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Antonio Tabu…
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- Sostiene Pereira (14838)
- Una testimonianza
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By Antonio Tabucchi -
Finished on Aug 8, 2010 




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ciao. Curiosavo tra compagni di gdlllll. Belle letture, penso che verrò a razziare altre volte.
Complimenti per l'intervento, veramente molto 'intrigante'.
Ciao! Passavo di qui... :)
passavo di qui per vedere come stai...non ti sento da un po'.
Passo per un saluto :)
Gli epistolari ti mettono a disagio?
Io invece che sono una terribile impicciona ci sto come un topo nel formaggio!
ciao, grazie :)
Sostiene Pereira
Rua da Saudade, 22.
Qui abita Pereira.
E da qui Pereira - ma forse dovrei dire Tabucchi - ci raggiunge con il suo appello.
«Credeva che quel racconto sul pentimento sarebbe stato un messaggio nella bottiglia che qualcuno avrebbe raccolto. Perché c'era da pentirsi di molte cose, e un racconto ... (continue)
Rua da Saudade, 22.
Qui abita Pereira.
E da qui Pereira - ma forse dovrei dire Tabucchi - ci raggiunge con il suo appello.
«Credeva che quel racconto sul pentimento sarebbe stato un messaggio nella bottiglia che qualcuno avrebbe raccolto. Perché c'era da pentirsi di molte cose, e un racconto sul pentimento ci voleva, e questo era l'unico mezzo per comunicare un messaggio a qualcuno che volesse intenderlo»
Un appello strappato all'ottusa censura del Portogallo salazarista - ma forse dovrei dire alla sorda indifferenza di sempre - , con le armi sottili e preziose di un'intelligenza mai rassegnata, di un coraggio mite, di sogni e ricordi mai sfioriti, di amicizie sincere e solidali.
Un appello che si affida al suo destinatario, ché voglia intenderlo.
Ecco cos'è l'ultimo articolo di Pereira sulle pagine del "Lisboa" - ma forse dovrei dire il Sostiene Pereira di Tabucchi.
Un appello che coinvolge gli uomini ancora oggi.
Un appello rivolto a chi rimpiange l'inarrivabile, abitato da un'intensa nostalgia per un tempo utopico.
Un appello per chi abita in Rua da Saudade e frequenta quella «grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura».
Un appello consegnato a chi conosce la nostalgia del pentimento. Sia pure come emozione limitrofa.
Come Pereira: «io non mi sento colpevole di niente di speciale, eppure ho desiderio di pentirmi, sento nostalgia del pentimento».
Non so se poi Pereira scrisse l'articolo sull'anima, che gli aveva richiesto il dottor Cardoso, suo leale amico.
Ma so che ha scritto un articolo all'anima. Dell'uomo di ogni tempo.
E quanto aveva ragione Cardoso: «ne abbiamo bisogno tutti».