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Adesso tienimi By Flavia Piccinni
Reading since Dec 24, 2009

Edit / Review
È finita la controra: La nuova narrativa in Puglia
  • E' interessante la tesi del curatore "di un Nuovo Rinascimento della regione (che non riguarda solo il vino e la gastronomia), a proposito di una nuova leva di scrittori pugliesi, alcuni dei quali, fra l'altro con notevoli riconoscimenti del mercato editoriale.
    Filippo La Porta, peraltro citandola ... (continue)

    E' interessante la tesi del curatore "di un Nuovo Rinascimento della regione (che non riguarda solo il vino e la gastronomia), a proposito di una nuova leva di scrittori pugliesi, alcuni dei quali, fra l'altro con notevoli riconoscimenti del mercato editoriale.
    Filippo La Porta, peraltro citandola, riprende in questo senso "l'espressione usata da Goffredo Fofi su <<Panorama>> nell'estate del 2003", che parla di "una Nouvelle Vague pugliese".
    Sicuramente ci si trova di fronte ad un nuovo fenomeno per la regione: una vera e propria esplosione di una nutrita schiera di romanzieri e saggisti che in diversa misura trova un pubblico di lettori anche al di fuori dei confini regionalòi e qualche volta meridionali!
    La Puglia ha avuto nel suo passato, naturalmente e com'è arcinoto intellettuali e scrittori del calibro di Benedetto Croce, tanto per citarne uno -forse il più conosciuto-; grandi personalità nel campo della filosofia o della letteratura o delle scienze, quanto della politica, che hanno fortemente influenzato la cultura regionale e nazionale.
    E' il mercato editoriale che scopre autori che altrimenti sarebbero rimasti nell'ombra di piccole cerchie di affezionati lettori, sull'onda di una affermazione nel suo complesso della comunità regionale, o si tratta veramente di un fenomeno reale e duraturo, pur in questo contesto?
    E' effettivamente un quesito interessante per capire cosa succede ma sopratutto cosa è avvenuto nel profondo, nel tessuto culturale e sociale pugliese nella seconda metà dello scorso novecento, che abbia sotterraneamente cambiato connotati e potenzialità, in tal modo da produrre quest'exploit di presenze significative.
    Per il resto l'antologia di La Porta seppur preceduta da qualche pagina di frizzanti e piacevolissime (forse solo per noi pugliesi?) riflessioni sulla regione, è tutto sommato abbastanza sciatta, limitandosi a riportare qualche pagina (qualche volta incomprensibile, può darsi perchè avulsa dasl contesto testuale)di ognuno dei diciannove autori prescelti, senza informazioni su quel contesto testuale, sulla personalità culturale e letteraria dell'autore e sulle eventuali altre opere appena citate nelle succintissime righe biografiche ad ognuno di essi dedicate, niente ancora sui criteri di scelta dei brani e degli autori antologizzati. Filippo La Porta avrebbe potuto far di meglio, ma si sà, qualche volta le esigenze di cassa forse hanno il sopravvento.

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    Posted on Dec 25, 2009 | Add your feedback

Teatri abitati: residenze teatrali in Puglia
Gli acquarelli di Louis Ducros By Abraham-Louis-Rodolphe Ducros
L'Istituto Demaniale di Biologia Marina di Taranto: con 36 fotografie e 4 tavole By Attilio Cerruti
  • Il volume è una ristampa anastatica della pubblicazione del 1932

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    Posted on Nov 27, 2009 | Add your feedback

Natura, cultura morta... By Maria Lupoli
  • Volumetto di poesie in dialetto tarantino composte durante la lavorazione del film "Marpiccolo" di A. Di Robilant e distribuito in sala nella sua prima cittadina. Molto belle le fotografie su Taranto in uno splendido bianco e nero, di Carmine La Fratta.

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    Posted on Nov 16, 2009 | Add your feedback

Mario Luzi: Una voce nel bosco By Mario Luzi
Discorso Istorico-politico: dell'origine, del progresso, e della decadenza del potere de' chierici su le Signorie temporali con … By Giuseppe Capecelatro
Origini e Vicende della Città di Massafra: Monografia illustrata pubblicata in ricorrenza delle onoranze centenarie a Niccolò Andria II. Edizio… By Vincenzo Gallo
Cento anni dal Corriere della Sera
20 anni di lotte della CGIL per l'unità e l'emancipazione dei lavoratori
CGIL Almanacco 1979
Di Vittorio dopo venticinque anni il suo nome unisce ancora: Di vittorio e i giovani
Ciao Enrico
Storia del Primo Maggio
Pericle: L'inventore della democrazia By Claude Mossè
Istanbul By Orhan Pamuk
  • Bellissimo, per la scrittura, (ottima e accurata la traduzione) in tanti passi una vera e propria poesia in prosa! Memorie di una infanzia e di una adolescenza rese con dolcezza, (che belli quei brani) dovizia di dettagli persino banali, quotidiani, ma con ineguagliabili sfumature dell'anima. Come i ... (continue)

    Bellissimo, per la scrittura, (ottima e accurata la traduzione) in tanti passi una vera e propria poesia in prosa! Memorie di una infanzia e di una adolescenza rese con dolcezza, (che belli quei brani) dovizia di dettagli persino banali, quotidiani, ma con ineguagliabili sfumature dell'anima. Come in un sogno sfumato ma precisissimo: immagini del paesaggio; della famiglia e della società; ma sopratutto della città: grande, sovraccarica di storia, cosmopolita, eppure così familiare.
    Rende inoltre straordinariamente vicini un paese e una società, che da noi, al contrario, nei nostri luoghi comuni culturali, generalmente è sentita lontanissima e distante.
    Non sono mai stato ad Istambul ma ormai ora la conosco (e la amo) quasi come la mia città.
    Un libro che dovrebbero leggere tutti coloro che, probabilmente rinserrati in quei luoghi comuni, osteggiano l'ingresso della Turchia nell'UE.
    In fondo -e lo riscopri indirettamente leggendo Istambul- per noi pugliesi specialmente la vecchia Costantinopoli non è stata per qualche centinaio d'anni la nostra Capitale? Quella raccontata dai nostri manuali scolastici di ieri (ma anche di oggi), così ottusamente "italocentrica" e miope, è veramente un'altra storia: te ne accorgi!
    Che belli quei passaggi sulla "città"!
    E quella specie di album fotografico familiare contenuto nel volume e disseminato tra le parole che appare quasi modesto, con immagini non ostentate perchè non patinate, ma bellissime.
    E il ragionamento sulla "tristezza" e sull'arte, e..., e..., e...! leggetelo, anzi gustatelo: ne uscirete arricchiti.

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    Posted on Nov 21, 2009 | Add your feedback

Forse Dio è malato: Diario di un viaggio africano By Walter Veltroni
Il rito svelato: La mia esperienza di Massoneria By Murgia Francesco
Il segreto del viandante By Marcello Veneziani
Colomba By Dacia Maraini
Elias Portolu By Grazia Deledda
Reading since Nov 26, 2009

Edit / Review
La foresta dei pigmei By Isabel Allende
Calle Bucarest 187, Santiago del Cile By Patricia Verdugo
  • Un libro molto interessante sugli anni bui della feroce e sanguinosa dittatura di Pinochet in Cile, vissuta come grave lutto in tutte le democrazie europee negli anni settanta; un libro scritto in maniera strana avvicendando un linguaggio da cronaca giornalistica, diario, giallo/noir. Non sempre mol ... (continue)

    Un libro molto interessante sugli anni bui della feroce e sanguinosa dittatura di Pinochet in Cile, vissuta come grave lutto in tutte le democrazie europee negli anni settanta; un libro scritto in maniera strana avvicendando un linguaggio da cronaca giornalistica, diario, giallo/noir. Non sempre molto chiari passaggi e trame, qualche pagina di alto lirismo. Naturalmente netta la condanna della dittatura fascista, qualche volta appannata la sintesi.

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    Posted on Dec 13, 2009 | Add your feedback

La guerra dei figli By Lidia Ravera
Finished on Oct 21, 2009

Edit / Review
Enrico Berlinguer
Quando la notte By Cristina Comencini
Finished on Oct 13, 2009

Edit / Review
Umberto Terracini: La passione civile di un padre della Repubblica By Lorenzo Gianotti
Finished in Sep 2009

Edit / Review
L'ultimo scapolo By Jay McInerney
Stramonio By Ugo Riccarelli
Finished on Sep 25, 2009

Edit / Review
La lunga liberazione: Giustizia e violenza nel dopoguerra italiano By Mirco Dondi
  • *** This comment contains spoilers! ***

    Altro che Pansa!!

    La ricerca non è recentissima -pubblicata nel 1999- fà compiutamente (ammesso che qualsiasi ricerca storiografica possa mai essere compiuta), in maniera rigorosamente scientifica e con il massimo di equilibrio politico possibile, luce su quel periodo doloroso ma mai più ricco di successivi sviluppi, ... (continue)

    La ricerca non è recentissima -pubblicata nel 1999- fà compiutamente (ammesso che qualsiasi ricerca storiografica possa mai essere compiuta), in maniera rigorosamente scientifica e con il massimo di equilibrio politico possibile, luce su quel periodo doloroso ma mai più ricco di successivi sviluppi, che fu dalla caduta del fascismo (1943) all'immediato dopoguerra. Leggendolo è possibile capire appieno e al di fuori di qualsiasi retorica celebrativa, cosa fu la Resistenza, quanto dobbiamo a quella eroica generazione di giovani che costruì i presupposti per la democrazia e la nascita della Repubblica in Italia.

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    Posted on Sep 5, 2009 | Add your feedback

Economia canaglia: Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale By Loretta Napoleoni
  • *** This comment contains spoilers! ***

    Un testo da leggere assolutamente

    Lo studio si colloca a metà strada tra il saggio scientifico e l'indagine giornalistica profonda, nel senso che è entrambe le cose nello svolgersi dei capitoli. Questo potrebbe esser vissuto come un limite per il lettore alla vana ricerca di dritte cognitive strutturate ed esaustive su temi quali le ... (continue)

    Lo studio si colloca a metà strada tra il saggio scientifico e l'indagine giornalistica profonda, nel senso che è entrambe le cose nello svolgersi dei capitoli. Questo potrebbe esser vissuto come un limite per il lettore alla vana ricerca di dritte cognitive strutturate ed esaustive su temi quali le politiche economiche contemporanee o sulla struttura dell'econonomia globalizzata; in realtà è un grande vantaggio per il lettore perchè il volume offre le direttrici per una ricerca che non può che essere aperta, pur non rinunciando al rigore scientifico dell'informazione. Alcuni "fili di arianna" solidi, il più possibile sufficientemente completi per non smarrirsi nello schifo e nell'orrore, da cui peraltro rischiamo di essere sommersi ogni giorno, di un mondo che non solo ci appartiene, ma non è altro da noi stessi, dalla nostra vita quotidiana, dalle nostre scelte e comportamenti, e non farci sopraffare da un senso di impotenza che peraltro potrebbe rivelarsi comodissimo (le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo, albergano sempre in ognuno di noi e sono una forte tentazione come illusoria via d'uscita).
    E' un testo di economia, certo ma con il taglio giornalistico, non accademico, che gli è proprio, Loretta Napoleoni parla anche di politica, di società, di costumi, ecc.
    Non so se le sue conclusioni, cioè la via d'uscita per un mondo che sta vivendo anni tra i più bui della sua storia, che lei lascia intravedere sono fallaci, non so se le sue previsioni, sicuramente verosimili, si realizzeranno; alcuni suoi passaggi logici appaiono azzardati; certo sono molto interessanti.

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    Posted on Sep 4, 2009 | Add your feedback

La storia falsa: Il vero, il verosimile e la contraffazione da Tucidide a Gramsci By Luciano Canfora
Finished in Jun 2009

Edit / Review
Un giorno perfetto By Melania G. Mazzucco
  • 1 person find this helpful

    Quando scrivere è l'antico mestiere del copiare

    Forse è peggio dell'incipit di "Vita", perchè qui forse non c'è nessuna frase copiata integralmente, c'è uno stile abilmente copiato: sembra di leggere Ammanniti, senza la freschezza, l'originalità, la profondità del grande scrittore. Quì tutto è un pò brutta copia, infarcita di stereotipi, con qual ... (continue)

    Forse è peggio dell'incipit di "Vita", perchè qui forse non c'è nessuna frase copiata integralmente, c'è uno stile abilmente copiato: sembra di leggere Ammanniti, senza la freschezza, l'originalità, la profondità del grande scrittore. Quì tutto è un pò brutta copia, infarcita di stereotipi, con qualche abilità narrativa: la storia in qualche modo man mano ti prtende. Non ne sono sicuro, ma mi pare che nemmeno i capitoli che scandiscono le ore di una giornata siano proprio una trovata originale.

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    Posted on Jun 29, 2009 | Add your feedback

Il treno dell'ultima notte By Dacia Maraini
  • Il soggetto è assai interessante, ma narrato in modo freddo, distaccato, quasi sempre in terza persona. Pare quasi più una esercitazione di scrittura che un romanzo. Nella storia, e sopratutto nel finale, solo apparentemente scontato, in realtà drammatico come il suo novecento, la grande Maraini.

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    Posted on Jun 11, 2009 | Add your feedback

Il viaggio verso casa By Catherine Dunne
La Torre d'Ayala By Gabriella Campagna Porfiri
Venuto al mondo By Margaret Mazzantini
  • E' tra i romanzi più belli che abbia mai letti. Comprendo che lo stile letterario della Mazzantini possa non essere apprezzato da tutti; non è solo una questione di "gusto"; per apprezzarlo forse è necessario possedere una qualche attrezzatura linguisica che si acquisisce anche semplicemente con la ... (continue)

    E' tra i romanzi più belli che abbia mai letti. Comprendo che lo stile letterario della Mazzantini possa non essere apprezzato da tutti; non è solo una questione di "gusto"; per apprezzarlo forse è necessario possedere una qualche attrezzatura linguisica che si acquisisce anche semplicemente con la frequentazione i autori un pò piu complicati stilisticamente. C'è un'altra ragione che rende la lettura di questo romanzo di grande interesse ed è la sua ambientazione, nei continui flash-back, all'interno di una delle più terribili tragedie dello scorso novecento ormai ai suoi sgoccioli: il disfacimento della ex Jugoslavia! Non è che ci sia, purtroppo, tanta letteratura che abbia il coraggio di parlare di essa, per intanto. Quel che è più significativo, a me pare, è l'operazione intellettuale (implicita al racconto) che opera l'autrice. Mentre infatti ne disegna il contesto di tempo e di luogo descrivendone con crudezza e forza della verità fatti, persone, inumane violenze accadute dopo, molto dopo, lo spartiacque del nazismo e della seconda guerra mondiale, quando la nostra cultura era ormai convinta che, mai più, nella civilissima Europa tutto ciò sarebbe potuto e dovuto accadere, nello stesso tempo rende quella tragegia decontestualizzata e universale; ne fa di essa un monito permanente: è accaduto sotto i nostri occhi quando non ce l'aspettavamo, in casa nostra, e quasi non ce ne siamo accorti: l'abbiamo digerita giorno dopo giorno, a piccole dosi tra un pranzo ed una cena, nei pastoni di telegiornali addomesticati; può sempre accadere, basta allentare la guardia della democrazia, della partecipazione e della autonomia culturale, e lasciar dilagare l'odio e la bestialità che è sempre presente, latente, nella nostra società, in ognuno di noi. In fondo quel che è sempre successo nella storia dell'umanità: basta girare il capo verso un'altra parte quando si è ancora in tempo per fermare la discesa, illudendoci che non toccherà a noi, che qualcuno o qualcosa prima o poi interverrà per fermare, impedire, ...
    Basta far finta di nulla, per esempio, al sorriso tanto ebete quanto disastroso di un Ministro cretino e pericoloso che mostra la sua visione dell'umanità annunciando di aver bloccato e rispedito ai suoi aguzzini un pugno di disperati in acque internazionali con la potenza della sua forza militare e tecnologica! Che centra tutto questo con il romanzo della Mazzantini? Centra, centra: forse per questo qualcuno storce il naso rifugiandosi nella critica letteraria...

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    Posted on May 12, 2009 | Add your feedback

La rossa primavera
La tragedia delle «Foibe»: Memoria e storia By Pierluigi Pallante
  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Esemplare!

    E' un testo esemplare per la qualità scientifica della ricerca storiografica, per la sua forza divulgativa perchè tratta argomenti assai complessi -su cui si è molto abusato ideologicamente confondendo la storiografia con la propaganda politica-, in maniera discorsiva, semplice, con una suddivision ... (continue)

    E' un testo esemplare per la qualità scientifica della ricerca storiografica, per la sua forza divulgativa perchè tratta argomenti assai complessi -su cui si è molto abusato ideologicamente confondendo la storiografia con la propaganda politica-, in maniera discorsiva, semplice, con una suddivisione di tutto il testo in brevi ma esaustivi capitoli, con una ricchissima appendice di testi, anche inediti, sui quali e/o a partire dai quali la ricerca, certo non esaustiva per tanti versi, può continuare. Un bel testo di storia, quindi (sarebbe utilissimo nei licei per far comprendere ai giovani buona parte della storia d'Europa contemporanea più prossima ai nostri giorni e ai nostri attualissimi problemi), che fa molta luce su vicende spesso oscure e, come dicevo, assai manipolate impropriamente.

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    Posted on Apr 24, 2009 | Add your feedback

Boccamurata By Simonetta Agnello Hornby
  • Un romanzo mediocre e anche un pò noioso

    Al contrario di quanto affermato nel risvolto di copertina la società siciliana narrata è tutt'altro che moderna: molto più gattopardesca. Il racconto è troppo frammentato: ho fatto veramente fatica a superare la noia.

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    Posted on Apr 21, 2009 | Add your feedback

Manifesto del Partito Comunista: Presentazione di Gerardo Chiaromonte In appendice scritti di Antonio Labriola e Palmiro Togliatti su… By Friedrich Engels, Karl Marx
Espiazione By Ian McEwan
  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Merasvigliosamente sorprendente

    E' un romanzo molto bello, la cui storia è costruita con un'escalation emotiva in cui capitolo dopo capitolo si evolve continuamente tramite un susseguirsi di punti vista dello stesso racconto dei diversi protagonisti. E' un romanzo storico epocale: è ambientato nello scorso novecento, a cavallo del ... (continue)

    E' un romanzo molto bello, la cui storia è costruita con un'escalation emotiva in cui capitolo dopo capitolo si evolve continuamente tramite un susseguirsi di punti vista dello stesso racconto dei diversi protagonisti. E' un romanzo storico epocale: è ambientato nello scorso novecento, a cavallo della immane tragedia della seconda guerra mondiale. Infatti in quello scenario le vicende private di una famiglia, si intrecciano con la grande storia universale; le meschinità e i grandi slanci di ordinaria umanità dei personaggi, coincidono con quelli della società europea descritta, proprio attraverso quelle piccole vicende, nel suo splendore e nella sua agghiacciante miseria i cui volti sono il nazismo e le devastazioni morali e materiali della guerra.

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    Posted on Apr 10, 2009 | Add your feedback

Nitti e gli altri: I deputati lucani alla Costituente By Michele Strazza
La collezione BNL **: I contemporanei
Dialogo con Pasolini: Scritti (1957-1984) By Pier Paolo Pasolini
La Puglia e il mare
La collezione BNL (2voll): 1 Da Roma antica all'ottocento - 2 I contemporanei
Vocabolario della lingua italiana - Vol. IV: S-Z
Vocabolario della lingua italiana - Vol. III**: PE-R

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