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oooooo...ma è un piacere...e dato che ci sono vediamo un pò i tuoi gusti. :)
Grazie!
È un piacere ;)
Auguri di una Pasqua serena, a preso
you welcome ;-)
Un acrobata in bilico sulla fune tesa fra la normalità delle cose e l'irriverenza della follia.continue)
Cos'è la follia? È ripetere una stessa azione ed aspettarsi ogni volta un risultato diverso.
Di argomenti, qui, ce ne sono tanti.
La vita sconclusionata di un sessodipendente anaffettivo. La riflessione ... (
Un acrobata in bilico sulla fune tesa fra la normalità delle cose e l'irriverenza della follia.
Cos'è la follia? È ripetere una stessa azione ed aspettarsi ogni volta un risultato diverso.
Di argomenti, qui, ce ne sono tanti.
La vita sconclusionata di un sessodipendente anaffettivo. La riflessione a posteriori sulla propria infanzia e la conseguente delusione per quanto immaginato diverso, è invece andato storto: ma ad un certo punto bisogna pur barattare la propria giovinezza con qualcos'altro. Aspirare ad un cielo vuoto che si fatica a riempire di presenze divine. Va benissimo anche se Dio non esiste, però c'è bisogno di qualcosa da rispettare lo stesso: riuscire un bel giorno a vivere facendo cose giuste invece di limitarsi a non fare quelle sbagliate.
Qui vige il contrario del déja vu. Lo jamais vu, che è quando si incontrano le stesse persone o si visitano gli stessi posti, ma ogni volta è come fosse la prima: niente che risulti mai familiare.
Palahniuk è surreale, sorprendente, per come ribalta i piani, o meglio li guarda di sbieco e ne ricava nuove formule per comprendere, per sdrammatizzare, per dissacrare.
Prende una tesi, la destruttura e ne dimostra la validità utilizzando il rovescio della medaglia della vera soluzione. Vive la realtà dal “di dietro”. Tutto quanto è pensato come immutabile o predefinito viene osservato nella prospettiva più sagace, sordida, sgangherata, buffa, pulp. Questo si può fare solo se non ci si vergogna, se non ci si impressiona del lato oscuro, del caos, anzi lo si prende come una ulteriore possibilità che la realtà offre. Se si fanno i conti con la realtà nella sua completezza, allora si è pronti ad affrontarla e a trarne il necessario per condurla a proprio profitto, o almeno si riuscirà a non esserne sopraffatti.
Propone perfino un modus operandi: rendersi debole e bisognoso perchè tutti si prodighino al salvataggio. Far sentire le persone onnipotenti per accaparrarsene la riconoscenza. Fingersi debole, fare lo sfigato, sempre e comunque. La gente ha tanto bisogno di sentirsi superiore a qualcuno e se tu diventi la prova del loro coraggio, la prova che sono stati degli eroi, il segno tangibile del loro successo, allora potresti addirittura essere il ricordo che in punto di morte giustifica un'intera esistenza. Se riesci a modificare il modo di pensare delle persone, il modo che hanno di vedere se stessi, il modo che hanno di vedere il mondo - se riesci a fare questo - allora puoi cambiare il modo in cui vivono. Ed è questa l'unica cosa duratura che un individuo può creare.
Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia: cucite troppo strette come sono. Una trappola in una capsula temporale dove ogni giorno scorre apparentemente uguale all'altro. E questo in teoria dovrebbe essere rassicurante.
La vecchia regola secondo cui una cosa bella è una gioia eterna, qui non dura più di tre ore, quando va bene.
Tanto, voglio dire, a questo mondo esiste qualcosa che non delude mai le aspettative?
Il sesso. Un altro tipo di esplorazione. La scoperta di un altro genere di landa inesplorata. L'ultima frontiera rimasta da conquistare, gli altri. E il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose, del più fantastico dei tramonti.
Il giorno che dovesse saltar fuori qualcosa di meglio del sesso, fatemi un fischio.
L'irreale. Più potente del reale che non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l'immaginazione. Soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, dura. Le pietre si sgretolano. La gente, be', la gente muore.
Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, durano in eterno.
Il bordello del subconscio. Il teatro della mente.
Niente è eccitante quanto la fantasia.
Ma il punto è trovare qualcosa per cui davvero vivere, e non sempre la vita sottopone qualcosa di così importante a tutti. Si vive e si muore e il resto è solo un'illusione. Esistono le decisioni e le malattie e la morte.
La consapevolezza, come una frustata, che la speranza non è che una delle tante fasi che prima o poi si superano. Quando si scopre quali e quante sono le cose che potrebbero andar male, si smette di vivere e si comincia ad aspettare. Ecco come trascorrerai il resto dei tuoi giorni.
Facile dire che questa è la visione di chi non ha sogni da realizzare, di chi si accontenta di sottrarsi a qualsiasi schema, di smontare qualsiasi fantasia. Di chi si crede così intelligente da riuscire addirittura a negare i propri sogni.
Chi cerca risposte, conclusioni, rassicurazioni, qui non ne troverà. Palahniuk lascia in sospeso tutte le domande.
La soluzione è che non c'è soluzione. Un momento davvero pesante.
A pensarci, non esistono buoni motivi per fare niente. Non c'è motivo.
Possiamo farci dire dal mondo cosa siamo. Lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro. Oppure possiamo scegliere da noi. Creare la nostra realtà alternativa. Cosa ne verrà fuori, non ne ho idea. E forse saperlo serve a poco.
Quello che stiamo costruendo potrebbe essere qualsiasi cosa.