"Sesso, colazione della miseria! La puttana è una regina, il suo trono è un rudere, la sua terra un pezzo di merdoso prato, il suo scettro una borsetta di vernice rossa: abbaia nella notte, sporca e feroce come un' antica madre: difende il suo possesso e la sua vita. I magnaccia, attorno, a frotte
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"Sesso, colazione della miseria! La puttana è una regina, il suo trono è un rudere, la sua terra un pezzo di merdoso prato, il suo scettro una borsetta di vernice rossa: abbaia nella notte, sporca e feroce come un' antica madre: difende il suo possesso e la sua vita. I magnaccia, attorno, a frotte gonfi e sbattuti, coi loro baffi brindisini o slavi, sono capi, reggenti: combinano nel buio, i loro affari di cento lire, ammiccando in silenzio, scambiandosi parole d'ordine: il mondo, escluso, tace intorno a loro, che se ne sono esclusi, silenziose carogne di rapaci".
"Si ripetè con foga: 'Ho un' amante', ma si sentiva deluso: ciò che aveva desiderato di Maud ancora ieri, era il suo viso lungo e chiuso, che sembrava vestito, la figurina sottile, il portamento dignitoso, la reputazione di una ragazza seria, il suo disprezzo per il sesso maschile, tutto ciò che fac
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"Si ripetè con foga: 'Ho un' amante', ma si sentiva deluso: ciò che aveva desiderato di Maud ancora ieri, era il suo viso lungo e chiuso, che sembrava vestito, la figurina sottile, il portamento dignitoso, la reputazione di una ragazza seria, il suo disprezzo per il sesso maschile, tutto ciò che faceva di lei una persona estranea, un'altra veramente, dura e definitiva, sempre irraggiungibile, con i suoi piccoli pensieri lindi, i suoi pudori, le calze di seta, il vestito di crespo, la permanente. E tutta questa vernice si era fusa sotto il suo amplesso, non era rimasta che la carne, egli aveva avvicinato le labbra a un viso senza occhi, nudo come un ventre, e aveva posseduto un grossp fiore di carne madida. Rivide la bestia cieca che palpitava tra le lenzuola come sguazzando e sbadigliando tra i peli, e pensò: 'Eravamo noi due'".
"C'è una vena di follia in famiglia, capisce? Siamo tutti matti da legare, furi di testa, bacati nella cucuzza. Tutti, Perchè arriva il momento Michael" e qui si chinò innanzi puntandogli addosso la siringa, "arriva il momento in cui rapacitò e follia diventano praticamente indistinguibili l'una dal
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"C'è una vena di follia in famiglia, capisce? Siamo tutti matti da legare, furi di testa, bacati nella cucuzza. Tutti, Perchè arriva il momento Michael" e qui si chinò innanzi puntandogli addosso la siringa, "arriva il momento in cui rapacitò e follia diventano praticamente indistinguibili l'una dall'altra. Si direbbe quasi che diventano una e una sola cosa. E poi arriva un altro momento in cui anche tollerare la rapacità, e viverci fianco a fianco, o addirittura prendersene carico, diventa una sorta di follia. La follia non ha mai fine. Almeno per...per chi continua a vivere."
E lui mi spingeva impaziente, fra le tombe mi spingeva, scansando le croci, passando tra i cancelletti, le colonne mozzate, le statue, le piccole aiuole, i cespugli, i pilastri, guardando i lumi che qua e là rischiaravano appena una croce nera o una vecchia fotografia. In un punto si fermò, si volse
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E lui mi spingeva impaziente, fra le tombe mi spingeva, scansando le croci, passando tra i cancelletti, le colonne mozzate, le statue, le piccole aiuole, i cespugli, i pilastri, guardando i lumi che qua e là rischiaravano appena una croce nera o una vecchia fotografia. In un punto si fermò, si volse attorno con calma, quasi sorridendo in un attimo di gioia assoluta e si distesa sulla nuda terra. Lo seguii, e fummo quella sera due morti che il becchino s'era dimenticato di seppellire".
" 'Ferma! Al ladro!Ferma! Al ladro!'. V'è una magia in questa frase. Il bottegaio lascia il banco e il carrettiere il carro, il lattaio il secchio, il fattorino i pacchi, lo scolaretto le biglie, il selciarolo il piccone, il bambino il cerchio. E via tutti a correre alla rinfusa, all' impazzata, a p
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" 'Ferma! Al ladro!Ferma! Al ladro!'. V'è una magia in questa frase. Il bottegaio lascia il banco e il carrettiere il carro, il lattaio il secchio, il fattorino i pacchi, lo scolaretto le biglie, il selciarolo il piccone, il bambino il cerchio. E via tutti a correre alla rinfusa, all' impazzata, a precipizio, vociando, gridando, urtando, travolgendo i passanti che voltano la cantonata, destando i cani e sgomentando i polli. E le vie, e le piazze e i vicoli ripercuotono le grida 'Ferma! Al ladro! Ferma! Al ladro!'. il grido viene ripetuto da centinaia di voci, e ad ogni svolta la folla aumenta. E tutti si mettono a correre, sguazzando nel fanco, facendo strepitare i marciapiedi, e le finestre s'aparono, vien fuori gente, s'ingrossa la plebaglia, tutto un uditorio abbandona pulcinella nel punto culminante della rappresentazione, e, confondendosi con la corrente, dà fresca energia al grido 'Ferma! Al ladro! Ferma! Al ladro!' "
La religione del mio tempo
"Sesso, colazione della miseria!continue)
La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un' antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte ... (
"Sesso, colazione della miseria!
La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un' antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte
gonfi e sbattuti, coi loro baffi
brindisini o slavi, sono
capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d'ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci".
Il muro
"Si ripetè con foga: 'Ho un' amante', ma si sentiva deluso: ciò che aveva desiderato di Maud ancora ieri, era il suo viso lungo e chiuso, che sembrava vestito, la figurina sottile, il portamento dignitoso, la reputazione di una ragazza seria, il suo disprezzo per il sesso maschile, tutto ciò che fac ... (continue)
"Si ripetè con foga: 'Ho un' amante', ma si sentiva deluso: ciò che aveva desiderato di Maud ancora ieri, era il suo viso lungo e chiuso, che sembrava vestito, la figurina sottile, il portamento dignitoso, la reputazione di una ragazza seria, il suo disprezzo per il sesso maschile, tutto ciò che faceva di lei una persona estranea, un'altra veramente, dura e definitiva, sempre irraggiungibile, con i suoi piccoli pensieri lindi, i suoi pudori, le calze di seta, il vestito di crespo, la permanente. E tutta questa vernice si era fusa sotto il suo amplesso, non era rimasta che la carne, egli aveva avvicinato le labbra a un viso senza occhi, nudo come un ventre, e aveva posseduto un grossp fiore di carne madida. Rivide la bestia cieca che palpitava tra le lenzuola come sguazzando e sbadigliando tra i peli, e pensò: 'Eravamo noi due'".
La famiglia Winshaw !! SCHEDA INCOMPLETA !!
"C'è una vena di follia in famiglia, capisce? Siamo tutti matti da legare, furi di testa, bacati nella cucuzza. Tutti, Perchè arriva il momento Michael" e qui si chinò innanzi puntandogli addosso la siringa, "arriva il momento in cui rapacitò e follia diventano praticamente indistinguibili l'una dal ... (continue)
"C'è una vena di follia in famiglia, capisce? Siamo tutti matti da legare, furi di testa, bacati nella cucuzza. Tutti, Perchè arriva il momento Michael" e qui si chinò innanzi puntandogli addosso la siringa, "arriva il momento in cui rapacitò e follia diventano praticamente indistinguibili l'una dall'altra. Si direbbe quasi che diventano una e una sola cosa. E poi arriva un altro momento in cui anche tollerare la rapacità, e viverci fianco a fianco, o addirittura prendersene carico, diventa una sorta di follia. La follia non ha mai fine. Almeno per...per chi continua a vivere."
Il codice di Perelà
E lui mi spingeva impaziente, fra le tombe mi spingeva, scansando le croci, passando tra i cancelletti, le colonne mozzate, le statue, le piccole aiuole, i cespugli, i pilastri, guardando i lumi che qua e là rischiaravano appena una croce nera o una vecchia fotografia. In un punto si fermò, si volse ... (continue)
E lui mi spingeva impaziente, fra le tombe mi spingeva, scansando le croci, passando tra i cancelletti, le colonne mozzate, le statue, le piccole aiuole, i cespugli, i pilastri, guardando i lumi che qua e là rischiaravano appena una croce nera o una vecchia fotografia. In un punto si fermò, si volse attorno con calma, quasi sorridendo in un attimo di gioia assoluta e si distesa sulla nuda terra. Lo seguii, e fummo quella sera due morti che il becchino s'era dimenticato di seppellire".
Oliver Twist
" 'Ferma! Al ladro!Ferma! Al ladro!'. V'è una magia in questa frase. Il bottegaio lascia il banco e il carrettiere il carro, il lattaio il secchio, il fattorino i pacchi, lo scolaretto le biglie, il selciarolo il piccone, il bambino il cerchio. E via tutti a correre alla rinfusa, all' impazzata, a p ... (continue)
" 'Ferma! Al ladro!Ferma! Al ladro!'. V'è una magia in questa frase. Il bottegaio lascia il banco e il carrettiere il carro, il lattaio il secchio, il fattorino i pacchi, lo scolaretto le biglie, il selciarolo il piccone, il bambino il cerchio. E via tutti a correre alla rinfusa, all' impazzata, a precipizio, vociando, gridando, urtando, travolgendo i passanti che voltano la cantonata, destando i cani e sgomentando i polli. E le vie, e le piazze e i vicoli ripercuotono le grida 'Ferma! Al ladro! Ferma! Al ladro!'. il grido viene ripetuto da centinaia di voci, e ad ogni svolta la folla aumenta. E tutti si mettono a correre, sguazzando nel fanco, facendo strepitare i marciapiedi, e le finestre s'aparono, vien fuori gente, s'ingrossa la plebaglia, tutto un uditorio abbandona pulcinella nel punto culminante della rappresentazione, e, confondendosi con la corrente, dà fresca energia al grido 'Ferma! Al ladro! Ferma! Al ladro!' "