Dovrebbe essere una, ma ho dato due stelline per la stima pregressa verso Vernon Vinge che ha scritto, a mio parere, due capolavori della fantascienza come 'Universo incostante' e 'Quando la luce tornerà'. Giusto un piccolo beneficio di dubbio visto che Urania per motivi di formato ha ridotto il tes
... (continue)
Dovrebbe essere una, ma ho dato due stelline per la stima pregressa verso Vernon Vinge che ha scritto, a mio parere, due capolavori della fantascienza come 'Universo incostante' e 'Quando la luce tornerà'. Giusto un piccolo beneficio di dubbio visto che Urania per motivi di formato ha ridotto il testo del 15%. Avevo qualche perplessità sulla traduzione, ma probabilmente gli 'stridori' percepiti erano anche figli dell'improvvido 'taglio'. Comunque una lettura difficile, spesso l’impressione di capire poco, e sotto un’impalcatura linguistica che spinge su un linguaggio presuntuoso –informatico pieno di sigle incomprensibili, rimane una struttura narrativa debole. Non consigliato.
Una strana nostalgia. Gli anni 60 di un quartiere che si apre verso il mondo tracciando segni, musiche, personaggi di quei tempi e allo stesso tempo li seppellisce, i 60, con un addio doloroso e perdente. Un tentativo di fare un affresco, ma che si ferma a molti bozzetti, troppi forse, che frantuman
... (continue)
Una strana nostalgia. Gli anni 60 di un quartiere che si apre verso il mondo tracciando segni, musiche, personaggi di quei tempi e allo stesso tempo li seppellisce, i 60, con un addio doloroso e perdente. Un tentativo di fare un affresco, ma che si ferma a molti bozzetti, troppi forse, che frantumano l'idea complessiva. Molto interessanti, anche se probabilmente fuori luogo, le immagini associate alle opere di arte contemporanea. Stimolanti, brillanti, le si ricerca addirittura durante la lettura, ma sono perle sparse e forse perse.
Parte in sordina. Chiude sfavillante. Il cappello di Leonard è un tormentone comico che ti segue senza tregua. L'amicizia di questi due è ormai una categoria aristotelica (non so bene cosa voglia dire, ma comunque siamo nei pressi delle iperboli).
Un buon hard boiled con spruzzi di fantascienza dickiana. Il tema dell'ossessione per la droga è un po' angosciante, ma è anche una indovinata metafora per un mondo che cavalca verso il '1984'.
Alla fine dell'arcobaleno
Dovrebbe essere una, ma ho dato due stelline per la stima pregressa verso Vernon Vinge che ha scritto, a mio parere, due capolavori della fantascienza come 'Universo incostante' e 'Quando la luce tornerà'.continue)
Giusto un piccolo beneficio di dubbio visto che Urania per motivi di formato ha ridotto il tes ... (
Dovrebbe essere una, ma ho dato due stelline per la stima pregressa verso Vernon Vinge che ha scritto, a mio parere, due capolavori della fantascienza come 'Universo incostante' e 'Quando la luce tornerà'.
Giusto un piccolo beneficio di dubbio visto che Urania per motivi di formato ha ridotto il testo del 15%. Avevo qualche perplessità sulla traduzione, ma probabilmente gli 'stridori' percepiti erano anche figli dell'improvvido 'taglio'.
Comunque una lettura difficile, spesso l’impressione di capire poco, e sotto un’impalcatura linguistica che spinge su un linguaggio presuntuoso –informatico pieno di sigle incomprensibili, rimane una struttura narrativa debole.
Non consigliato.
Addio
Una strana nostalgia. Gli anni 60 di un quartiere che si apre verso il mondo tracciando segni, musiche, personaggi di quei tempi e allo stesso tempo li seppellisce, i 60, con un addio doloroso e perdente.continue)
Un tentativo di fare un affresco, ma che si ferma a molti bozzetti, troppi forse, che frantuman ... (
Una strana nostalgia. Gli anni 60 di un quartiere che si apre verso il mondo tracciando segni, musiche, personaggi di quei tempi e allo stesso tempo li seppellisce, i 60, con un addio doloroso e perdente.
Un tentativo di fare un affresco, ma che si ferma a molti bozzetti, troppi forse, che frantumano l'idea complessiva.
Molto interessanti, anche se probabilmente fuori luogo, le immagini associate alle opere di arte contemporanea. Stimolanti, brillanti, le si ricerca addirittura durante la lettura, ma sono perle sparse e forse perse.
Galassia maledetta
Fantascienza un po' datata. Parte benino, ma poi non riesce a reggere.
Devil Red
Parte in sordina.
Chiude sfavillante.
Il cappello di Leonard è un tormentone comico che ti segue senza tregua.
L'amicizia di questi due è ormai una categoria aristotelica (non so bene cosa voglia dire, ma comunque siamo nei pressi delle iperboli).
Concerto per archi e canguro
Un buon hard boiled con spruzzi di fantascienza dickiana. Il tema dell'ossessione per la droga è un po' angosciante, ma è anche una indovinata metafora per un mondo che cavalca verso il '1984'.