Il mistero più grande rimane chi sia il fantomatico autore di questi sei racconti. Il nocciolo giallo è infatti relativamente incolore e invece prevale il tentativo, abbastanza riuscito (secondo il mio parere di non toscano), di descrivere colori, odori e sapori (e dissapori) della Toscana e della
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Il mistero più grande rimane chi sia il fantomatico autore di questi sei racconti. Il nocciolo giallo è infatti relativamente incolore e invece prevale il tentativo, abbastanza riuscito (secondo il mio parere di non toscano), di descrivere colori, odori e sapori (e dissapori) della Toscana e della Capitale nei vent'anni fra il declinare della Seconda Guerra Mondiale e il miracolo economico.
A differenza di altri libri che hanno avuto una "riduzione cinematografica" questo non ne ha perso nella trasposizione, anzi. Se non avessi visto il film di Tim Burton avrei sicuramente valutato un po' meno il libro. Leggerlo avendo invece presente quello che la fantasia del regista ha estratto e sv
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A differenza di altri libri che hanno avuto una "riduzione cinematografica" questo non ne ha perso nella trasposizione, anzi. Se non avessi visto il film di Tim Burton avrei sicuramente valutato un po' meno il libro. Leggerlo avendo invece presente quello che la fantasia del regista ha estratto e sviluppato da questa storia è stato come trovarsi di fronte a un volume meravigliosamente illustrato.
Romanzo giallo "datato". Parigi è appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale e ricorda l'occupazione nazista e teme al contempo la minaccia nucleare come poteva essere concepibile in un "futuribile" oramai decisamente passato. Le circostanze di un "delitto della camera chiusa" avvenuta in un labora
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Romanzo giallo "datato". Parigi è appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale e ricorda l'occupazione nazista e teme al contempo la minaccia nucleare come poteva essere concepibile in un "futuribile" oramai decisamente passato. Le circostanze di un "delitto della camera chiusa" avvenuta in un laboratorio ridestano questa paura ma è solo un appesantimento ulteriore, in una vicenda abbastanza incolore, nonostante il meccanismo del giallo sia virtualmente ineccepibile.
Alcuni buoni spunti, un debito non pagato a Jeffery Deaver, un accenno per negare di avere un debito con Dan Brown, e il thriller procede a corrente alternata intrecciando due vicende contemporanee e un flashback risalente alla seconda guerra mondiale. I tre fili si riuniranno al finale dopo aver pi
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Alcuni buoni spunti, un debito non pagato a Jeffery Deaver, un accenno per negare di avere un debito con Dan Brown, e il thriller procede a corrente alternata intrecciando due vicende contemporanee e un flashback risalente alla seconda guerra mondiale. I tre fili si riuniranno al finale dopo aver più volte perso e riacquistato senso, colore e tensione con alcuni nodi (corbellerie, imprecisioni e quant'altro) che vengono al pettine e proprio non mi vanno giù. Due stelle anzichè una perchè alcune pagine mi hanno entusiasmato. Peccato fossero in questo libro. Inutile dire che il Dossier Michelangelo non c'è e non c'è mai stato. Al massimo un disegno tratto da un perduto quaderno di schizzi (come, in modo leggermente più onesto, recita il titolo originale) che compare all'inizio, serve a far partire la storia e poi scompare senza chiarire cosa c'entrasse con tutto il resto e perchè fosse lì.
Un piacevole giallo ambientato nel mondo dell'arte, appartenente a una serie con personaggi oramai sperimentati e consolidati: Flavia, poliziotta appartenente un fantomatico corpo addetto alla protezione del patrimonio artistico italiano, e Jonathan, ex mercante d'arte che una improvvisa illuminazio
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Un piacevole giallo ambientato nel mondo dell'arte, appartenente a una serie con personaggi oramai sperimentati e consolidati: Flavia, poliziotta appartenente un fantomatico corpo addetto alla protezione del patrimonio artistico italiano, e Jonathan, ex mercante d'arte che una improvvisa illuminazione ha convinto, da questo romanzo, a passare all'insegnamento. Il tutto ambientato in una Roma da cartolina o da "vacanze romane". Unica nota a demerito: il titolo. Caravaggio c'entra poco, di sfuggita. Non è nel titolo originale e l'unico dipinto di questo pittore presente è una pala di dubbia attribuzione ridotta temporaneamente a larva da un restauratore d'assalto. La vicenda si muove in altre direzioni e questo richiamo della traduzione italiana al maestro lombardo , in titolo e quarta di copertina, sembra più che altro un espediente commerciale per mantenere una linea ad alto profilo ai titoli della serie.
Cronache nere
Il mistero più grande rimane chi sia il fantomatico autore di questi sei racconti. Il nocciolo giallo è infatti relativamente incolore e invece prevale il tentativo, abbastanza riuscito (secondo il mio parere di non toscano), di descrivere colori, odori e sapori (e dissapori) della Toscana e della ... (continue)
Il mistero più grande rimane chi sia il fantomatico autore di questi sei racconti. Il nocciolo giallo è infatti relativamente incolore e invece prevale il tentativo, abbastanza riuscito (secondo il mio parere di non toscano), di descrivere colori, odori e sapori (e dissapori) della Toscana e della Capitale nei vent'anni fra il declinare della Seconda Guerra Mondiale e il miracolo economico.
Big fish
A differenza di altri libri che hanno avuto una "riduzione cinematografica" questo non ne ha perso nella trasposizione, anzi. Se non avessi visto il film di Tim Burton avrei sicuramente valutato un po' meno il libro. Leggerlo avendo invece presente quello che la fantasia del regista ha estratto e sv ... (continue)
A differenza di altri libri che hanno avuto una "riduzione cinematografica" questo non ne ha perso nella trasposizione, anzi. Se non avessi visto il film di Tim Burton avrei sicuramente valutato un po' meno il libro. Leggerlo avendo invece presente quello che la fantasia del regista ha estratto e sviluppato da questa storia è stato come trovarsi di fronte a un volume meravigliosamente illustrato.
Il quarto colpo
Romanzo giallo "datato". Parigi è appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale e ricorda l'occupazione nazista e teme al contempo la minaccia nucleare come poteva essere concepibile in un "futuribile" oramai decisamente passato. Le circostanze di un "delitto della camera chiusa" avvenuta in un labora ... (continue)
Romanzo giallo "datato". Parigi è appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale e ricorda l'occupazione nazista e teme al contempo la minaccia nucleare come poteva essere concepibile in un "futuribile" oramai decisamente passato. Le circostanze di un "delitto della camera chiusa" avvenuta in un laboratorio ridestano questa paura ma è solo un appesantimento ulteriore, in una vicenda abbastanza incolore, nonostante il meccanismo del giallo sia virtualmente ineccepibile.
Dossier Michelangelo
Alcuni buoni spunti, un debito non pagato a Jeffery Deaver, un accenno per negare di avere un debito con Dan Brown, e il thriller procede a corrente alternata intrecciando due vicende contemporanee e un flashback risalente alla seconda guerra mondiale. I tre fili si riuniranno al finale dopo aver pi ... (continue)
Alcuni buoni spunti, un debito non pagato a Jeffery Deaver, un accenno per negare di avere un debito con Dan Brown, e il thriller procede a corrente alternata intrecciando due vicende contemporanee e un flashback risalente alla seconda guerra mondiale. I tre fili si riuniranno al finale dopo aver più volte perso e riacquistato senso, colore e tensione con alcuni nodi (corbellerie, imprecisioni e quant'altro) che vengono al pettine e proprio non mi vanno giù.
Due stelle anzichè una perchè alcune pagine mi hanno entusiasmato. Peccato fossero in questo libro.
Inutile dire che il Dossier Michelangelo non c'è e non c'è mai stato. Al massimo un disegno tratto da un perduto quaderno di schizzi (come, in modo leggermente più onesto, recita il titolo originale) che compare all'inizio, serve a far partire la storia e poi scompare senza chiarire cosa c'entrasse con tutto il resto e perchè fosse lì.
La pista Caravaggio
Un piacevole giallo ambientato nel mondo dell'arte, appartenente a una serie con personaggi oramai sperimentati e consolidati: Flavia, poliziotta appartenente un fantomatico corpo addetto alla protezione del patrimonio artistico italiano, e Jonathan, ex mercante d'arte che una improvvisa illuminazio ... (continue)
Un piacevole giallo ambientato nel mondo dell'arte, appartenente a una serie con personaggi oramai sperimentati e consolidati: Flavia, poliziotta appartenente un fantomatico corpo addetto alla protezione del patrimonio artistico italiano, e Jonathan, ex mercante d'arte che una improvvisa illuminazione ha convinto, da questo romanzo, a passare all'insegnamento. Il tutto ambientato in una Roma da cartolina o da "vacanze romane".
Unica nota a demerito: il titolo. Caravaggio c'entra poco, di sfuggita. Non è nel titolo originale e l'unico dipinto di questo pittore presente è una pala di dubbia attribuzione ridotta temporaneamente a larva da un restauratore d'assalto. La vicenda si muove in altre direzioni e questo richiamo della traduzione italiana al maestro lombardo , in titolo e quarta di copertina, sembra più che altro un espediente commerciale per mantenere una linea ad alto profilo ai titoli della serie.