Inventare qualcosa di nuovo è praticamente impossibile, al giorno d'oggi: i greci e i romani avevano già detto tutto, e a loro volta si sono ispirati a chissà chi altro. Quindi oggi non esistono scrittori che "inventano" una storia, bensì riscrittori. King è il riscrittore per eccellenza. La sfera d
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Inventare qualcosa di nuovo è praticamente impossibile, al giorno d'oggi: i greci e i romani avevano già detto tutto, e a loro volta si sono ispirati a chissà chi altro. Quindi oggi non esistono scrittori che "inventano" una storia, bensì riscrittori. King è il riscrittore per eccellenza. La sfera del buio penso sia la sua opera scritta stilisticamente meglio. La Torre Nera in generale è il Romanzo di Stephen King. La rielaborazione di King comincia da Robert Browning, e quest'ultimo s'ispirò a Shakespeare; ne escono Roland, Cuthbert, Gilead e la Torre. Da L'ultimo Cavaliere in poi le storie lette e più amate da King convergono dentro questa saga, e, per la sua modestia, anche le proprie, e, per la sua vanità, King stesso. Troviamo Richard Adams, Dickens, il mago di Oz e canzoni celate subliminalmente qua e là. Ma rimane la sfera del buio il picco più alto raggiunto da King nella sua intera produzione, e nella saga stessa. Prendendo il flashback singolarmente, eliminando cioè l'inizio con Blaine e la parte finale, si ha di fronte un capolavoro della letteratura. Sembra quasi nascosto nel libro, quasi King avesse paura di rivelarsi per il genio che in verità è: deve mantenere un livello basso, i suoi fan vogliono qualcosa come The Dome. Non credo nemmeno che tutti gli altri suoi libri siano qualcosa che lui abbia mai voluto veramente scrivere. Basta osservare le sue prime opere, quelle oggi di Richard Bachman: non è horror, non è letteratura di consumo, quella. È il vero King, accidenti. Stagioni diverse è un altro ottimo esempio, fino a Cuori in Atlantide e Tutto è fatidico. L'orrore c'è in King scrittore, ma non è l'horror da film di serie b di una buona parte dei suoi romanzi. Poi, ahimè, la mogliettina lo aiutò con Carrie e fu sì successo, ma abbiamo perso un immenso scrittore per uno bravissimo. La sfera del buio deve (tutto?) molto a Shakespeare. Non esisterebbe così com'è senza di lui. E King non lo nasconde: citazione all'inizio di Romeo e Giulietta, Roland che cambia il suo nome in Will, abbreviazione di William, e infine il ricordo di Susan sul balcone è un esplicito riferimento alla Giulietta. La modernizzazione del dramma è sicuramente riuscita, anzi, c'è chi potrebbe dire persino migliore. Non è per smontare la storia che alludo a Shakespeare, perché anche quel geniaccio era un Riscrittore. Nessuna delle sue opere è originale. Le origini dei suoi drammi risalgono ai greci e ai romani. Shakespeare le ha modernizzate, le ha migliorate. Ho paura di dire che King abbia migliorato Romeo e Giulietta, ma sicuramente l'ha resa più accessibile ai lettori di oggi. E con uno stile, ma uno stile! che raggiunge livelli di finezza stupefacenti. Personaggi che sono un eco: tanto li ho amati da ritrovarli, anche solo per qualche dettaglio, ovunque mi girassi. Non la scordi più Susan, non la scordi proprio. E nemmeno Rhea del Coos (per chi non l'avesse fatto consiglio la lettura di Robert Frost, La strega del Coos, in "Conoscenza della notte e altre poesie"; King è un grande lettore, prima di tutto!). Spero non ne facciano mai un film, perché non è il solito romanzo di King, questo, no. Ma a Ron Howard servono soldi e fama che recentemente ha perso, quindi possiamo star certi che si farà. (Spallucce) Ka. Intanto, aspettando il 4 e mezzo... be', altre spallucce e altro Ka.
La sfera del buio
Inventare qualcosa di nuovo è praticamente impossibile, al giorno d'oggi: i greci e i romani avevano già detto tutto, e a loro volta si sono ispirati a chissà chi altro. Quindi oggi non esistono scrittori che "inventano" una storia, bensì riscrittori. King è il riscrittore per eccellenza.continue)
La sfera d ... (
Inventare qualcosa di nuovo è praticamente impossibile, al giorno d'oggi: i greci e i romani avevano già detto tutto, e a loro volta si sono ispirati a chissà chi altro. Quindi oggi non esistono scrittori che "inventano" una storia, bensì riscrittori. King è il riscrittore per eccellenza.
La sfera del buio penso sia la sua opera scritta stilisticamente meglio. La Torre Nera in generale è il Romanzo di Stephen King. La rielaborazione di King comincia da Robert Browning, e quest'ultimo s'ispirò a Shakespeare; ne escono Roland, Cuthbert, Gilead e la Torre. Da L'ultimo Cavaliere in poi le storie lette e più amate da King convergono dentro questa saga, e, per la sua modestia, anche le proprie, e, per la sua vanità, King stesso. Troviamo Richard Adams, Dickens, il mago di Oz e canzoni celate subliminalmente qua e là. Ma rimane la sfera del buio il picco più alto raggiunto da King nella sua intera produzione, e nella saga stessa. Prendendo il flashback singolarmente, eliminando cioè l'inizio con Blaine e la parte finale, si ha di fronte un capolavoro della letteratura. Sembra quasi nascosto nel libro, quasi King avesse paura di rivelarsi per il genio che in verità è: deve mantenere un livello basso, i suoi fan vogliono qualcosa come The Dome. Non credo nemmeno che tutti gli altri suoi libri siano qualcosa che lui abbia mai voluto veramente scrivere. Basta osservare le sue prime opere, quelle oggi di Richard Bachman: non è horror, non è letteratura di consumo, quella. È il vero King, accidenti. Stagioni diverse è un altro ottimo esempio, fino a Cuori in Atlantide e Tutto è fatidico. L'orrore c'è in King scrittore, ma non è l'horror da film di serie b di una buona parte dei suoi romanzi. Poi, ahimè, la mogliettina lo aiutò con Carrie e fu sì successo, ma abbiamo perso un immenso scrittore per uno bravissimo.
La sfera del buio deve (tutto?) molto a Shakespeare. Non esisterebbe così com'è senza di lui. E King non lo nasconde: citazione all'inizio di Romeo e Giulietta, Roland che cambia il suo nome in Will, abbreviazione di William, e infine il ricordo di Susan sul balcone è un esplicito riferimento alla Giulietta. La modernizzazione del dramma è sicuramente riuscita, anzi, c'è chi potrebbe dire persino migliore. Non è per smontare la storia che alludo a Shakespeare, perché anche quel geniaccio era un Riscrittore. Nessuna delle sue opere è originale. Le origini dei suoi drammi risalgono ai greci e ai romani. Shakespeare le ha modernizzate, le ha migliorate. Ho paura di dire che King abbia migliorato Romeo e Giulietta, ma sicuramente l'ha resa più accessibile ai lettori di oggi. E con uno stile, ma uno stile! che raggiunge livelli di finezza stupefacenti. Personaggi che sono un eco: tanto li ho amati da ritrovarli, anche solo per qualche dettaglio, ovunque mi girassi. Non la scordi più Susan, non la scordi proprio. E nemmeno Rhea del Coos (per chi non l'avesse fatto consiglio la lettura di Robert Frost, La strega del Coos, in "Conoscenza della notte e altre poesie"; King è un grande lettore, prima di tutto!).
Spero non ne facciano mai un film, perché non è il solito romanzo di King, questo, no. Ma a Ron Howard servono soldi e fama che recentemente ha perso, quindi possiamo star certi che si farà.
(Spallucce)
Ka.
Intanto, aspettando il 4 e mezzo... be', altre spallucce e altro Ka.