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letteratura …
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- L'Agnese va a morire (2123)
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By Renata Viganò -
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- Il talento (221)
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By Cesare De Marchi -
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Ciò che veramente colpisce di questo libro, la sua forza, il suo fascino soggiogante e' dato dallo stile, (colmo, denso, preciso e meraviglioso), in totale controtendenza con i "best seller", in cui conta solo l'intreccio anche se sembrano scritti con il copia e incolla, e con la media degli scritto ... (
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May 20, 2010 |
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- Sorelle Materassi (1567)
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By Aldo Palazzeschi -
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Più ci penso, più lo trovo ben fatto. Lo stile è un po' datato e si sente, ma è affascinante il modo in cui viene descritta la semplicità, la naturalezza un po' animalesca con cui Remo seduce (e rovina) le due sorelle e la serva Niobe. La terza sorella, che non cede al fascino maschile e cerca di me ... (
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Sep 10, 2009 |
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- Il giorno della civetta (13698)
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By Leonardo Sciascia -
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- Poesie (34)
- 1946-1994
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By Paolo Volponi -
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- Morte accidentale di un anarchico (648)
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By Dario Fo -
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Morte accidentale di un anarchico
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Tutto sommato deludente. Mi sembra che riproponga ogni volta gli stessi artifizi narrativi, lo stesso crasso umorismo. Alla fine il meccanismo mi pareva funzionare meglio, ma non c'è mai una vera analisi psicologica, sono tutte macchiette.
Penso ai grandi drammaturghi (come Brecht o Williams, p ... (continue ) -
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Apr 7, 2009 |
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- Il sergente nella neve (4243)
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By Mario Rigoni Stern -
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- La donna della domenica (4624)
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By Carlo Fruttero, Franco Lucentini -
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- Memoriale (433)
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By Paolo Volponi -
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- La lupa e le altre novelle (17)
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By Giovanni Verga -
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- La secchia rapita (34)
- Poema eroicomico
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By Alessandro Tassoni -
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- Notturno indiano (2631)
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By Antonio Tabucchi -
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- Senilità (23)
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By Italo Svevo -
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- La rigenerazione (24)
- (Collezione di teatro)
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By Italo Svevo -
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- La coscienza di Zeno (25486)
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By Italo Svevo -
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L'Agnese va a morire
L'Agnese con le sue manone, le sue ciabatte e le sue gambe stanche è la nostra silenziosa vicina di casa, la pensionata sull'autobus, la dirimpettaia che non parla mai. È l'anima buona e volenterosa del nostro paese, tenace e senza ambizioni, senza desiderio di lustrini e galloni, testarda e senza i ... (continue)
L'Agnese con le sue manone, le sue ciabatte e le sue gambe stanche è la nostra silenziosa vicina di casa, la pensionata sull'autobus, la dirimpettaia che non parla mai. È l'anima buona e volenterosa del nostro paese, tenace e senza ambizioni, senza desiderio di lustrini e galloni, testarda e senza illusioni. Mi viene in mente un ragionamento che ho letto tempo fa in un altro libro, secondo il quale le persone pagano il prezzo dei propri pregiudizi (senza accorgersene, naturalmente). L'esperimento riportato si riferiva al pregiudizio secondo il quale i capo donna sarebbero più difficili da gestire: un certo numero di candidati veniva messo di fronte alla scelta tra due posti di lavoro, in uno dei quali il capo era donna. Coloro che ritenevano che questo fosse un handicap erano disposti a rinunciare a diverse centinaia di euro di stipendio pur di non incorrere in quello che secondo loro era un rischio, dando così implicitamente un "prezzo" al loro pregiudizio.
Ecco, l'Agnese è così: anziana, grossa, lenta eppure forte, passa sotto il naso dei nazisti che non la ritengono in grado di resistere. Eppure tutti noi, sempre, possiamo resistere. Ed esistere.
Infine, al di là del bellissimo personaggio creato dalla Viganò, va all'autrice anche il merito di aver reso questi episodi della Resistenza senza melensaggini, mostrando tutte le difficoltà, la noia, la paura, la miseria che questi combattenti hanno dovuto affrontare e che, forse, costituiscono l'essenza più vera del loro coraggio.