tantissime. Perciò probabimente questo libro ce lo avete in bella mostra e lo usate spesso per consultazione. E fate bene. E' un buon investimento per voi.
Io parlo alle persone come me, che sono dei fan del fantasy, di quello tolkeniano ma non solo, che sono interessati escusivamente all'intrattenimento che possono ricavare da un libro, che non vedono l'ora di perdersi in un mondo inventato da un autore, e leggono fino all'alba per riuscire a finire il libro prima di andare all'università/lavoro. Ecco voi dovete evitare come la peste questo libro. Non è un romanzo. E' un saggio storico con un'appendice abbastanza lunga in cui, sommariamente, viene narrata la storia di Hurin e dei suoi figli. Se vi piace Tolkien scegliete qualche altra sua opera, ma non questa.
Questo è un libro che se non ci fosse scritto sopra Tolkien, avrei pensato che l'avesse scritto uno di quegli analfabeti che si spacciano per autori emergenti. In esso sono presenti infatti tutti gli errori tipici degli esordienti. Scene raccontate con ritmo piatto e completamente senza dialoghi, narratore onnisciente che si intromette nella narrazione, caratterizzazione inesistente dei personaggi, suddivisione manichea tra buoni e cattivi. A ciò aggiungeteci il problema principale di quest'opera che ha costretto Crhistopher Tolkien ad inserire una prefazione e ben due appendici prima di dare spazio alla storia. La vicenda narra avvenimenti accaduti millenni prima di quelli della famosa compagnia dell'anello. Tutti i nostri riferimenti sono saltati e dalla prima pagina nomi di luoghi, personaggi eventi passati e futuri si affastellano nella mente in attesa che possano essere d'aiuto. E sapete cosa succede? Non servono! La storia di Hurin è così lineare e "tipica" di un fantasy classico che tutta la fatica fatta per cercare di collegare quanto spiegato nella prefazione si rivela inutile man mano che le pagine scorrono. La storia è così banale che basterebbero poche note a fondo pagina in stile divina commedia per soddisfare chi non riesce a cogliere subito i richiami. Non pensavo che avrei mai potuto stroncare un'opera di Tolkien, però qui bisogna essere chiari. La storia di Hurin e dei suoi figli è narrata in modo così dilettantesco, anche se l'effetto è voluto suppongo, che già dopo poche pagine la tensione scema bruscamente e non si capisce per quale motivo uno dovrebbe andare avanti. Ecco, lo dicevo prima, solo chi ha interesse per le informazioni preziose contenute nel volume può riuscire con grande sforzo a finire la lettura ed essere appagato dalle nuove conoscenze. Gli altri possono tranquillamente passare ad altro. L'ho abbandonato a pag.180 Non ce la facevo più.
Scrivere un resoconto dei fatto accaduti per un giornalista non è mai facile. Figurarsi trarre da essi un romanzo che ha una consistenza narrativa al di là del della veridicità di essi. Capote riesce in questo, mischiando, invenzione, ricostruzioni degli eventi alle voci dei protagonisti. E' un libr
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Scrivere un resoconto dei fatto accaduti per un giornalista non è mai facile. Figurarsi trarre da essi un romanzo che ha una consistenza narrativa al di là del della veridicità di essi. Capote riesce in questo, mischiando, invenzione, ricostruzioni degli eventi alle voci dei protagonisti. E' un libro che parla, è proprio il caso di dire, la lingua personalissima e unica dei suoi personaggi, e che li manterrà integri in eterno. Piastro della letteratura mondiale.
The Hunger Games
Leggere questo libricino oltre i venti anni potrà far storcere il naso ai più smaliziati del genere, ma siamo distanti anni luce dai soliti libri YA per quattordicenni. Se avete un amico che vuole approcciarsi al genere è consigliato. Se siete consumatori abituali di autori come Le Guin, Martin, To ... (continue)
Leggere questo libricino oltre i venti anni potrà far storcere il naso ai più smaliziati del genere, ma siamo distanti anni luce dai soliti libri YA per quattordicenni. Se avete un amico che vuole approcciarsi al genere è consigliato. Se siete consumatori abituali di autori come Le Guin, Martin, Tolkien, Dick, Erikson forse vi sembrerà banale. Lo avessi letto da ragazzino mi sarebbe piaciuto molto
La regina dei castelli di carta
La soria procede come nei libri precedenti con pagine e pagine di riempitivi. La cornice investigativa è ancora una volta ben costruita ma diciamo che 100 pagine in meno non avrebbero cambiato di molto la sostanza. Anzi.
I re di sabbia
Il racconto che dà il titolo a questa raccolta è stupendo. mi è piaciuto molto. Gli altri sono coumnque gradevoli e il tempo speso per la lettura viene ripagato ampiamente. C'è anche il Cavaliere Errante come bonus per gli appassionati delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Imprescindibile.
I figli di Hurin
Ok. Lasciamo perdere il valore dell'opera per gli appassionati di storia delle leggende della terra di mezzo. Se siete tra questi tutto ciò che dirò in seguito non v'interessa. Voi probabilmente state già analizzando questo libro dalla prima all'ultima pagina, ricostruendo genealogie, età dei person ... (continue)
Ok. Lasciamo perdere il valore dell'opera per gli appassionati di storia delle leggende della terra di mezzo. Se siete tra questi tutto ciò che dirò in seguito non v'interessa. Voi probabilmente state già analizzando questo libro dalla prima all'ultima pagina, ricostruendo genealogie, età dei personaggi. Siete degli "storici" e questo libro vi interessa per le informazioni che sono disseminate tra le pagine e sono tantissime. Perciò probabimente questo libro ce lo avete in bella mostra e lo usate spesso per consultazione. E fate bene. E' un buon investimento per voi.
Io parlo alle persone come me, che sono dei fan del fantasy, di quello tolkeniano ma non solo, che sono interessati escusivamente all'intrattenimento che possono ricavare da un libro, che non vedono l'ora di perdersi in un mondo inventato da un autore, e leggono fino all'alba per riuscire a finire il libro prima di andare all'università/lavoro.
Ecco voi dovete evitare come la peste questo libro. Non è un romanzo. E' un saggio storico con un'appendice abbastanza lunga in cui, sommariamente, viene narrata la storia di Hurin e dei suoi figli. Se vi piace Tolkien scegliete qualche altra sua opera, ma non questa.
Questo è un libro che se non ci fosse scritto sopra Tolkien, avrei pensato che l'avesse scritto uno di quegli analfabeti che si spacciano per autori emergenti. In esso sono presenti infatti tutti gli errori tipici degli esordienti. Scene raccontate con ritmo piatto e completamente senza dialoghi, narratore onnisciente che si intromette nella narrazione, caratterizzazione inesistente dei personaggi, suddivisione manichea tra buoni e cattivi. A ciò aggiungeteci il problema principale di quest'opera che ha costretto Crhistopher Tolkien ad inserire una prefazione e ben due appendici prima di dare spazio alla storia. La vicenda narra avvenimenti accaduti millenni prima di quelli della famosa compagnia dell'anello. Tutti i nostri riferimenti sono saltati e dalla prima pagina nomi di luoghi, personaggi eventi passati e futuri si affastellano nella mente in attesa che possano essere d'aiuto. E sapete cosa succede? Non servono! La storia di Hurin è così lineare e "tipica" di un fantasy classico che tutta la fatica fatta per cercare di collegare quanto spiegato nella prefazione si rivela inutile man mano che le pagine scorrono. La storia è così banale che basterebbero poche note a fondo pagina in stile divina commedia per soddisfare chi non riesce a cogliere subito i richiami.
Non pensavo che avrei mai potuto stroncare un'opera di Tolkien, però qui bisogna essere chiari. La storia di Hurin e dei suoi figli è narrata in modo così dilettantesco, anche se l'effetto è voluto suppongo, che già dopo poche pagine la tensione scema bruscamente e non si capisce per quale motivo uno dovrebbe andare avanti.
Ecco, lo dicevo prima, solo chi ha interesse per le informazioni preziose contenute nel volume può riuscire con grande sforzo a finire la lettura ed essere appagato dalle nuove conoscenze.
Gli altri possono tranquillamente passare ad altro. L'ho abbandonato a pag.180 Non ce la facevo più.
A sangue freddo
Scrivere un resoconto dei fatto accaduti per un giornalista non è mai facile. Figurarsi trarre da essi un romanzo che ha una consistenza narrativa al di là del della veridicità di essi. Capote riesce in questo, mischiando, invenzione, ricostruzioni degli eventi alle voci dei protagonisti. E' un libr ... (continue)
Scrivere un resoconto dei fatto accaduti per un giornalista non è mai facile. Figurarsi trarre da essi un romanzo che ha una consistenza narrativa al di là del della veridicità di essi. Capote riesce in questo, mischiando, invenzione, ricostruzioni degli eventi alle voci dei protagonisti. E' un libro che parla, è proprio il caso di dire, la lingua personalissima e unica dei suoi personaggi, e che li manterrà integri in eterno. Piastro della letteratura mondiale.