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Alessandro B…
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- Castelli di rabbia (15157)
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By Alessandro Baricco -
Finished on Aug 8, 2008 




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Buondì! ti avvicino perchè ai un sacco di libri di Erri de Luca, e alcuni libri che dico sempre "questo lo dovrei proprio leggere"...
buonagiornata
Grazie del complimento :) A dire il vero mi sento fin troppo sintetica... ;))
Complimenti per le belle recensioni, le belle letture e... il bel nome ;)))
grazie per le belle parole! fa sempre piacere riceverle, soprattutto di prima mattina :D ... poi in una mattina come questa ancor di più ;-)
Ma no, per Vian non serve coraggio, solo disponibilità. Devi essere disponibile nei suoi confronti, poi lo lascerai osare, come non si lascia fare altri...ci si immerge in lui solo se si mantiene la propria ingenuità :)
Castelli di rabbia
Baricco è da leggersi preparandosi all’arte di diluire le parole. Talmente fertile di quello che non è solo parola, di un’intensità delicata e azzurra, da doversi insegnare a non correre su parole così, a non affannarsi, affamati, su una lettura così, che è tutta un Sentire Forte che si denuda quasi ... (continue)
Baricco è da leggersi preparandosi all’arte di diluire le parole. Talmente fertile di quello che non è solo parola, di un’intensità delicata e azzurra, da doversi insegnare a non correre su parole così, a non affannarsi, affamati, su una lettura così, che è tutta un Sentire Forte che si denuda quasi della pura scrittura, se ne stacca violentemente.
Lettura semplice: per saper scendere nell’interstizio, coglierne tutto l’ “attraverso”. Sono pagine che tentano come una sete, e si pecca continuamente a non rallentare; eppure non puoi fare a meno di rubarle tutte e in fretta, come se fossero pochi secondi appena quelli concessi per afferrarne il segreto, l’arma buona: perché più che un racconto di un’umanità fitta di respiro, errori e sangue dolce, è un nido di lame affilate che sembrano offrir tisi per incidere, tagliare, squarciare e quindi *capire* ( e meno male, che è un’illusione) le “miserie” della vita, che poi sono le uniche a cementarla, stiparla, tenerla insieme, come un palazzo sicuro, questa nostra “vita, che è così …”. Respirate spesso, e rallentate perché merita, anche se io non ho saputo farlo. E allora me lo regalo, una seconda volta, ma a piccoli sorsi, su pagine riaperte a caso, un Baricco così, che è il mio primo Baricco … sì, è vero: meglio bolle di cristallo che esplodono e tracciano la vita che piccole biglie sicure ed infrangibili, da portarsi inconsistenti, in tasca …