Il libro è “racconto di sé": non una vera e propria autobiografia ma una narrazione ricca di riflessioni sulle esperienze vissute dall’autrice (diverse e tutte significative: dall’avvocato alla politica, dalla Resistenza alla battaglia per i diritti dell’infanzia) Sono storie di persone vere in
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Il libro è “racconto di sé": non una vera e propria autobiografia ma una narrazione ricca di riflessioni sulle esperienze vissute dall’autrice (diverse e tutte significative: dall’avvocato alla politica, dalla Resistenza alla battaglia per i diritti dell’infanzia) Sono storie di persone vere in cui troviamo anche episodi buffi il ciclostile portato sulle spalle), vere e proprie stprie di vita vissuta. Ci fa rivivere veramente un pezzo della nostra storia: mezzo secolo di vita italiana – vista dall’ottica torinese – dal punto di vista di chi ne è stata anche protagonista ma che colpisce e coinvolge anche chi ne fu semplice spettatore o al massimo comparsa. ne emerge - l’esperienza di un avvocato che va al di là della mera “difesa” del cliente, dell’imputato, ma che cerca di “capire” cosa è accaduto e “perché” è accaduto, di riflettere insieme all’altro per comprendere chi c’era “dall’altra parte, al di là del vetro” (in particolare nei processi ai terroristi e alle terroriste) - ma anche l’avvocato che si batte per alcune cause in cui crede, che sceglie da che parte stare (le schedature Fiat, la tutela legale delle donne --> clausola del nubilato, prima causa per la parità di retribuzione contro il GFT nel 1958…) E infine… le donne, (il “secolo delle donne” come è intitolato un capitolo): nel libro si intrecciano episodi e considerazioni quali - l’esperienza dei Gruppi di difesa della donna e il giornalino “La difesa della lavoratrice” (31/32) - lo sciopero esclusivamente di donne nel luglio 1945 per uguale misura dell’indennità di contingenza - il sottolineare come le donne, spesso di provenienza popolare, abbiano favorito il mutamento sociale e culturale che spesso anticipò il rinnovamento normativo - il rapporto, a volte anche polemico, con le femministe ecc. Per concludere riporto le parole con cui Bianca Giudetti Serra sintetizza la sua vita: “ Mi è piaciuto il fare, e ho fatto quel che ho potuto, cercando sempre di essere me stessa. Nel mio operare, ho anteposto i fatti concreti ai discorsi, la moralità delle persone alle idee. Non voglio dire che le idee e le parole non contino, ma sono più volatili, possono essere piegate a fini diversi. Nel mio mestiere e nella militanza ho cercato di far valere, contro la legge del più forte, i diritti dei più deboli. Non mi sono sentita mai antagonista per principio; quando mi sono battuta contro qualcuno, era per difendere qualcun altro”.
4 stelline proprio perchè ogni tanto è gradevole leggere un libro leggero e ben fatto. Certo, niente di speciale ma almeno mi ha fatto passare qualche ora piacevole
la lettura di questo libro,bello e coinvolgente, (insieme a quello di Rumiz "Maschere per un massacro") mi ha aiutato a capire e a riflettere su avvenimenti che avevo vissuto distrattamente e superficialmente e che invece si sono svolti, in una realtà terribile e agghiacciante, a pochi passi da noi
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la lettura di questo libro,bello e coinvolgente, (insieme a quello di Rumiz "Maschere per un massacro") mi ha aiutato a capire e a riflettere su avvenimenti che avevo vissuto distrattamente e superficialmente e che invece si sono svolti, in una realtà terribile e agghiacciante, a pochi passi da noi e mi ha fatto conoscere Paesi e popoli che tendevo a ignorare e che appaioni bellissimi nelle pagine del libro
non è letteriaramente un capolavoro ma un libro che si legge con partecipazione, con ammirazione e che - giustamente - suscita sdegno per le tante gravi cose che succedono di cui siamo solo molto parzialmente e distrattamente consapevoli. Un manifesto contro la violenza e la guerra. "La specie uman
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non è letteriaramente un capolavoro ma un libro che si legge con partecipazione, con ammirazione e che - giustamente - suscita sdegno per le tante gravi cose che succedono di cui siamo solo molto parzialmente e distrattamente consapevoli. Un manifesto contro la violenza e la guerra. "La specie umana....una specie violenta, che benedice la violenza individuale e di stato, che pratica la violenza come deterrente psicologico, che gode del proprio essere violenta.Una specie capace di dare dignità di pensiero a bestialità quali 'alla violenza si risponde con la violenza'"
scritto molto bene: le descrizioni della Sardegna sono affascinanti e rendono bene l'ambiente, il panorama, i luoghi. La storia, soprattutto nella seconda parte, è un po' da feuilleton
Bianca la rossa
Il libro è “racconto di sé": non una vera e propria autobiografia ma una narrazione ricca di riflessioni sulle esperienze vissute dall’autrice (diverse e tutte significative: dall’avvocato alla politica, dalla Resistenza alla battaglia per i diritti dell’infanzia)continue)
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Il libro è “racconto di sé": non una vera e propria autobiografia ma una narrazione ricca di riflessioni sulle esperienze vissute dall’autrice (diverse e tutte significative: dall’avvocato alla politica, dalla Resistenza alla battaglia per i diritti dell’infanzia)
Sono storie di persone vere in cui troviamo anche episodi buffi il ciclostile portato sulle spalle), vere e proprie stprie di vita vissuta.
Ci fa rivivere veramente un pezzo della nostra storia: mezzo secolo di vita italiana – vista dall’ottica torinese – dal punto di vista di chi ne è stata anche protagonista ma che colpisce e coinvolge anche chi ne fu semplice spettatore o al massimo comparsa. ne emerge
- l’esperienza di un avvocato che va al di là della mera “difesa” del cliente, dell’imputato, ma che cerca di “capire” cosa è accaduto e “perché” è accaduto, di riflettere insieme all’altro per comprendere chi c’era “dall’altra parte, al di là del vetro” (in particolare nei processi ai terroristi e alle terroriste)
- ma anche l’avvocato che si batte per alcune cause in cui crede, che sceglie da che parte stare (le schedature Fiat, la tutela legale delle donne --> clausola del nubilato, prima causa per la parità di retribuzione contro il GFT nel 1958…)
E infine… le donne, (il “secolo delle donne” come è intitolato un capitolo): nel libro si intrecciano episodi e considerazioni quali
- l’esperienza dei Gruppi di difesa della donna e il giornalino “La difesa della lavoratrice” (31/32)
- lo sciopero esclusivamente di donne nel luglio 1945 per uguale misura dell’indennità di contingenza
- il sottolineare come le donne, spesso di provenienza popolare, abbiano favorito il mutamento sociale e culturale che spesso anticipò il rinnovamento normativo
- il rapporto, a volte anche polemico, con le femministe ecc.
Per concludere riporto le parole con cui Bianca Giudetti Serra sintetizza la sua vita:
“ Mi è piaciuto il fare, e ho fatto quel che ho potuto, cercando sempre di essere me stessa. Nel mio operare, ho anteposto i fatti concreti ai discorsi, la moralità delle persone alle idee. Non voglio dire che le idee e le parole non contino, ma sono più volatili, possono essere piegate a fini diversi. Nel mio mestiere e nella militanza ho cercato di far valere, contro la legge del più forte, i diritti dei più deboli. Non mi sono sentita mai antagonista per principio; quando mi sono battuta contro qualcuno, era per difendere qualcun altro”.
Biscotti e sospetti
4 stelline proprio perchè ogni tanto è gradevole leggere un libro leggero e ben fatto. Certo, niente di speciale ma almeno mi ha fatto passare qualche ora piacevole
Bruciami l'anima. Taccuino bosniaco
la lettura di questo libro,bello e coinvolgente, (insieme a quello di Rumiz "Maschere per un massacro") mi ha aiutato a capire e a riflettere su avvenimenti che avevo vissuto distrattamente e superficialmente e che invece si sono svolti, in una realtà terribile e agghiacciante, a pochi passi da noi ... (continue)
la lettura di questo libro,bello e coinvolgente, (insieme a quello di Rumiz "Maschere per un massacro") mi ha aiutato a capire e a riflettere su avvenimenti che avevo vissuto distrattamente e superficialmente e che invece si sono svolti, in una realtà terribile e agghiacciante, a pochi passi da noi e mi ha fatto conoscere Paesi e popoli che tendevo a ignorare e che appaioni bellissimi nelle pagine del libro
Buskashì
non è letteriaramente un capolavoro ma un libro che si legge con partecipazione, con ammirazione e che - giustamente - suscita sdegno per le tante gravi cose che succedono di cui siamo solo molto parzialmente e distrattamente consapevoli. Un manifesto contro la violenza e la guerra. "La specie uman ... (continue)
non è letteriaramente un capolavoro ma un libro che si legge con partecipazione, con ammirazione e che - giustamente - suscita sdegno per le tante gravi cose che succedono di cui siamo solo molto parzialmente e distrattamente consapevoli. Un manifesto contro la violenza e la guerra. "La specie umana....una specie violenta, che benedice la violenza individuale e di stato, che pratica la violenza come deterrente psicologico, che gode del proprio essere violenta.Una specie capace di dare dignità di pensiero a bestialità quali 'alla violenza si risponde con la violenza'"
Canne al vento
scritto molto bene: le descrizioni della Sardegna sono affascinanti e rendono bene l'ambiente, il panorama, i luoghi. La storia, soprattutto nella seconda parte, è un po' da feuilleton