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- Gli amori difficili (3418)
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By Italo Calvino -
Finished on Mar 1, 2009 




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Buondì! ti avvicino perchè ai un sacco di libri di Erri de Luca, e alcuni libri che dico sempre "questo lo dovrei proprio leggere"...
buonagiornata
Grazie del complimento :) A dire il vero mi sento fin troppo sintetica... ;))
Complimenti per le belle recensioni, le belle letture e... il bel nome ;)))
grazie per le belle parole! fa sempre piacere riceverle, soprattutto di prima mattina :D ... poi in una mattina come questa ancor di più ;-)
Ma no, per Vian non serve coraggio, solo disponibilità. Devi essere disponibile nei suoi confronti, poi lo lascerai osare, come non si lascia fare altri...ci si immerge in lui solo se si mantiene la propria ingenuità :)
Gli amori difficili
L’amore non è difficile. L’amore diventa fatica se moltiplicato attraverso il filtro subdolo della parola: da essenzialità fertile e succosa, non ne restano che pluralità disossate ed esangui, un immobilizzazione di tutto un Sentire - in realtà un Essere - che vuole muoversi e correre e scorrere ... (continue)
L’amore non è difficile. L’amore diventa fatica se moltiplicato attraverso il filtro subdolo della parola: da essenzialità fertile e succosa, non ne restano che pluralità disossate ed esangui, un immobilizzazione di tutto un Sentire - in realtà un Essere - che vuole muoversi e correre e scorrere e fluire e spettinare ed inciampare e lacerarsi, perché “sa” la pazienza delle cicatrici che verranno ad espandere lo spazio da esplorare: fino all’incontro, alla sperata intersezione, e continuare.
Dire l’amore è rendere singhiozzante questo “ Tra ”, la più incantevole delle traiettorie fra tutte le Cose Invisibili.
L’amore fatto linguaggio è una balbuzie che scivola, non intercetta, si schianta al suolo; resta la consolazione di un cadere intervallato da qualche sollievo: da quelle labbra - proprio quelle - socchiuse ed assorte, da quell’espressione tesa nella concentrazione di voler afferrare quel tuo morso d’anima, dalla dolce intenzione della persona di fronte. I “ti amo” ed i “per sempre” a due, non fanno che ripetere all’infinito questo “percorso verticale”.
Gli amori di Calvino durano un’ora, una vita, un giorno, una stagione. Gli amori di Calvino sono “il tempo che è accessorio” e questo Non Dire l’amore, che è fragrante, si articola attraverso lenzuola tiepide castamente condivise, quotidianità affannata che intenerisce, affettuosità rozza e disturbante, contatti casuali, nodi alla gola che non si sciolgono, adulteri leciti dal nucleo innocente, impudicizia che esita , e molto ancora.
Accusano queste pagine di una freddezza nello stile: in realtà è solo l’eco dello sforzo , quello di Non “Parola-re” il Sentimento, che si fa scrittura. E’ uno sfondo. La vita oltre il bordo pagina concede di alleggerire questa freddezza permeandola dei tentativi dei “ti amo” e dei “ per sempre”. Accettiamone il limite invalicabile e in quanto nostro da ogni tempo e in ogni tempo ( perché no? … ) ... perpetuiamolo.