c'è un guappariello che trascinandosi un cane alle calcagna si inerpica sugli scogli là dove procida diventa mare - i piedi nudi, i capelli scuri e ricciuti in balia dei capricci del vento - il sole che sembra non dover calare mai e che tinge di calore una bellezza che è perfezione. è il quadro vita
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c'è un guappariello che trascinandosi un cane alle calcagna si inerpica sugli scogli là dove procida diventa mare - i piedi nudi, i capelli scuri e ricciuti in balia dei capricci del vento - il sole che sembra non dover calare mai e che tinge di calore una bellezza che è perfezione. è il quadro vitalissimo e struggente insieme dell'eterno giorno della giovinezza, quando lo scorrazzare liberi nel soffio impetuoso dello stato di natura si ribella ad ogni obbligo e ad ogni orario. la morante dipinge le sue pagine di perfezione stilistica celebrando una mediterraneità potente che entra negli occhi e scalda le vene, e non affievolisce il suo battito mentre arturo cresce e piano piano frantuma la rilucente sfera di cristallo che la fanciullezza gli aveva plasmato attorno - anche se la crecita è dolorosa, e passa attraverso l'amore di una donna prima desiderata come madre e poi come impossibile amante, attraverso la scoperta della sessualità e, ancora, l'uccisione simbolica del padre, esattamente come il signor freud comanda. ci siamo passati tutti, nelle nostre piccole isole quotidiane. ma nessuna (e allo stesso modo tutte) rimarrà marcata a fuoco tra i pensieri come quell'isola a forma di delfino, punteggiata dalle ginestre e dalle stelle dei cieli notturni, che si allontana nelle irreali brume mattutine come un miraggio, mentre arturo si imbarca sulla nave che lo porterà in continente per la prima volta e, lasciata la sua nicchia mitica e archetipica dove il tempo non esiste, entrerà nella storia e nell'età adulta.
succede che, mesi fa, parentado vario introduca in casa con l'inganno e divori con foga entusiasta l'intera saga della meyer davanti ai miei occhi- e io mi dica bah. ma sotto sotto inizi a riflettere sul fatto che a me 'sta storia dei vampiri ha sempre stuzzicato parecchio, chissà poi perchè. succed
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succede che, mesi fa, parentado vario introduca in casa con l'inganno e divori con foga entusiasta l'intera saga della meyer davanti ai miei occhi- e io mi dica bah. ma sotto sotto inizi a riflettere sul fatto che a me 'sta storia dei vampiri ha sempre stuzzicato parecchio, chissà poi perchè. succede poi che nella caldazza estiva, l'unica coppia di affaticati neuroni superstiti dopo gli ultimi estenuanti giorni di lavoro decida in sodalizio di smetterla di arrancare inutilmente sulle pagine dei libri da studiare per l'università e di scioperare. al che, nel mio eremitaggio estivo, vedo da lontano twilight che mi scruta di sguincio dal tavolino, e mi dico: proviamo. e subito i neuroni ricominciano a carburare allegri e frizzantini. è un libro così, che cattura in maniera semplice grazie alla vecchia storia dell'amore universale intensissimo ma impossibile, tra innocenza e sensualità trattenuta, immortalità e mortalità, e la seduzione sottile delle passioni tumultuose con in più quel tocco di intrigo fiabesco dato dagli elementi soprannaturali. se si tralascia di contare quante volte (e son tante...direi troppe) la protagonista, bella, si spertica nelle lodi più disparate del suo vampirone amoroso edward, non è difficile lasciarsi rapire dalla trama, tessuta abilmente dalla meyer attorno al battito oscuro degli eventi narrati (bene). i miei neuroni, che in un paio di passaggi sono anche riusciti ad emozionarsi sinceramente, ringraziano. per loro è stata una bella corsa nei boschi della fantasia. e per me pure.
80 pagine e 2 atti per raccontare l'assassinio di pinelli come omicidio di stato, per svelare la paraculaggine del sistema che, facendo blocco di se stesso, tutto muove tenendo in mano i fili di noi burattini scarsamente consapevoli, mentre "lo Stato può organizzare il massacro e gestire il pianto,
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80 pagine e 2 atti per raccontare l'assassinio di pinelli come omicidio di stato, per svelare la paraculaggine del sistema che, facendo blocco di se stesso, tutto muove tenendo in mano i fili di noi burattini scarsamente consapevoli, mentre "lo Stato può organizzare il massacro e gestire il pianto, lo sdegno, le medaglie alle vedove e agli orfani, e i funerali con i carabinieri sull'attenti che fanno il presentat'arm"- tutto questo con la scioltezza estrema data da un ingranaggio ben oliato e reso infallibilmente letale da un funzionamento periodico. ecco allora incrociarsi le menzogne grossolane delle autorità che un momento dichiarano la loro presenza all'accadere del fatto e un momento dopo ritrattano, le ipocrisie ridicole, il tentare (a vuoto, ma in fondo che importa) di posizionare adeguatamente tutti i tasselli per scongiurare ogni minima ipotesi di coinvolgimento nella morte "accidentale" dell'anarchico - mentre il Matto, il depositario di una verità troppo folle per poter essere ritenuta vera, colui che osa immaginare e osa dire perchè al di là della malandata razionaltà comune, orchestra farsescamente la commedia e permette a tutte le contraddizioni di venire alla luce - e, contemporaneamente, di rimanere nelle tenebre, ma aleggianti nell'aria come un "rutto liberatorio che esplode nell'aria (...) quando si viene a scoprire che massacri, truffe, assassinii, sono organizzati e messi in atto proprio dallo Stato e dagli organi che ci dovrebbero proteggere". Chapeau.
...lungo la ferrovia che costeggia il mare, si svolge una vicenda tra realtà e mito, storia e favola - tra sangue e sogno, in cui tenerezza e disperazione si fondono come nelle pagine della poesia più vera - mentre appena là fuori la Storia prepara lo sbarco degli Alleati e una donna, perso tragicam
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...lungo la ferrovia che costeggia il mare, si svolge una vicenda tra realtà e mito, storia e favola - tra sangue e sogno, in cui tenerezza e disperazione si fondono come nelle pagine della poesia più vera - mentre appena là fuori la Storia prepara lo sbarco degli Alleati e una donna, perso tragicamente il suo frutto più prezioso, quello che portava in grembo, cerca con ostinazione delicata di mutarsi in un albero dal tronco scuro come il dolore profondo che ormai porta negli occhi, per sognare, ancora, di poter dare la vita - fino a quando la Storia si intrometterà di nuovo, ma questa volta con un inaspettato ed insperato regalo. un racconto che scorre via facile facile come un pomeriggio d'estate, ma che forse avrebbe meritato qualche pagina in più alla fine, quando la metamorfosi, tema centrale del libro come in maruzza musumeci, risulta un po"schiacciata" nelle ultime battute.
un esempio di quanto possano essere ugualmente sottili la grazia e la crudeltà - come due ali di farfalla che si spezzano battendo una contro l'altra - come due lanterne rosse che si infrangono sul pavimento del cortile. la cina pre-rivoluzionaria, ancora intrinsecamente medioevale, e il destino di
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un esempio di quanto possano essere ugualmente sottili la grazia e la crudeltà - come due ali di farfalla che si spezzano battendo una contro l'altra - come due lanterne rosse che si infrangono sul pavimento del cortile. la cina pre-rivoluzionaria, ancora intrinsecamente medioevale, e il destino di una giovane donna, teso tra quello che diventa il desiderio di esser moglie e la non rassegnata realtà di essere soltanto concubina, annegata nella solitudine - dietro le tende illuminate dalla spettrale luce rossa, all'ombra di fantasmi sempre più invadenti che finiscono per sprofondare la sua razionalità nel pozzo buio delle donne di cui il padrone si vuole disfare come di un capriccio. la delicatezza più impalpabile per raccontare la spietatezza più cruda.
L'isola di Arturo
c'è un guappariello che trascinandosi un cane alle calcagna si inerpica sugli scogli là dove procida diventa mare - i piedi nudi, i capelli scuri e ricciuti in balia dei capricci del vento - il sole che sembra non dover calare mai e che tinge di calore una bellezza che è perfezione. è il quadro vita ... (continue)
c'è un guappariello che trascinandosi un cane alle calcagna si inerpica sugli scogli là dove procida diventa mare - i piedi nudi, i capelli scuri e ricciuti in balia dei capricci del vento - il sole che sembra non dover calare mai e che tinge di calore una bellezza che è perfezione. è il quadro vitalissimo e struggente insieme dell'eterno giorno della giovinezza, quando lo scorrazzare liberi nel soffio impetuoso dello stato di natura si ribella ad ogni obbligo e ad ogni orario.
la morante dipinge le sue pagine di perfezione stilistica celebrando una mediterraneità potente che entra negli occhi e scalda le vene, e non affievolisce il suo battito mentre arturo cresce e piano piano frantuma la rilucente sfera di cristallo che la fanciullezza gli aveva plasmato attorno - anche se la crecita è dolorosa, e passa attraverso l'amore di una donna prima desiderata come madre e poi come impossibile amante, attraverso la scoperta della sessualità e, ancora, l'uccisione simbolica del padre, esattamente come il signor freud comanda.
ci siamo passati tutti, nelle nostre piccole isole quotidiane. ma nessuna (e allo stesso modo tutte) rimarrà marcata a fuoco tra i pensieri come quell'isola a forma di delfino, punteggiata dalle ginestre e dalle stelle dei cieli notturni, che si allontana nelle irreali brume mattutine come un miraggio, mentre arturo si imbarca sulla nave che lo porterà in continente per la prima volta e, lasciata la sua nicchia mitica e archetipica dove il tempo non esiste, entrerà nella storia e nell'età adulta.
Twilight
succede che, mesi fa, parentado vario introduca in casa con l'inganno e divori con foga entusiasta l'intera saga della meyer davanti ai miei occhi- e io mi dica bah. ma sotto sotto inizi a riflettere sul fatto che a me 'sta storia dei vampiri ha sempre stuzzicato parecchio, chissà poi perchè. succed ... (continue)
succede che, mesi fa, parentado vario introduca in casa con l'inganno e divori con foga entusiasta l'intera saga della meyer davanti ai miei occhi- e io mi dica bah. ma sotto sotto inizi a riflettere sul fatto che a me 'sta storia dei vampiri ha sempre stuzzicato parecchio, chissà poi perchè. succede poi che nella caldazza estiva, l'unica coppia di affaticati neuroni superstiti dopo gli ultimi estenuanti giorni di lavoro decida in sodalizio di smetterla di arrancare inutilmente sulle pagine dei libri da studiare per l'università e di scioperare. al che, nel mio eremitaggio estivo, vedo da lontano twilight che mi scruta di sguincio dal tavolino, e mi dico: proviamo. e subito i neuroni ricominciano a carburare allegri e frizzantini.
è un libro così, che cattura in maniera semplice grazie alla vecchia storia dell'amore universale intensissimo ma impossibile, tra innocenza e sensualità trattenuta, immortalità e mortalità, e la seduzione sottile delle passioni tumultuose con in più quel tocco di intrigo fiabesco dato dagli elementi soprannaturali. se si tralascia di contare quante volte (e son tante...direi troppe) la protagonista, bella, si spertica nelle lodi più disparate del suo vampirone amoroso edward, non è difficile lasciarsi rapire dalla trama, tessuta abilmente dalla meyer attorno al battito oscuro degli eventi narrati (bene).
i miei neuroni, che in un paio di passaggi sono anche riusciti ad emozionarsi sinceramente, ringraziano. per loro è stata una bella corsa nei boschi della fantasia. e per me pure.
Morte accidentale di un anarchico
80 pagine e 2 atti per raccontare l'assassinio di pinelli come omicidio di stato, per svelare la paraculaggine del sistema che, facendo blocco di se stesso, tutto muove tenendo in mano i fili di noi burattini scarsamente consapevoli, mentre "lo Stato può organizzare il massacro e gestire il pianto, ... (continue)
80 pagine e 2 atti per raccontare l'assassinio di pinelli come omicidio di stato, per svelare la paraculaggine del sistema che, facendo blocco di se stesso, tutto muove tenendo in mano i fili di noi burattini scarsamente consapevoli, mentre "lo Stato può organizzare il massacro e gestire il pianto, lo sdegno, le medaglie alle vedove e agli orfani, e i funerali con i carabinieri sull'attenti che fanno il presentat'arm"- tutto questo con la scioltezza estrema data da un ingranaggio ben oliato e reso infallibilmente letale da un funzionamento periodico. ecco allora incrociarsi le menzogne grossolane delle autorità che un momento dichiarano la loro presenza all'accadere del fatto e un momento dopo ritrattano, le ipocrisie ridicole, il tentare (a vuoto, ma in fondo che importa) di posizionare adeguatamente tutti i tasselli per scongiurare ogni minima ipotesi di coinvolgimento nella morte "accidentale" dell'anarchico - mentre il Matto, il depositario di una verità troppo folle per poter essere ritenuta vera, colui che osa immaginare e osa dire perchè al di là della malandata razionaltà comune, orchestra farsescamente la commedia e permette a tutte le contraddizioni di venire alla luce - e, contemporaneamente, di rimanere nelle tenebre, ma aleggianti nell'aria come un "rutto liberatorio che esplode nell'aria (...) quando si viene a scoprire che massacri, truffe, assassinii, sono organizzati e messi in atto proprio dallo Stato e dagli organi che ci dovrebbero proteggere". Chapeau.
Il casellante
...lungo la ferrovia che costeggia il mare, si svolge una vicenda tra realtà e mito, storia e favola - tra sangue e sogno, in cui tenerezza e disperazione si fondono come nelle pagine della poesia più vera - mentre appena là fuori la Storia prepara lo sbarco degli Alleati e una donna, perso tragicam ... (continue)
...lungo la ferrovia che costeggia il mare, si svolge una vicenda tra realtà e mito, storia e favola - tra sangue e sogno, in cui tenerezza e disperazione si fondono come nelle pagine della poesia più vera - mentre appena là fuori la Storia prepara lo sbarco degli Alleati e una donna, perso tragicamente il suo frutto più prezioso, quello che portava in grembo, cerca con ostinazione delicata di mutarsi in un albero dal tronco scuro come il dolore profondo che ormai porta negli occhi, per sognare, ancora, di poter dare la vita - fino a quando la Storia si intrometterà di nuovo, ma questa volta con un inaspettato ed insperato regalo.
un racconto che scorre via facile facile come un pomeriggio d'estate, ma che forse avrebbe meritato qualche pagina in più alla fine, quando la metamorfosi, tema centrale del libro come in maruzza musumeci, risulta un po"schiacciata" nelle ultime battute.
Mogli e concubine
un esempio di quanto possano essere ugualmente sottili la grazia e la crudeltà - come due ali di farfalla che si spezzano battendo una contro l'altra - come due lanterne rosse che si infrangono sul pavimento del cortile. la cina pre-rivoluzionaria, ancora intrinsecamente medioevale, e il destino di ... (continue)
un esempio di quanto possano essere ugualmente sottili la grazia e la crudeltà - come due ali di farfalla che si spezzano battendo una contro l'altra - come due lanterne rosse che si infrangono sul pavimento del cortile. la cina pre-rivoluzionaria, ancora intrinsecamente medioevale, e il destino di una giovane donna, teso tra quello che diventa il desiderio di esser moglie e la non rassegnata realtà di essere soltanto concubina, annegata nella solitudine - dietro le tende illuminate dalla spettrale luce rossa, all'ombra di fantasmi sempre più invadenti che finiscono per sprofondare la sua razionalità nel pozzo buio delle donne di cui il padrone si vuole disfare come di un capriccio.
la delicatezza più impalpabile per raccontare la spietatezza più cruda.