Mettermi a leggere l'ennesimo libro sulla guerra, e per di più sulla guerra partigiana, in un periodo in cui tutto riguardo al nostro passato è oggetto di mistificazioni e di manipolazioni, non mi andava proprio. Per questo, pur avendo visto in libreria questo libro, ero andata oltre con gli occhi.
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Mettermi a leggere l'ennesimo libro sulla guerra, e per di più sulla guerra partigiana, in un periodo in cui tutto riguardo al nostro passato è oggetto di mistificazioni e di manipolazioni, non mi andava proprio. Per questo, pur avendo visto in libreria questo libro, ero andata oltre con gli occhi. Destino volle che un'amica me lo regalasse, così proprio "La pelle intera" è diventato il mio libro preferito di questi ultimi mesi. Non solo il racconto è schietto e vivace, ma prospetta uno scenario che a me in parte era ignoto. Nulla è chiaro e definito dall'inizio: schieramenti militari, repubblichini, gruppi di partigiani, italiani, tedeschi, anglo-americani, amici e nemici; anche i fronti sono tanti e mobili, nelle campagne, nelle città. Lo sguardo è quello di un ragazzo che combatte la sua lotta per la sopravvivenza e la conoscenza, dove nulla è dato per certo tranne la morte e la guerra che incombe e miete le sue vittime e dalla quale si scappa, prima con l'istinto di un animale braccato, poi con la consapevolezza di chi cresce in mezzo al dolore e fa le sue scelte. Sì, un romanzo forte, che consiglio a chi come me non ha vissuto in quei tempi, a chi con orrore guarda al moltiplicarsi dei fronti di guerra in questo mondo grande e terribile.
Un giallo perfetto e di fattura del tutto insolita, e per di più ambientato in una Sardegna che non concede nulla al risaputo e al folkloristico. Il medico Marini è un personaggio magnifico.
Ho letto con grande interesse questo romanzo nel quale un condannato a morte, al rogo, dall’Inquisizione cerca di dare un senso all’umano e al divino, in un’epoca in cui sembrava che Dio e gli uomini avessero bisogno di roghi con i quali tracciare confini certi tra eresia e ortodossia, tra fedeli e
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Ho letto con grande interesse questo romanzo nel quale un condannato a morte, al rogo, dall’Inquisizione cerca di dare un senso all’umano e al divino, in un’epoca in cui sembrava che Dio e gli uomini avessero bisogno di roghi con i quali tracciare confini certi tra eresia e ortodossia, tra fedeli e infedeli, tra cristiani e musulmani, tra luterani e cattolici romani. Con meraviglia leggendo queste pagine ho provato la sensazione di guardare allo specchio il mondo di oggi, con le sue contraddizioni, con le sue fobie e i suoi orrori, con i suoi veri o presunti scontri di civiltà e di credo. Consiglio a tutti questo romanzo che ci fa riflettere sugli sgomenti della nostra epoca; un romanzo bello da leggere, confortati da una scrittura piacevolmente scorrevole e a tratti ironica.
Libro con la semplicità dei bei libri. Anche con alcuni secondari anacronismi e suggerimenti etnografici ambigui. Ma la narrazione è molto accattivante.
La pelle intera
Mettermi a leggere l'ennesimo libro sulla guerra, e per di più sulla guerra partigiana, in un periodo in cui tutto riguardo al nostro passato è oggetto di mistificazioni e di manipolazioni, non mi andava proprio. Per questo, pur avendo visto in libreria questo libro, ero andata oltre con gli occhi. ... (continue)
Mettermi a leggere l'ennesimo libro sulla guerra, e per di più sulla guerra partigiana, in un periodo in cui tutto riguardo al nostro passato è oggetto di mistificazioni e di manipolazioni, non mi andava proprio. Per questo, pur avendo visto in libreria questo libro, ero andata oltre con gli occhi. Destino volle che un'amica me lo regalasse, così proprio "La pelle intera" è diventato il mio libro preferito di questi ultimi mesi. Non solo il racconto è schietto e vivace, ma prospetta uno scenario che a me in parte era ignoto. Nulla è chiaro e definito dall'inizio: schieramenti militari, repubblichini, gruppi di partigiani, italiani, tedeschi, anglo-americani, amici e nemici; anche i fronti sono tanti e mobili, nelle campagne, nelle città. Lo sguardo è quello di un ragazzo che combatte la sua lotta per la sopravvivenza e la conoscenza, dove nulla è dato per certo tranne la morte e la guerra che incombe e miete le sue vittime e dalla quale si scappa, prima con l'istinto di un animale braccato, poi con la consapevolezza di chi cresce in mezzo al dolore e fa le sue scelte. Sì, un romanzo forte, che consiglio a chi come me non ha vissuto in quei tempi, a chi con orrore guarda al moltiplicarsi dei fronti di guerra in questo mondo grande e terribile.
Lo stato delle anime
Un giallo perfetto e di fattura del tutto insolita, e per di più ambientato in una Sardegna che non concede nulla al risaputo e al folkloristico. Il medico Marini è un personaggio magnifico.
Le fiamme di Toledo
Ho letto con grande interesse questo romanzo nel quale un condannato a morte, al rogo, dall’Inquisizione cerca di dare un senso all’umano e al divino, in un’epoca in cui sembrava che Dio e gli uomini avessero bisogno di roghi con i quali tracciare confini certi tra eresia e ortodossia, tra fedeli e ... (continue)
Ho letto con grande interesse questo romanzo nel quale un condannato a morte, al rogo, dall’Inquisizione cerca di dare un senso all’umano e al divino, in un’epoca in cui sembrava che Dio e gli uomini avessero bisogno di roghi con i quali tracciare confini certi tra eresia e ortodossia, tra fedeli e infedeli, tra cristiani e musulmani, tra luterani e cattolici romani. Con meraviglia leggendo queste pagine ho provato la sensazione di guardare allo specchio il mondo di oggi, con le sue contraddizioni, con le sue fobie e i suoi orrori, con i suoi veri o presunti scontri di civiltà e di credo. Consiglio a tutti questo romanzo che ci fa riflettere sugli sgomenti della nostra epoca; un romanzo bello da leggere, confortati da una scrittura piacevolmente scorrevole e a tratti ironica.
Favole al telefono
Geniali brevi storie per piccoli e grandi che leggo e rileggo spero molte altre volte con piacere crescente.
Accabadora
Libro con la semplicità dei bei libri. Anche con alcuni secondari anacronismi e suggerimenti etnografici ambigui. Ma la narrazione è molto accattivante.