Veramente interessante questo saggio sul Messico che riesce a parlare non solo della storia più recente ma anche di che spirito sono fatti i messicani, così legati agli avvenimenti che li ha visti oggetto e soggetto della storia. Storia, antropologia, filosofia, l'autore ha la capacità di fare un qu
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Veramente interessante questo saggio sul Messico che riesce a parlare non solo della storia più recente ma anche di che spirito sono fatti i messicani, così legati agli avvenimenti che li ha visti oggetto e soggetto della storia. Storia, antropologia, filosofia, l'autore ha la capacità di fare un quadro approfondito, personale e completo. Il libro è solo per certi aspetti è datato perché molte volte leggendolo viene da esclamare: sembra l'Italia di oggi!
In questa raccolta ci sono molti degli scritti pubblicati sulla "Stampa" dal 1968 al 1970 ed alcuni inediti che trattano sia di ricordi autobiografici, sia di eventi culturali accaduti in quel periodo, sia riflessioni sugli argomenti più vari, anche profonde, come Dio e la morte. Con la sua penna ar
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In questa raccolta ci sono molti degli scritti pubblicati sulla "Stampa" dal 1968 al 1970 ed alcuni inediti che trattano sia di ricordi autobiografici, sia di eventi culturali accaduti in quel periodo, sia riflessioni sugli argomenti più vari, anche profonde, come Dio e la morte. Con la sua penna arguta e la scrittura piana e scorrevole, quasi colloquiale ma perfetta nell'argomentazione, la Ginzburg ci regala un'altra messe di pensieri e parole scritte che già mi avevano conquistato con la raccolta Le piccole virtù. Ginzburg sa evocare i ricordi come pochi e lei stessa si rende conto dell'ineluttabilità della scrittura coniando le frasi che saranno la chiusa dell'ultimo racconto: "Si è chiesto se scrivere era per lui un dovere o un piacere. Stupido. Non era nè l'uno nè l'altro. Nei momenti migliori, era ed è per lui come abitare la terra." Una ulteriore conferma di come la scrittrice sia nelle mie corde.
Perfettamente consapevole che Eco non è un romanziere ma uno studioso e saggista mi accingo a commentare questo romanzo tenendo ben presente questo aspetto. Eco utilizza la sua vasta cultura e i suoi studi sulla comunicazione e filosofici per mediare alcuni contenuti che probabilmente sta approfonde
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Perfettamente consapevole che Eco non è un romanziere ma uno studioso e saggista mi accingo a commentare questo romanzo tenendo ben presente questo aspetto. Eco utilizza la sua vasta cultura e i suoi studi sulla comunicazione e filosofici per mediare alcuni contenuti che probabilmente sta approfondendo in quel momento. In questo caso il diffondersi nell'800 di una cultura antisemita costruita su falsi storici che ha già in sé l'idea della soluzione finale che poi il nazismo porterà a compimento. Questa idea importante Eco la trasporta all'interno di una serie di vicende che vanno dal Risorgimento italiano alla massoneria, dagli anarchici ai gesuiti, infarcendo di nomi, personaggi, luoghi, fatti, episodi, dati e date ogni pagina. Si può dire quello che si vuole, ma leggere questo libro è un ottimo allenamento al pensiero, non è un romanzo, ma appaga ugualmente lo spirito del lettore.
Le donne travestite da uomini riescono a partecipare all'Assemblea dei cittadini e a far votare a maggioranza la proposta di consegnare il governo della città di Atene alle donne stesse. Con la convinzione che la gestione casalinga e l'equilibrio delle donne siano di beneficio alla città. Subito dop
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Le donne travestite da uomini riescono a partecipare all'Assemblea dei cittadini e a far votare a maggioranza la proposta di consegnare il governo della città di Atene alle donne stesse. Con la convinzione che la gestione casalinga e l'equilibrio delle donne siano di beneficio alla città. Subito dopo esse promulgano delle leggi per mettere tutti i propri averi in comune con piena libertà sessuale di ambedue i sessi così che le donne possano liberamente scegliere con chi avere rapporti sessuali e con chi procreare. Unico inghippo: si potrà fare l'amore con una donna giovane e bella o con un aitante giovanotto solo dopo averlo fatto con una donna vecchia e brutta e parimenti con un uomo dalle stesse caratteristiche.
Un'opera che riprende molti temi di Aristofane, Lisistrata su tutti, che si snoda in modo lineare affrontando il paradosso del governo alle donne, perché per l'autore greco è un paradosso, un modo per discutere degli argomenti che gli stanno a cuore come il fatto che non c'è nulla di più ingiusto dell'uguaglianza tra ineguali. il governo alle donne con la speranza che le cose vadano meglio, perché peggio di così non potrebbero andare, vista la tendenza degli ateniesi a prendere senza dare, problema irrisolvibile in una società dove si vuol far passare la comunione dei beni e l'opportunità sessuale per tutti, perché di libertà non si può parlare visto che è condizionata.
Di questo libro ci sarebbero tantissime cose da dire ma di fatto mi lascia senza parole. Sembra un paradosso ma il libro stesso è un paradosso, Celine è così aderente alla realtà autobiografica che ha vissuto che usa un linguaggio "in diretta" per riproporla, non la racconta, ce la fa vivere e quest
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Di questo libro ci sarebbero tantissime cose da dire ma di fatto mi lascia senza parole. Sembra un paradosso ma il libro stesso è un paradosso, Celine è così aderente alla realtà autobiografica che ha vissuto che usa un linguaggio "in diretta" per riproporla, non la racconta, ce la fa vivere e questo è la sua grande forza ma anche il suo grande limite. Di certo un'opera così non è mai stata scritta, talmente in presa diretta da apparire scritta di getto, senza filtri, ma forse non è proprio così. Celine vuole descriverci la più minuta e volgare realtà quotidiana, con un linguaggio forte, un'invettiva continua, si sente dentro la rabbia, la paura, l'odio, il dolore. Allora il linguaggio e le descrizioni sono sempre forzate, sarcastiche, paradossali, paroodistiche, quasi un circo, una corte dei miracoli, una realtà come la vive Celine. Prendere o lasciare, di certo un capolavoro, per forza ed intensità, ma circoscritto e limitante perché assolutamente e forzatamente delirante. L'opera di una persona non del tutto risolta e ai limiti della sociopatia. Come dicevano di Van Gogh: tutti vorrebbero un Van Gogh in casa, pochi vorrebbero Van Gogh in casa. Si potrebbe dire la stessa cosa di Celine.
Il labirinto della solitudine
Veramente interessante questo saggio sul Messico che riesce a parlare non solo della storia più recente ma anche di che spirito sono fatti i messicani, così legati agli avvenimenti che li ha visti oggetto e soggetto della storia. Storia, antropologia, filosofia, l'autore ha la capacità di fare un qu ... (continue)
Veramente interessante questo saggio sul Messico che riesce a parlare non solo della storia più recente ma anche di che spirito sono fatti i messicani, così legati agli avvenimenti che li ha visti oggetto e soggetto della storia. Storia, antropologia, filosofia, l'autore ha la capacità di fare un quadro approfondito, personale e completo. Il libro è solo per certi aspetti è datato perché molte volte leggendolo viene da esclamare: sembra l'Italia di oggi!
Mai devi domandarmi
In questa raccolta ci sono molti degli scritti pubblicati sulla "Stampa" dal 1968 al 1970 ed alcuni inediti che trattano sia di ricordi autobiografici, sia di eventi culturali accaduti in quel periodo, sia riflessioni sugli argomenti più vari, anche profonde, come Dio e la morte. Con la sua penna ar ... (continue)
In questa raccolta ci sono molti degli scritti pubblicati sulla "Stampa" dal 1968 al 1970 ed alcuni inediti che trattano sia di ricordi autobiografici, sia di eventi culturali accaduti in quel periodo, sia riflessioni sugli argomenti più vari, anche profonde, come Dio e la morte. Con la sua penna arguta e la scrittura piana e scorrevole, quasi colloquiale ma perfetta nell'argomentazione, la Ginzburg ci regala un'altra messe di pensieri e parole scritte che già mi avevano conquistato con la raccolta Le piccole virtù. Ginzburg sa evocare i ricordi come pochi e lei stessa si rende conto dell'ineluttabilità della scrittura coniando le frasi che saranno la chiusa dell'ultimo racconto: "Si è chiesto se scrivere era per lui un dovere o un piacere. Stupido. Non era nè l'uno nè l'altro. Nei momenti migliori, era ed è per lui come abitare la terra."
Una ulteriore conferma di come la scrittrice sia nelle mie corde.
Il cimitero di Praga
Perfettamente consapevole che Eco non è un romanziere ma uno studioso e saggista mi accingo a commentare questo romanzo tenendo ben presente questo aspetto. Eco utilizza la sua vasta cultura e i suoi studi sulla comunicazione e filosofici per mediare alcuni contenuti che probabilmente sta approfonde ... (continue)
Perfettamente consapevole che Eco non è un romanziere ma uno studioso e saggista mi accingo a commentare questo romanzo tenendo ben presente questo aspetto. Eco utilizza la sua vasta cultura e i suoi studi sulla comunicazione e filosofici per mediare alcuni contenuti che probabilmente sta approfondendo in quel momento. In questo caso il diffondersi nell'800 di una cultura antisemita costruita su falsi storici che ha già in sé l'idea della soluzione finale che poi il nazismo porterà a compimento. Questa idea importante Eco la trasporta all'interno di una serie di vicende che vanno dal Risorgimento italiano alla massoneria, dagli anarchici ai gesuiti, infarcendo di nomi, personaggi, luoghi, fatti, episodi, dati e date ogni pagina. Si può dire quello che si vuole, ma leggere questo libro è un ottimo allenamento al pensiero, non è un romanzo, ma appaga ugualmente lo spirito del lettore.
Le donne al parlamento
Le donne travestite da uomini riescono a partecipare all'Assemblea dei cittadini e a far votare a maggioranza la proposta di consegnare il governo della città di Atene alle donne stesse. Con la convinzione che la gestione casalinga e l'equilibrio delle donne siano di beneficio alla città.continue)
Subito dop ... (
Le donne travestite da uomini riescono a partecipare all'Assemblea dei cittadini e a far votare a maggioranza la proposta di consegnare il governo della città di Atene alle donne stesse. Con la convinzione che la gestione casalinga e l'equilibrio delle donne siano di beneficio alla città.
Subito dopo esse promulgano delle leggi per mettere tutti i propri averi in comune con piena libertà sessuale di ambedue i sessi così che le donne possano liberamente scegliere con chi avere rapporti sessuali e con chi procreare.
Unico inghippo: si potrà fare l'amore con una donna giovane e bella o con un aitante giovanotto solo dopo averlo fatto con una donna vecchia e brutta e parimenti con un uomo dalle stesse caratteristiche.
Un'opera che riprende molti temi di Aristofane, Lisistrata su tutti, che si snoda in modo lineare affrontando il paradosso del governo alle donne, perché per l'autore greco è un paradosso, un modo per discutere degli argomenti che gli stanno a cuore come il fatto che non c'è nulla di più ingiusto dell'uguaglianza tra ineguali. il governo alle donne con la speranza che le cose vadano meglio, perché peggio di così non potrebbero andare, vista la tendenza degli ateniesi a prendere senza dare, problema irrisolvibile in una società dove si vuol far passare la comunione dei beni e l'opportunità sessuale per tutti, perché di libertà non si può parlare visto che è condizionata.
Morte a credito
Di questo libro ci sarebbero tantissime cose da dire ma di fatto mi lascia senza parole. Sembra un paradosso ma il libro stesso è un paradosso, Celine è così aderente alla realtà autobiografica che ha vissuto che usa un linguaggio "in diretta" per riproporla, non la racconta, ce la fa vivere e quest ... (continue)
Di questo libro ci sarebbero tantissime cose da dire ma di fatto mi lascia senza parole. Sembra un paradosso ma il libro stesso è un paradosso, Celine è così aderente alla realtà autobiografica che ha vissuto che usa un linguaggio "in diretta" per riproporla, non la racconta, ce la fa vivere e questo è la sua grande forza ma anche il suo grande limite. Di certo un'opera così non è mai stata scritta, talmente in presa diretta da apparire scritta di getto, senza filtri, ma forse non è proprio così. Celine vuole descriverci la più minuta e volgare realtà quotidiana, con un linguaggio forte, un'invettiva continua, si sente dentro la rabbia, la paura, l'odio, il dolore. Allora il linguaggio e le descrizioni sono sempre forzate, sarcastiche, paradossali, paroodistiche, quasi un circo, una corte dei miracoli, una realtà come la vive Celine. Prendere o lasciare, di certo un capolavoro, per forza ed intensità, ma circoscritto e limitante perché assolutamente e forzatamente delirante. L'opera di una persona non del tutto risolta e ai limiti della sociopatia. Come dicevano di Van Gogh: tutti vorrebbero un Van Gogh in casa, pochi vorrebbero Van Gogh in casa. Si potrebbe dire la stessa cosa di Celine.