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Annia Ciezad…
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- I giorni del miele e dello zenzero (80)
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By Annia Ciezadlo -
Finished on May 15, 2012 




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allora,adesso sto leggendo a piccole dosi "Moby Dick"..ho un debole per i classici :) poi vorrei comprare "La signora di Ellis Island", che mi hanno consigliato(devi sapere che il mio periodo cronologico preferito per i libri è l'America degli anni dell'immigrazione,specialmente se si parla di italiani e italo-americani) : Vorrei anche comprare quello di Messner,che ha scritto un libro sulla sua vita e sulla morte del fratello in vetta. Poi vorrei comprare l'ultimo della Evanovich,che fa molto ridere in genere ma l'ultimo prima di questo nuovo mi ha un po' delusa perciò ho qualche riserva...ma se hai voglia di ridere,te la consiglio :) e tu????
Sono contenta che tu l'abbia finito!! E' un libro che a me non è dispiaciuto, una piacevole lettura, ma di sicuro non una lettura indimenticabile. Alcune delle vicende presenti nel romanzo hanno toccato anche me... Cosa leggerai adesso?? :-)
La cosa che secondo me salta subito agli occhi quando si legge "Il meglio della vita" è che le donne sapevano essere stupide in ogni epoca... Fammi sapere che te ne pare ;)
certo,ti farò sapere :) per ora sta piacendo molto anche a me,mi sento molto Caroline ma a tratti anche Gregg...a presto!!!!
Ciao cara... Certo che mi ricordo! Che bello risentirti! :-)
Il meglio della vita a me è piaciuto molto... Anche se in alcuni tratti è un po' triste, e ci sono alcuni aspetti trattati (credo appositamente) in modo poco approfondito, l'ho trovato proprio piacevole. Fammi sapere se ti è piaciuto, quando l'avrai finito! :-)
I giorni del miele e dello zenzero
questo libro si meriterebbe 3 stelline e non 4 per il fatto che,se fosse finito 100 pagine prima,sarebbe stato bello lo stesso. Capisco però che quando si racconta un conflitto armato non lo si possa far finire quando si vuole ma lo si debba raccontare tutto dall'inizio alla fine. L'idea dell'autric ... (continue)
questo libro si meriterebbe 3 stelline e non 4 per il fatto che,se fosse finito 100 pagine prima,sarebbe stato bello lo stesso. Capisco però che quando si racconta un conflitto armato non lo si possa far finire quando si vuole ma lo si debba raccontare tutto dall'inizio alla fine. L'idea dell'autrice,che parla in prima persona,di raccontare la sua vita accanto al marito,giornalista di guerra,con cui impara ad ingannare la nostalgia di casa cucinando manicaretti che danno un senso di normalità anche in mezzo alla guerra,è affascinante e molto umana. La Ciezadlo ci racconta di un'usanza così antica eppure così moderna,come quella di riunirsi a tavola,anche quando fuori imperversano i bombardamenti.Ci trasporta in una dimensione fatta di persone che devono fare i conti con una realtà molto dura e spietata,ci racconta l'origine di tutti i piatti che impara in giro per Beirut e Baghdad,ci prende per mano presentandoci le tradizioni culinarie di tutti i posti in cui si trova,svelandoci analogie tra piatti spagnoli ed arabi. Mentre fa tutto questo,l'autrice(giornalista freelance) incontra e racconta personaggi che hanno storie molto toccanti da dare al mondo che mi hanno fatta piangere più di una volta.Infine,questa cuoca-giornalista, subisce una metamorfosi:tornata alla normalità dell'america,non riesce più a vivere una vita "normale". Come se tutte quelle bombe e quelle incertezze avessero sviluppato in lei una capacità di assaporare tutto più intensamente in quanto tutto più sfuggevole...Annia non riconosce più come casa quel luogo fatto di valori che per lei sono diventati frivoli,ricco di discorsi frivoli e problemi che non sono veri problemi. Se dovessi dare un voto preciso,darei tre stelline e mezzo,non tanto perchè non meritasse di più,quanto perchè questo libro è una cronaca ed a volte è un po' stancante,tuttavia è un'opera molto umana e ve la consiglio.