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- Favola e segno (34)
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By Pedro Salinas -
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- Il tempo che vorrei (8739)
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By Fabio Volo -
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Un libro per lo più frizzante che a tratti mette in campo una certa dose di malinconia e la commozione si sa, accomuna molto più dell'ironia.
Boh, che dire....
Interessante il titolo, ecco. Mi ha fatta pensare che il tempo che io vorrei ora è quello delle occasioni perdute. Vorrei vivere una realtà ... (continue ) -
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Oct 20, 2011 |
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- Ave Mary (1914)
- E la Chiesa inventò la donna
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By Michela Murgia -
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- Storia della mia gente (1987)
- La rabbia e l'amore della mia vita da industriale di provincia
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By Edoardo Nesi -
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- Trilogia della città di K. (11217)
- Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna
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By Agota Kristof -
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Questo è uno di quei libri che non si dimenticano. È al contempo disperato e violento. Certamente folle.
Vi si fondono diversi registri narrativi: diaristico, epistolare, flusso di coscienza
Odio, indifferenza e cinismo sono i temi che pervadono tutta la storia. Il dolore.
La trilogia è composta da ... (continue ) -
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Sep 14, 2011 |
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- Il linguaggio segreto dei fiori (6216)
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By Vanessa Diffenbaugh -
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- Io e te (11621)
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By Niccolo Ammaniti -
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- Il gabbiano (342)
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By Sándor Márai -
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“Vengono da così lontano. Attraversano paesi e mari ghiacciati. E si riposano qui sul Danubio. Hanno bisogno di grassi. E quanto è priva di scopo la loro vita! Non è così?
La donna alza gli occhi freddi e grigi, li fissa in quelli dell’uomo. Con voce rauca dice: Priva di scopo? E si stringe nelle s ... (continue ) -
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Nov 30, 2011 |
3 feedbacks
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Storia della letter-
atura i… -
- Storia della letteratura italiana (2)
- La critica letteraria dal duecento al primo ottocento
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By Paolo Orvieto -
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Storia della letter-
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- Storia della letteratura italiana (17)
- Per il triennio / Dal Cinquecento al Settecento
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By Carlo Ricci, Carlo Salinari -
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- Storia della letteratura italiana (23)
- Per il triennio / Il Novecento
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By Carlo Ricci, Carlo Salinari -
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- Storia della letteratura italiana (27)
- Per il triennio / L'Ottocento
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By Carlo Ricci, Carlo Salinari -
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- Storia della letteratura italiana (23)
- Per il triennio / Dalle origini al Quattrocento
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By Carlo Ricci, Carlo Salinari -
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- Civiltà letterarie straniere (14)
- Sintesi storico letteraria. Antologia. Testimonianze figurative
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By Salvatore Guglielmino -
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- Compendio di storia della letteratura italiana (24)
- Dal Foscolo ai moderni
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By Natalino Sapegno -
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Favola e segno
Pedro, come mi sei mancato!continue)
Letta e subito riletta, questa tua raccolta l'ho trovata struggente per quanto disperatamente cercavi con questi tuoi versi. Tu cercavi lo stato di grazia, che permette la visione nitida del dentro e del fuori, che fa cogliere in un unico sguardo tutto quanto c'è da veder ... (
Pedro, come mi sei mancato!
Letta e subito riletta, questa tua raccolta l'ho trovata struggente per quanto disperatamente cercavi con questi tuoi versi. Tu cercavi lo stato di grazia, che permette la visione nitida del dentro e del fuori, che fa cogliere in un unico sguardo tutto quanto c'è da vedere: la forma, l'essenza, l'immaginato, il sogno, il corpo, l'anima, la favola, il segno.
Favola e Segno. Due realtà.
Il senso è in quella “e” che congiunge, ma non crea adesione.
Qualche breve momento di estasi appena l'uno e l'altra si compenetrano e poi di nuovo la distanza che atterrisce, incolmabile. I contorni non combaciano perfettamente e questo lo si avverte.
Ed ecco spiegata la tristezza, la nostalgia di questi versi. L'incapacità di creare una sintesi o poterla superare perchè giudicata finalmente superflua, con uno strenuo atto di volontà.
Il tentativo quindi di affidarsi ai numeri – ai segni matematici – che non deludono e non promettono, ma quantificano il reale e questo si vorrebbe far bastare per non sentirsi incompleti. Però l'inadeguatezza di non aver colto il tutto è ancora lì, esiste e preme. E allora ecco il desiderio della favola, ma sempre disgiunta.
Favola e Segno vicini, mai uniti, irrisolti.
E certo! Manca l'amore, quel che di totalizzante che prende, comprende e tutto mantiene in sé. Qui è ancora sporadico, per lo più assente. L'amore non solo come sentimento, ma come elemento naturale in grado di restituire una visione piena, globale, della realtà, dell'esistenza. É questo l'amore che qui manca o si palesa soltanto a tratti, come un lampo di luce in cui il poeta vede, anzi più che vedere intuisce e tornato il solito buio, si dispera per la perduta pienezza.
Favola e Segno è un diniego sommesso.
La risposta ad una domanda incessante, ripetitiva, che non trova il suo sì: sì a tutto, anche al nulla, per nulla.
Quando invece la sintesi si realizza e gli orli collimano, è l'adesione totale. Un breve fuggevole attimo in cui il poeta riesce a sottrarre qualcosa a questo mondo e portarlo in un di là dove piano piano accumula, accorto, le occasioni che ha colto.
Cogliere è come stare su di un treno e passare senza fermarsi in una stazione. Dal finestrino la vedi: si è materializzata dove un attimo prima non esisteva nulla. Una magia. L'attimo dopo è già sparita, inghiottita da quel nulla che c'era e che c'è.
La favola è quell'attimo, un'intuizione, un'apparizione, che dietro di sé non lascia prove di essere accaduta. Inutile cercarla una volta che è andata. Non una traccia, non un'impronta.
E subito dopo: La voz.
Pedro, sei semplicemente affascinante.