Come ci si sentirebbe se un filosofo si innamorasse di te come si innamora di un pensiero?
Il prossimo in fila per la lettura doveva essere l'undicesimo, sulla violenza, e per abbaglio ho letto il sedicesimo e ultimo, su cosa sia la filosofia, e il discorso - e i passi scelti, tutti interessanti - fanno più che dire con Kant che la filosofia non esiste, esiste il filosofare: arrivano a di
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Il prossimo in fila per la lettura doveva essere l'undicesimo, sulla violenza, e per abbaglio ho letto il sedicesimo e ultimo, su cosa sia la filosofia, e il discorso - e i passi scelti, tutti interessanti - fanno più che dire con Kant che la filosofia non esiste, esiste il filosofare: arrivano a dire che non è nemmeno tanto il filosofare, ad esserci, quanto i filosofi, ovvero gli uomini e le donne che provano stupore verso ciò che ai più trasmettere solo ovvietà, ovvero: il tutto.
I filosofi sono coloro che provano felicità quando imparano qualcosa, quando hanno la sensazione che qualcosa - dopo averlo preventivamente passato nella notte del dubbio - diventa chiaro, e nuovo. I filosofi sono coloro che vogliono rinascere assieme a tutto ciò che incontrano, per spostarsi, almeno per l'istante del pensiero, sulla sponda esaltante dell'inizio.
I filosofi sono come i neonati che vogliono ricordare tutto fin dal primo momento: degl'avidi e gelosi e possessivi e maniacali innamorati dell'esistenza, che a furia di amarla quasi non fanno più a tempo di viverla e goderla per così com'è.
Il moto perpetuo del danaro divino ovvero autogenerantesi (ergo: la truffa del secolo XXI)
L'informazione di massa ce la mette tutta per scrivere migliaia di articoli il cui unico scopo è di costringere a leggerne altre migliaia per provare a capire i primi, con il risultato che se ne devono leggere parecchie altre migliaia, per provare a raccapezzarsi sui secondi propedeutici ai primi...
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L'informazione di massa ce la mette tutta per scrivere migliaia di articoli il cui unico scopo è di costringere a leggerne altre migliaia per provare a capire i primi, con il risultato che se ne devono leggere parecchie altre migliaia, per provare a raccapezzarsi sui secondi propedeutici ai primi...
Il saggio di Gallino - il primo che leggo - è asciutto, pratico, certo non esaurisce l'argomento ma ha l'alto merito di provare a essere comprensibile, di voler cioé innescare quel tanto di consapevolezza sulle manovre economiche mondiali che sono alla base di qualsiasi cittadinanza politica esercitata lucidamente il minimo indispensabile.
Purtroppo condivido la stragrande maggioranza delle conclusioni a cui giunge il saggio a partire da informazioni e raccolte di dati interpretabili - quale che sia poi la direzione della interpretazione - specialisticamente dai conoscitori della disciplina, perciò non so se ho l'ho apprezzato perché è in linea con quel che rimuginavo da prima o se perché ha sostituito le mie impressioni con delle solide basi ragionevoli.
Lunga vita alla seria divulgazione in ogni caso, perché è a noi che ce l'allunga la vita, dipoi.
La parte più brutta resta l'introduzione scrittale dal marito rosicone. Nonostante le grossolanità con le quali la fondatrice del genere fantascientifico Mary Shelley tratta l'invenzione della vita e il processo di auto-apprendimento del mostro, questo romanzo possiede molto più di quello che le r
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La parte più brutta resta l'introduzione scrittale dal marito rosicone. Nonostante le grossolanità con le quali la fondatrice del genere fantascientifico Mary Shelley tratta l'invenzione della vita e il processo di auto-apprendimento del mostro, questo romanzo possiede molto più di quello che le riduzioni - è proprio il termine esatto - cinematografiche hanno lasciato trapelare.
Il tema, insospettato, della amicizia - più dell'amore - come valore principe della esistenza umana per esempio. Chiunque poi può ricavare da sé le ragioni incoscie di una storia di creazione egoista da parte di una donna che come la Shelley ha avuto la educazione ed i genitori che ha avuto e i figli che ha avuto ed educato a sua volta.
Graphic novel di uno sceneggiatore scarso in disegno
Eccezionalmente, un sunto: una giornalista karateka ne stende quindici sedici, dico quindici-sedici, di latini gangeristici manipoloni, però la piscina fumante in notturna è così suggestiva che appare due volte. C'è uno psichiatra cattivo mutuato dalla Marvel che però riesce a far maturare questa co
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Eccezionalmente, un sunto: una giornalista karateka ne stende quindici sedici, dico quindici-sedici, di latini gangeristici manipoloni, però la piscina fumante in notturna è così suggestiva che appare due volte. C'è uno psichiatra cattivo mutuato dalla Marvel che però riesce a far maturare questa considerazione, tra una digressione letteraria e una cinematografica: la differenza tra uno psicopatico e un supereroe è che il superoe, di essere psicopatico, lo sa: quindi il super eroe è post-moderno avanti lettera, mentre lo psicopatico deve aver seguito un corso di studi inferiore, almeno umanisticamente parlando, o essersi fermato ai primi numeri di Diabolik.
Però la storia è molto meno arrovellata e inconcludente, purtroppo, di quanto può apparire in questo mio breve sunto: è così a piombo, la trama, che va giù come uno di quei telefilm tedeschi sulla RAI preserali che hanno il buon gusto di non esigerne nessuno, per essere visti mentre si assaggia il sugo. Le tematiche coinvolte in questo romanzo sono molte e politicamente scorrette quanto occorre per essere mainstream ovvero ricorrette a modino, meritoriamente: peccato che il linguaggio non supera quello di un albo di fumetti e non di ultima generazione: magari! Al confronto con le trame esistenzialmente impegnate delle ultime ri-generazioni di supereroi, questo romanzo ci fa la figura di una strip di Lupo Alberto.
Insomma, si capisce fin dall'inizio chi è che è veramente fuckato dall'autore.
Ecco cosa avrebbe scritto Hans Christian Andersen se fosse nato a Pasco, Washington, nel 1962.
Non dico di leggerla ai vostri bambini: potrebbe sconvolgervi lo scoprire come la conoscano meglio di voi, in diverse versioni e con numerosi finali alternativi. Una favola comica con tutti gli attributi necessari: gli artefatti magici, i risvegli miracolistici - non è un bacio bocca a bocca ma un
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Non dico di leggerla ai vostri bambini: potrebbe sconvolgervi lo scoprire come la conoscano meglio di voi, in diverse versioni e con numerosi finali alternativi. Una favola comica con tutti gli attributi necessari: gli artefatti magici, i risvegli miracolistici - non è un bacio bocca a bocca ma un defibrillatore che scatena una penetrazione post-mortem, ma ai tempi di Biancaneve anche baciare in bocca una morta non doveva essere il massimo della moderazione sessuale - e i personaggi tipici: gli orfani, gli orchi, i pornoattori e i cagnolini di pezza tutti autografati per finta. La mia ammirazione va tanto a Palahniuk quando al suo traduttore italiano, Matteo Colombo: è così efficace, frizzante, ironica, esatta, impeccabile la sua resa linguistica che non so immaginarmi tanta qualità anche nell'originale. Un libro pervaso dall'asessualità a fondamento di tutte le favole, e riuscire a mantenere questo distacco magico all'interno di un set porno che prevede seicento accoppiamenti è un eclatante pezzo di bravura.
Filosofia - A cosa servono i filosofi?
Il prossimo in fila per la lettura doveva essere l'undicesimo, sulla violenza, e per abbaglio ho letto il sedicesimo e ultimo, su cosa sia la filosofia, e il discorso - e i passi scelti, tutti interessanti - fanno più che dire con Kant che la filosofia non esiste, esiste il filosofare: arrivano a di ... (continue)
Il prossimo in fila per la lettura doveva essere l'undicesimo, sulla violenza, e per abbaglio ho letto il sedicesimo e ultimo, su cosa sia la filosofia, e il discorso - e i passi scelti, tutti interessanti - fanno più che dire con Kant che la filosofia non esiste, esiste il filosofare: arrivano a dire che non è nemmeno tanto il filosofare, ad esserci, quanto i filosofi, ovvero gli uomini e le donne che provano stupore verso ciò che ai più trasmettere solo ovvietà, ovvero: il tutto.
I filosofi sono coloro che provano felicità quando imparano qualcosa, quando hanno la sensazione che qualcosa - dopo averlo preventivamente passato nella notte del dubbio - diventa chiaro, e nuovo. I filosofi sono coloro che vogliono rinascere assieme a tutto ciò che incontrano, per spostarsi, almeno per l'istante del pensiero, sulla sponda esaltante dell'inizio.
I filosofi sono come i neonati che vogliono ricordare tutto fin dal primo momento: degl'avidi e gelosi e possessivi e maniacali innamorati dell'esistenza, che a furia di amarla quasi non fanno più a tempo di viverla e goderla per così com'è.
Finanzcapitalismo
L'informazione di massa ce la mette tutta per scrivere migliaia di articoli il cui unico scopo è di costringere a leggerne altre migliaia per provare a capire i primi, con il risultato che se ne devono leggere parecchie altre migliaia, per provare a raccapezzarsi sui secondi propedeutici ai primi... ... (continue)
L'informazione di massa ce la mette tutta per scrivere migliaia di articoli il cui unico scopo è di costringere a leggerne altre migliaia per provare a capire i primi, con il risultato che se ne devono leggere parecchie altre migliaia, per provare a raccapezzarsi sui secondi propedeutici ai primi...
Il saggio di Gallino - il primo che leggo - è asciutto, pratico, certo non esaurisce l'argomento ma ha l'alto merito di provare a essere comprensibile, di voler cioé innescare quel tanto di consapevolezza sulle manovre economiche mondiali che sono alla base di qualsiasi cittadinanza politica esercitata lucidamente il minimo indispensabile.
Purtroppo condivido la stragrande maggioranza delle conclusioni a cui giunge il saggio a partire da informazioni e raccolte di dati interpretabili - quale che sia poi la direzione della interpretazione - specialisticamente dai conoscitori della disciplina, perciò non so se ho l'ho apprezzato perché è in linea con quel che rimuginavo da prima o se perché ha sostituito le mie impressioni con delle solide basi ragionevoli.
Lunga vita alla seria divulgazione in ogni caso, perché è a noi che ce l'allunga la vita, dipoi.
Frankenstein, ovvero Il Prometeo moderno
La parte più brutta resta l'introduzione scrittale dal marito rosicone.continue)
Nonostante le grossolanità con le quali la fondatrice del genere fantascientifico Mary Shelley tratta l'invenzione della vita e il processo di auto-apprendimento del mostro, questo romanzo possiede molto più di quello che le r ... (
La parte più brutta resta l'introduzione scrittale dal marito rosicone.
Nonostante le grossolanità con le quali la fondatrice del genere fantascientifico Mary Shelley tratta l'invenzione della vita e il processo di auto-apprendimento del mostro, questo romanzo possiede molto più di quello che le riduzioni - è proprio il termine esatto - cinematografiche hanno lasciato trapelare.
Il tema, insospettato, della amicizia - più dell'amore - come valore principe della esistenza umana per esempio.
Chiunque poi può ricavare da sé le ragioni incoscie di una storia di creazione egoista da parte di una donna che come la Shelley ha avuto la educazione ed i genitori che ha avuto e i figli che ha avuto ed educato a sua volta.
Fuckwoman
Eccezionalmente, un sunto: una giornalista karateka ne stende quindici sedici, dico quindici-sedici, di latini gangeristici manipoloni, però la piscina fumante in notturna è così suggestiva che appare due volte. C'è uno psichiatra cattivo mutuato dalla Marvel che però riesce a far maturare questa co ... (continue)
Eccezionalmente, un sunto: una giornalista karateka ne stende quindici sedici, dico quindici-sedici, di latini gangeristici manipoloni, però la piscina fumante in notturna è così suggestiva che appare due volte. C'è uno psichiatra cattivo mutuato dalla Marvel che però riesce a far maturare questa considerazione, tra una digressione letteraria e una cinematografica: la differenza tra uno psicopatico e un supereroe è che il superoe, di essere psicopatico, lo sa: quindi il super eroe è post-moderno avanti lettera, mentre lo psicopatico deve aver seguito un corso di studi inferiore, almeno umanisticamente parlando, o essersi fermato ai primi numeri di Diabolik.
Però la storia è molto meno arrovellata e inconcludente, purtroppo, di quanto può apparire in questo mio breve sunto: è così a piombo, la trama, che va giù come uno di quei telefilm tedeschi sulla RAI preserali che hanno il buon gusto di non esigerne nessuno, per essere visti mentre si assaggia il sugo. Le tematiche coinvolte in questo romanzo sono molte e politicamente scorrette quanto occorre per essere mainstream ovvero ricorrette a modino, meritoriamente: peccato che il linguaggio non supera quello di un albo di fumetti e non di ultima generazione: magari! Al confronto con le trame esistenzialmente impegnate delle ultime ri-generazioni di supereroi, questo romanzo ci fa la figura di una strip di Lupo Alberto.
Insomma, si capisce fin dall'inizio chi è che è veramente fuckato dall'autore.
Gang bang
Non dico di leggerla ai vostri bambini: potrebbe sconvolgervi lo scoprire come la conoscano meglio di voi, in diverse versioni e con numerosi finali alternativi.continue)
Una favola comica con tutti gli attributi necessari: gli artefatti magici, i risvegli miracolistici - non è un bacio bocca a bocca ma un ... (
Non dico di leggerla ai vostri bambini: potrebbe sconvolgervi lo scoprire come la conoscano meglio di voi, in diverse versioni e con numerosi finali alternativi.
Una favola comica con tutti gli attributi necessari: gli artefatti magici, i risvegli miracolistici - non è un bacio bocca a bocca ma un defibrillatore che scatena una penetrazione post-mortem, ma ai tempi di Biancaneve anche baciare in bocca una morta non doveva essere il massimo della moderazione sessuale - e i personaggi tipici: gli orfani, gli orchi, i pornoattori e i cagnolini di pezza tutti autografati per finta.
La mia ammirazione va tanto a Palahniuk quando al suo traduttore italiano, Matteo Colombo: è così efficace, frizzante, ironica, esatta, impeccabile la sua resa linguistica che non so immaginarmi tanta qualità anche nell'originale.
Un libro pervaso dall'asessualità a fondamento di tutte le favole, e riuscire a mantenere questo distacco magico all'interno di un set porno che prevede seicento accoppiamenti è un eclatante pezzo di bravura.