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chi resiste ad uan "kiss face" -
Eccoci davanti ad un romanzo in cui l'elemento, la caratteristica principale è la sua "leggerezza". NON superficialità.
I due protagonisti, in modo ironico affrontano situazioni e anche drammi che diventano più leggeri per il loro approccio con le situazioni. Anche le domande di Paolo, ad es. sono ... (continue ) -
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May 26, 2011 |
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Cieli sporchi
***This comment contains spoilers! ***
Mai capitato che…continue)
un libro, scritto da un autore italiano, ti venga consigliato da un amico che vive in Svezia e che riesce a fartelo avere direttamente dallo scrittore, dato che in giro non si trova facilmente?
A me si. Il libro è “Cieli Sporchi”, scritto da Rosario Capaldo, che non è solo uno s ... (
Mai capitato che…
un libro, scritto da un autore italiano, ti venga consigliato da un amico che vive in Svezia e che riesce a fartelo avere direttamente dallo scrittore, dato che in giro non si trova facilmente?
A me si. Il libro è “Cieli Sporchi”, scritto da Rosario Capaldo, che non è solo uno scrittore ma anche un pittore, un attore ed ora pure musicista.
La prima cosa a cui ho pensato, dopo aver letto il libro (purtroppo non tutto di fila) è stato un film: “Crash” di Paul Higgins, del 2004. Ma anche “Magnolia” ci può stare, nel senso che i racconti che compongono il libro sulla prima appaiono tutti indipendenti per poi scoprire, parola dopo parola che così slegati non sono, anzi, il progetto, il disegno è molto più ampio.
Il risultato è che finisci per rileggerlo subito, quasi come per verificare se tutto torna. E tutto, torna!
Il titolo che invece avrebbe dato l’amico svedese è “Angels in Italia” ed in effetti questo avrebbe potuto essere il sottotitolo, perfetto per questo libro in cui i protagonisti, di questi cieli sporchi, si chiamano Gabriele, Raffaele, Michele...
Ci sono degli argomenti, ricorrenti nel libro, che fanno parte della parte autobiografica dell’autore, come ad es. la pittura (fin dal primo racconto) e situazioni che invece lui stesso tiene a sottolineare siano “frutto di fantasia” emi riferisco al livello di violenza, non solo fisica, presente in ogni racconto.
Ma si parla di colori, di cielo, in tutti gli episodi c’è una fuga da qualcosa o da qualcuno e nello stesso tempo una ricerca, forse la più antica del mondo che è quella del sé, di essere a posto, ben collocato, come dire, a proprio agio perché felice, per quanto in effetti si sa, la felicità sia piuttosto volatile, nel caso che esistesse, il cercare un luogo dove stare per essere te stesso e amato, con la possibilità di fare altrettanto, dove forse si sia veramente liberi!
Sono racconti duri e crudi, forti e spietati: gli adulti sempre orchi, specie le figure paterne, tanto da rendere per forza di cose forti, coraggiosi, decisi, gli angioletti che, dall’infanzia ne sono usciti prematuramente e non certo per loro colpa.
“Ancora Infiniti Domani Splendenti”, il quarto racconto, è quello che preferisco, insieme all’ultimo il quale oltre a sistemare i fatti, ti lascia un senso di speranza in un romanzo dove tutto è cupo.
Il consiglio è quello di prendersi due ore e leggerlo tutto in un fiato, anzi di più perché è impossibile non rileggere alcuni passi di ogni racconto.
Da segnalare la copertina, un vero e proprio puzzle che come il libro, riesce ad compresa meglio alla fine.