Non mi aspettavo che il cuoco d'astronave creato da Massimo Mongai poco più di dieci anni fa divenisse un "canone" adottato in un volume tributo da 18 altri autori. Tant'è che la mia libraia di fiducia me l'ha venduto agevolmente come un "nuovo libro di Mongai". E' stata una piacevole sopresa,
... (continue)
Non mi aspettavo che il cuoco d'astronave creato da Massimo Mongai poco più di dieci anni fa divenisse un "canone" adottato in un volume tributo da 18 altri autori. Tant'è che la mia libraia di fiducia me l'ha venduto agevolmente come un "nuovo libro di Mongai". E' stata una piacevole sopresa, anche in quei racconti in cui il "canone" viene tradito e l'ormai mitico Rudy "Basilico" Turturro viene estromesso dal fulcro del suo universo egocentrico ed ironicamente autocelebrativo. Anche dove il celeberrimo cuoco diviene coprotagonista o comparsa, le storie riescono comunque a collocarsi felicemente in quella medesima bizzarra e divertente Agorà in cui erano ambientate le avventure originali.
Libro particolarmente interessante che estende ed integra lo scenerio di uno degli episodi topici del Rinascimento Italiano, la Congiura dei Pazzi. L'autore, asceso alle cronache per aver scoperto e decrittato una lettera che proverebbe fino a che punto fosse coinvolto nella vicenda il Duca di
... (continue)
Libro particolarmente interessante che estende ed integra lo scenerio di uno degli episodi topici del Rinascimento Italiano, la Congiura dei Pazzi. L'autore, asceso alle cronache per aver scoperto e decrittato una lettera che proverebbe fino a che punto fosse coinvolto nella vicenda il Duca di Urbino, dipinge un affresco di un periodo dei pochi anni che hanno preparato l'evento, accompagnandone poi i personaggi, artefici e vittime, fino al loro epilogo. Sopra tutto mette in risalto il ruolo di eminenza grigia nel Ducato di Milano del suo antenato Cicco Simonetta. Particolarmente interessante è la ricostruzione di intenzioni e sentimenti usando l'uso dei simboli nella ritrattistica dell'epoca anche se, a mio modesto avviso, non sono pienamente convincenti quelli che attribuisce a Botticelli per il riproporre una certa iconografia in tre sue opere distinte.
Un "Giallo a Bologna" che si prefigge di essere romanzo giallo e di celebrare le bellezze storico-artistiche della città. Nessuno dei due traguardi, a mio avviso, viene raggiunto. Il giallo, seppur presentando due personaggi interessanti che però ricordano un po' l'accoppiata Sarti-Rosas di Macchiav
... (continue)
Un "Giallo a Bologna" che si prefigge di essere romanzo giallo e di celebrare le bellezze storico-artistiche della città. Nessuno dei due traguardi, a mio avviso, viene raggiunto. Il giallo, seppur presentando due personaggi interessanti che però ricordano un po' l'accoppiata Sarti-Rosas di Macchiavelli come era stata stravolta nella serie televisiva (detective imbranato ed esperto arguto di cose cittadine), si svolge con incongruenze e stonature di registro. Le note sulla storia cittadina, immerse spesso in un gradevole "amarcord" in cui però il personaggio narrante, visto lo scarso spessore, scompare per mostrare l'autore primo, sono spesso imprecise se non addirittura errate.
Due storie che si svolgono a 500 anni di distanza l'una dall'altra. Due storie che potrebbero reggersi tranquillamente da sole: una ricostruzione romanzata delle vicende fiorentine ai tempi della Congiura dei Pazzi imperniata sulla figura di un pittore inventato facendo un centone delle vite e carat
... (continue)
Due storie che si svolgono a 500 anni di distanza l'una dall'altra. Due storie che potrebbero reggersi tranquillamente da sole: una ricostruzione romanzata delle vicende fiorentine ai tempi della Congiura dei Pazzi imperniata sulla figura di un pittore inventato facendo un centone delle vite e caratteristiche dei suoi "colleghi" coevi e una vicenda ambientata ai giorni nostri imperniata sulla ricerca di un libro antico scomodo per qualcuno. Due storie debolucce, senza grandi infamie. Se prese singolarmente, perchè insieme non stanno proprio in piedi.
Il rifare con Benito Mussolini quello che Spinrad aveva fatto con Adolf Hitler, reinventarlo cioè scrittore di fantascienza in universo alternativo, avrebbe a mio avviso dato materiale per qualcosa di più di questa antologia di racconti. Parte sembrano riscritture di storie di altri, giustificate in
... (continue)
Il rifare con Benito Mussolini quello che Spinrad aveva fatto con Adolf Hitler, reinventarlo cioè scrittore di fantascienza in universo alternativo, avrebbe a mio avviso dato materiale per qualcosa di più di questa antologia di racconti. Parte sembrano riscritture di storie di altri, giustificate in un contesto ucronico, altre sono storie originali in cui si ammicca alle tematiche più fantasiose dell'ideologia fascista. Il tutto cucito insieme con dei siparietti biobibliografici alla Asimov. Il problema è la qualità generale dei racconti che relega l'insieme entro il limite di un "divertissement" non sempre divertente. Inoltre Mussolini fu realmente scrittore di narrativa di successo (feuilletton storici in verità) prima di passare ad altro, cosa che debitamente considerata e integrata avrebbe potuto aggiungere una marcia in più al tutto e sparare più in alto " il Fascio sulle stelle".
Guida galattica dei gourmet
Non mi aspettavo che il cuoco d'astronave creato da Massimo Mongai poco più di dieci anni fa divenisse un "canone" adottato in un volume tributo da 18 altri autori. Tant'è che la mia libraia di fiducia me l'ha venduto agevolmente come un "nuovo libro di Mongai".continue)
E' stata una piacevole sopresa, ... (
Non mi aspettavo che il cuoco d'astronave creato da Massimo Mongai poco più di dieci anni fa divenisse un "canone" adottato in un volume tributo da 18 altri autori. Tant'è che la mia libraia di fiducia me l'ha venduto agevolmente come un "nuovo libro di Mongai".
E' stata una piacevole sopresa, anche in quei racconti in cui il "canone" viene tradito e l'ormai mitico Rudy "Basilico" Turturro viene estromesso dal fulcro del suo universo egocentrico ed ironicamente autocelebrativo. Anche dove il celeberrimo cuoco diviene coprotagonista o comparsa, le storie riescono comunque a collocarsi felicemente in quella medesima bizzarra e divertente Agorà in cui erano ambientate le avventure originali.
L'enigma Montefeltro
Libro particolarmente interessante che estende ed integra lo scenerio di uno degli episodi topici del Rinascimento Italiano, la Congiura dei Pazzi.continue)
L'autore, asceso alle cronache per aver scoperto e decrittato una lettera che proverebbe fino a che punto fosse coinvolto nella vicenda il Duca di ... (
Libro particolarmente interessante che estende ed integra lo scenerio di uno degli episodi topici del Rinascimento Italiano, la Congiura dei Pazzi.
L'autore, asceso alle cronache per aver scoperto e decrittato una lettera che proverebbe fino a che punto fosse coinvolto nella vicenda il Duca di Urbino, dipinge un affresco di un periodo dei pochi anni che hanno preparato l'evento, accompagnandone poi i personaggi, artefici e vittime, fino al loro epilogo. Sopra tutto mette in risalto il ruolo di eminenza grigia nel Ducato di Milano del suo antenato Cicco Simonetta.
Particolarmente interessante è la ricostruzione di intenzioni e sentimenti usando l'uso dei simboli nella ritrattistica dell'epoca anche se, a mio modesto avviso, non sono pienamente convincenti quelli che attribuisce a Botticelli per il riproporre una certa iconografia in tre sue opere distinte.
I glossatori
Un "Giallo a Bologna" che si prefigge di essere romanzo giallo e di celebrare le bellezze storico-artistiche della città. Nessuno dei due traguardi, a mio avviso, viene raggiunto. Il giallo, seppur presentando due personaggi interessanti che però ricordano un po' l'accoppiata Sarti-Rosas di Macchiav ... (continue)
Un "Giallo a Bologna" che si prefigge di essere romanzo giallo e di celebrare le bellezze storico-artistiche della città. Nessuno dei due traguardi, a mio avviso, viene raggiunto. Il giallo, seppur presentando due personaggi interessanti che però ricordano un po' l'accoppiata Sarti-Rosas di Macchiavelli come era stata stravolta nella serie televisiva (detective imbranato ed esperto arguto di cose cittadine), si svolge con incongruenze e stonature di registro. Le note sulla storia cittadina, immerse spesso in un gradevole "amarcord" in cui però il personaggio narrante, visto lo scarso spessore, scompare per mostrare l'autore primo, sono spesso imprecise se non addirittura errate.
Quattrocento
Due storie che si svolgono a 500 anni di distanza l'una dall'altra. Due storie che potrebbero reggersi tranquillamente da sole: una ricostruzione romanzata delle vicende fiorentine ai tempi della Congiura dei Pazzi imperniata sulla figura di un pittore inventato facendo un centone delle vite e carat ... (continue)
Due storie che si svolgono a 500 anni di distanza l'una dall'altra. Due storie che potrebbero reggersi tranquillamente da sole: una ricostruzione romanzata delle vicende fiorentine ai tempi della Congiura dei Pazzi imperniata sulla figura di un pittore inventato facendo un centone delle vite e caratteristiche dei suoi "colleghi" coevi e una vicenda ambientata ai giorni nostri imperniata sulla ricerca di un libro antico scomodo per qualcuno. Due storie debolucce, senza grandi infamie. Se prese singolarmente, perchè insieme non stanno proprio in piedi.
Il Fascio sulle Stelle
Il rifare con Benito Mussolini quello che Spinrad aveva fatto con Adolf Hitler, reinventarlo cioè scrittore di fantascienza in universo alternativo, avrebbe a mio avviso dato materiale per qualcosa di più di questa antologia di racconti. Parte sembrano riscritture di storie di altri, giustificate in ... (continue)
Il rifare con Benito Mussolini quello che Spinrad aveva fatto con Adolf Hitler, reinventarlo cioè scrittore di fantascienza in universo alternativo, avrebbe a mio avviso dato materiale per qualcosa di più di questa antologia di racconti. Parte sembrano riscritture di storie di altri, giustificate in un contesto ucronico, altre sono storie originali in cui si ammicca alle tematiche più fantasiose dell'ideologia fascista. Il tutto cucito insieme con dei siparietti biobibliografici alla Asimov. Il problema è la qualità generale dei racconti che relega l'insieme entro il limite di un "divertissement" non sempre divertente. Inoltre Mussolini fu realmente scrittore di narrativa di successo (feuilletton storici in verità) prima di passare ad altro, cosa che debitamente considerata e integrata avrebbe potuto aggiungere una marcia in più al tutto e sparare più in alto " il Fascio sulle stelle".